Europa, Breton: l’UE non avrà bisogno dello Sputnik V

Pubblicato il 22 marzo 2021 alle 17:56 in Europa Russia

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Il commissario europeo incaricato della campagna vaccinale, Thierry Breton, ha dichiarato, domenica 21 marzo, che l’Europa non avrà bisogno del vaccino russo.

Le ragioni che fanno da sfondo alle dichiarazioni rilasciate da Breton al canale francese TF1 sono molteplici. Il commissario ha spiegato che l’Europa è il continente con il maggior numero di vaccini approvati dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA). Con AstraZeneca, Pfizer, Moderna e Janssen, l’Europa si colloca al primo posto tra i produttori mondiali di vaccini e, da marzo a giugno, programma di distribuire oltre 300 milioni di dosi. Inoltre, Breton ha fornito ulteriori delucidazioni circa la posizione europea in merito al vaccino russo. Bruxelles, al momento, è lungi dallo stringere accordi con Mosca per lo Sputnik V in quanto “i russi stanno riscontrando problemi con la sua produzione”. Tuttavia, Breton ha chiarito che, nel caso in cui sarà necessario, si ricorrerà allo Sputnik V solo nella seconda metà dell’anno perché, al momento, è centrale dare la priorità ai vaccini già approvati dall’EMA che sono stati elaborati e prodotti in Europa. Inoltre, il commissario ha aggiunto che l’Europa prevede di raggiungere l’immunità collettiva del continente entro il 14 luglio.

Breton aveva già fornito, il 17 marzo, analoghe spiegazioni circa l’eventuale utilizzo del vaccino russo. Il diplomatico aveva riferito che l’Unione Europea non dubitava “della qualità dello Sputnik V”, ciononostante, Bruxelles era consapevole che anche la Federazione Russa aveva difficoltà con la produzione di massa del farmaco. Nonostante ciò, il 15 marzo, il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), Kirill Dmitriev, aveva annunciato che, una volta ricevuto il via libera dall’EMA, il Paese sarebbe stato in grado di fornire all’Europa oltre le 50 milioni di dosi “a partire da giugno”. Ad oggi, il quotidiano russo Vedomosti ha reso noto che il vaccino è registrato in 50 Paesi, tra cui Messico, Serbia e Tunisia.

Dalle recenti dichiarazioni, l’Unione Europea sembra non aver cambiato posizione in merito all’eventuale acquisto del vaccino russo. Si ricorda che l’UE aveva reso noto, il 15 marzo, che stava valutando di avviare i negoziati con la Federazione Russa per l’acquisto dello Sputnik V. Reuters aveva osservato che, nel caso in cui i Paesi europei avessero concordato sulla fornitura del vaccino moscovita, questo avrebbe rappresentato da una parte un “trionfo diplomatico” per la Russia, dall’altra avrebbe rischiato di dividere in due l’Europa. Questo perché una porzione del blocco europeo è contraria a intavolare trattative con il Cremlino, mentre l’altra è intenzionata a dimostrare che una cooperazione Mosca-Bruxelles potrebbe essere possibile, nonostante i trascorsi e le sanzioni europee.

L’ufficio stampa dell’Agenzia Europea per i Medicinali, il 4 marzo, aveva annunciato l’inizio della procedura per la valutazione e l’approvazione del vaccino russo. Gli specialisti devono valutare se il farmaco rispetta gli standard di efficacia, sicurezza e qualità, imposti dall’Unione Europea. L’EMA non ha ancora dichiarato quanto tempo sarà necessario prima di poter divulgare l’esito dei test, tuttavia, nel comunicato stampa del 4 marzo si legge che i tempi non dovrebbero essere eccessivamente lunghi.

Il vaccino russo Sputnik-V, nominato in onore del primo satellite sovietico inviato sullo spazio, è stato il primo vaccino contro il Covid-19 ad essere sviluppato. Nello specifico, è stato scoperto dal Centro nazionale russo per l’epidemiologia e la microbiologia, il Gamaleya. Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, l’11 agosto 2020, aveva annunciato l’approvazione normativa del vaccino. Con il 91,6 % di efficacia, confermata anche dai dati pubblicati dalla rivista specializzata The Lancet, lo Sputnik-V si colloca tra i tre farmaci che garantiscono la protezione più alta contro il virus.

di Redazione

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