La disputa Kenya-Somalia minaccia il Corno d’Africa in crisi

Pubblicato il 20 marzo 2021 alle 6:31 in Kenya Somalia

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Secondo l’Insitute on Security Studies (ISS), un centro di ricerca africano che si occupa di sicurezza, le relazioni tese tra il Kenya e la Somalia, a causa di una disputa sui confini marittimi e motivi diplomatici, stanno creando nuove alleanze nel Corno d’Africa che potrebbero esacerbare una regione in crisi.

L’ultima controversia tra i due Stati riguarda la presunta interferenza del Kenya negli affari interni della Somalia. Secondo un’analisi dell’Institute on Security Studies, i Paesi del Corno sono stati “trascinati” nella diatriba, minacciando di destabilizzare una regione già fragile. Nonostante l’impegno dell’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD) nell’ultima disputa, l’organismo regionale potrebbe non essere in grado di risolvere il problema da solo. L’IGAD è un’organizzazione internazionale politico-commerciale formata dai Paesi del Corno d’Africa, fondata nel 1986. La crisi richiede una robusta azione congiunta dell’Unione Africana (UA) e dell’IGAD con il sostegno dei partner internazionali. Secondo l’ISS, l’Unione Africana dovrebbe aumentare il suo ruolo nella regione e sviluppare strategie e azioni concrete per evitare una crisi incombente nel Corno.

Nel dicembre 2020, la Somalia ha accusato il Kenya di interferire nei suoi affari interni e ha tagliato i legami diplomatici, con conseguente richiamo reciproco dei rispettivi ambasciatori. Il vertice dell’IGAD di quel mese aveva approvato una missione d’inchiesta guidata dal Gibuti, un piccolo Stato del Corno, per esaminare le accuse della Somalia. La missione ha rivelato che non vi erano abbastanza prove per sostenere le affermazioni della Somalia. La Somalia ha respinto le conclusioni della missione, sostenendo che il Kenya ha influenzato Gibuti e che quindi le conclusioni non erano imparziali. Questa accusa ha aggiunto un altro scontro diplomatico nella regione, questa volta tra la Somalia e il Gibuti. La Somalia ha anche minacciato di lasciare l’IGAD se le conclusioni non fossero state annullate. Il Kenya e la Somalia hanno anche una lunga disputa irrisolta sui confini marittimi, iniziata ufficialmente nel 2014. La Somalia ha accusato il Kenya alla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) di operazioni illegali nel proprio territorio marittimo lungo l’Oceano Indiano. Il caso è ancora in attesa della risoluzione della corte.

Le relazioni tra i due Paesi si sono ulteriormente deteriorate negli ultimi anni, soprattutto per la questione lo Stato autonomo somalo del Jubbaland, che confina con il Kenya. Lo Jubbaland è un partner di sicurezza cruciale per il Kenya nella battaglia contro il gruppo terroristico di al-Shabaab. Tuttavia, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, vuole centralizzare il potere e rimuovere il presidente del Jubbaland, Ahmed Mohamed Islam, anche noto come Madobe.

Un riassetto delle alleanze nella regione negli ultimi tre anni ha esacerbato tale crisi. La maggiore affiliazione dell’Etiopia al Governo centrale della Somalia e la ripresa della cooperazione dell’Eritrea con la Somalia dopo più di un decennio di relazioni estranee, hanno rafforzato il potere centrale somalo. Ad oggi, le tre nazioni cooperano e sono d’accordo su varie questioni politiche, sociali ed economiche.

Di conseguenza, le elezioni del Jubbaland del 2019 hanno visto un confronto teso tra il Governo centrale della Somalia e i soldati del Jubbaland, sostenuti rispettivamente dalle truppe etiopi e keniote. Madobe, l’alleato del Kenya, è stato rielettodopo aver contestato l’annullamento dello scrutinio effettuato dal Governo federale. Nel frattempo, il Kenya ha continuato a riconoscere e cooperare con Madobe. Questi eventi hanno peggiorato il confronto tra Kenya e Somalia sul Jubbaland,lasciando anche l’Etiopia e il Kenya in contrasto tra di loro.

La questione ha anche influenzato il processo elettorale in corso in Somalia. Il ministero degli Esteri somalo ha detto che la presunta interferenza del Kenya negli affari interni della Somalia ha portato il Jubbaland a rinnegare l’accordo elettorale del settembre 2020. Va notato, però, che Mogadiscio è anche ai ferri corti sui processi elettorali con il Puntland, un altro stato federale. L’accoglienza da parte del Kenya del presidente autodichiarato del Somaliland nel dicembre 2020 ha aggiunto ulteriore rancore della Somalia con il Kenya. Di conseguenza, la Somalia ha interrotto i rapporti diplomatici con il Kenya e ha presentato le sue lamentele all’IGAD.

Le relazioni tese tra Somalia, Kenya e Gibuti stanno erodendo la cooperazione nel Corno e all’interno dell’IGAD. La situazione ha il potenziale di dividere la regione mettendo gli Stati confinanti l’uno contro l’altro. In tal caso, secondo l’ISS, è probabile che il Somaliland si allinei con il Kenya. Dalla parte sua, la Somalia ha alleati attivi attraverso un accordo trilaterale nella regione. L’Eritrea starebbe addestrando circa 3.000 truppe somale, anche se nessuno dei due Governi lo ha confermato.

In conclusione, secondo l’Institute on Security Studies, se trascurate, le tensioni tra Somalia e Kenya potrebbero peggiorare significativamente la grave situazione umanitaria e il fragile quadro di sicurezza nel Corno d’Africa. Alla luce di ciò, secondo l’ISS, è necessaria un’azione più incisiva da parte dell’Unione Africana nella regione, a partire dallo sviluppo di meccanismi congiunti di risposta ai conflitti con l’IGAD. Dato che il 54% delle discussioni del Consiglio di Pace e Picurezza dell’UA nel 2020 ha riguardato il Corno d’Africa, varrebbe la pena concentrare più energie sulla regione, tramite un impegno rafforzato tra l’Unione Africana e l’IGAD al fine di mirare alla stabilità in un momento in cui non è mai stato più necessario.

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Julie Dickman

di Redazione

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