Bulgaria: due diplomatici russi accusati di spionaggio

Pubblicato il 22 marzo 2021 alle 20:02 in Bulgaria Russia

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Il Ministero degli Esteri bulgaro ha dichiarato, il 22 marzo, “persona non grata” due diplomatici dell’ambasciata russa a Sofia con l’accusa di spionaggio. Questi dovranno lasciare il Paese entro 72 ore.

La dichiarazione del Ministero degli Esteri bulgaro è arrivata dopo che l’Ufficio del Procuratore del Paese ha annunciato, il 19 marzo, l’arresto di sei dipendenti del Ministero della Difesa e dell’intelligence militare bulgara. Grazie al sostegno dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, gli imputati sono stati arrestati con l’accusa di spionaggio per conto della Federazione Russa. Successivamente, il Tribunale militare distrettuale bulgaro ha messo in custodia, lunedì 22 marzo, cinque dei sospettati. Il sesto individuo è stato rilasciato su cauzione poiché l’ufficio del Pubblico Ministero non ha ritenuto necessaria la detenzione. Nel frattempo, l’ambasciata russa in Bulgaria ha richiesto di interrompere ogni forma di speculazione sul caso e ha dichiarato di confidare nel sistema giudiziario poiché questo può garantire un processo depoliticizzato, imparziale e obiettivo, in stretta conformità con le norme della legislazione bulgara e internazionale.

Non è la prima volta che la Bulgaria ha fatto ricorso all’espulsione di figure diplomatiche russe dal Paese. Nello specifico, l’agenzia di stampa russa TASS ha reso noto che, dal 2019 ad oggi, sono stati registrati 5 casi di espulsione di militari o dipendenti dell’ambasciata russa in Bulgaria. Il primo episodio è avvenuto l’8 ottobre 2019. L’Ufficio del Procuratore bulgaro aveva avviato un procedimento penale contro un diplomatico russo perché sospettato di spionaggio per i servizi speciali di Mosca. Tuttavia, il caso è stato sospeso in quanto l’accusato godeva dell’immunità diplomatica. Durante lo stesso mese, il 29 ottobre 2019, un dipendente dell’ambasciata russa è stato dichiarato “persona non grata” e il 30 ottobre ha lasciato la Bulgaria. In risposta alle azioni bulgare, il 5 dicembre la Russia ha dichiarato, a sua volta, “persona non grata” un dipendente dell’ambasciata bulgara a Mosca.

Sempre con l’accusa di spionaggio, le autorità bulgare hanno aperto un caso, il 24 gennaio 2020, contro due diplomatici russi. Tuttavia, i diplomatici russi non vennero espulsi perché l’ambasciata di Mosca aveva sostenuto che le prove presentate non erano sufficienti per confermare l’accusa. Inoltre, il 23 settembre 2020, il Ministero degli Esteri bulgaro ha rivelato l’espulsione di due diplomatici russi per aver “comunicato con cittadini bulgari che avevano accesso alle informazioni relative al complesso militare-industriale del Paese”, inoltre, stando alle autorità bulgare, i diplomatici russi avrebbero svolto, dal 2016, attività di intelligence attraverso la raccolta di informazioni sui piani per l’ammodernamento dell’esercito bulgaro.

Gli ultimi due episodi registrati risalgono a dicembre del 2020. Nel primo, avvenuto il 18 dicembre 2020, la Bulgaria ha dichiarato “persona non grata” l’addetto militare, aereo e navale dell’ambasciata russa a Sofia, dopo che l’ufficio del Pubblico Ministero ha presentato contro il diplomatico l’accusa di spionaggio. Stando all’Ufficio del Procuratore, il diplomatico “ha raccolto informazioni” sul numero di truppe statunitensi nel Paese. Infine, il 28 dicembre 2020, la Russia ha risposto annunciando l’espulsione del tenente colonnello Mitko Borisov, assistente addetto militare presso l’ambasciata bulgara a Mosca.

di Redazione

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