Italia-Libia: Di Maio a Tripoli per una visita “inaspettata”

Pubblicato il 22 marzo 2021 alle 8:35 in Italia Libia

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Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, si è recato a Tripoli, il 21 marzo, per una visita “non annunciata”, durante la quale ha tenuto colloqui con le nuove autorità esecutive, il primo ministro Abdul Hamid Dbeibah e il capo del Consiglio presidenziale, Mohamed al-Menfi.

A darne notizia è stato anche il quotidiano al-Jazeera, il quale ha precisato che Di Maio è stato il primo ministro degli Esteri di un Paese dell’Unione Europea a recarsi in Libia a seguito delle elezioni del 5 febbraio, che hanno portato alla nomina delle nuove autorità governative e alla conseguente formazione del governo di unità nazionale ad interim, che ha prestato giuramento, a Tobruk, il 15 marzo. Stando a quanto comunicato dalla presidenza libica, il ministro italiano e al-Menfi hanno discusso delle opportunità di cooperazione tra Libia e Italia, dicendosi disposti a rilanciare il trattato di amicizia, partenariato e cooperazione. Quest’ultimo è stato siglato il 30 agosto 2008 e prevede, tra i diversi punti, la realizzazione di progetti infrastrutturali di base da parte di aziende italiane. L’importo complessivo è pari a 5 miliardi di dollari ed è previsto un esborso annuale di 250 milioni di dollari per 20 anni dalla firma dell’intesa.

La visita del 21 marzo, in cui Di Maio ha tenuto colloqui anche con il premier ad interim Dbeibah, è stata un’occasione per discutere altresì del fenomeno della migrazione irregolare. La Libia, specifica al-Jazeera, costituisce un punto di transito per decine di migliaia di migranti, che ogni anno cercano di raggiungere l’Italia illegalmente attraverso il Mediterraneo. A tal proposito, risale al 2 luglio 2020 il primo incontro, ospitato dal Viminale, del comitato tecnico misto italo-libico volto a negoziare le modifiche al Memorandum d’intesa. Nel corso di tale riunione, la delegazione italiana aveva confermato l’obiettivo di imprimere una svolta sostanziale alla cooperazione tra i due Paesi nella gestione dei flussi migratori.

Il ministro degli Esteri italiano, esprimendosi sulla visita a Tripoli del 21 marzo, ha affermato che, oltre alla lotta all’immigrazione, è importante volgere l’attenzione alla cooperazione economica tra i due Paesi. A tal proposito, Libia e Italia si sono dette disposte a creare nuove opportunità per le aziende, “riunendo dei formati che permetteranno alle imprese e al mondo economico libico di dialogare” con quello italiano. A detta di Di Maio, l’Italia e la Libia condividono “interessi geo-strategici” e Roma rappresenta un importante interlocutore per il Paese Nord-africano, alla luce di legami di amicizia “storici”. È stato il medesimo ministro italiano a evidenziare come, a un anno dalla conferenza di Berlino, svoltasi il 19 gennaio 2020, la Libia è “diversa”, in quanto vi sono istituzioni unificate che rappresentano l’intero Paese.

Stando a quanto riferito dall’ufficio della presidenza di Dbeibah, il premier libico, il 21 marzo, ha tenuto incontri anche con l‘amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, con cui ha discusso delle modalità di cooperazione in campo energetico, con un focus sulle energie rinnovabili. Per il primo ministro ad interim, è necessario che Eni continui a investire e a rafforzare la responsabilità sociale nei settori della sanità, dell’istruzione, della formazione professionale e dell’elettricità, che rappresentano una “priorità urgente” per la Libia. Da parte sua, Descalzi ha assicurato che la società continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nel Paese, anche nella produzione di gas naturale, grazie ai nuovi progetti di sviluppo in ambito marittimo.

Quanto accaduto prima il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, e poi il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, rappresenta un momento “storico” per la Libia, che, dal 15 febbraio 2011, ha assistito a una perdurante crisi. Come ribadito più volte dal premier Dbeibah, la missione principale del governo unitario, definito un “governo di tutti i libici”, e del Consiglio presidenziale sarà guidare il Paese verso le elezioni presidenziali e legislative programmate per il 24 dicembre 2021, data in cui verranno nominate nuove autorità elette democraticamente. Nel frattempo, bisognerà procedere con l’unificazione delle istituzioni statali e migliorare i servizi offerti ai cittadini e le loro condizioni di vita, oltre a far fronte alla crisi dell’elettricità e alla mancanza di liquidità nelle casse dello Stato. Non da ultimo, bisognerà rivolgere l’attenzione alla questione dei mercenari stranieri ancora stanziati in Libia e alla pandemia di Covid-19.

A seguito del voto di fiducia, anche il premier italiano, Mario Draghi,ha incoraggiato il primo ministro della nuova squadra governativa, Dbeibah, a impegnarsi per garantire sicurezza e stabilità in Libia. Ciò è avvenuto nel corso di una conversazione telefonica, durante la quale Draghi ha espresso il pieno sostegno dell’Italia all’unità del Paese Nord-africano e al consolidamento della pace e della stabilità, nel quadro di un processo politico, tuttora in corso, guidato dalle Nazioni Unite. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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