La Nigeria ha bisogno di un Comando delle Operazioni Speciali

Pubblicato il 19 marzo 2021 alle 7:26 in Africa Nigeria

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Un’analisi del Council on Foreign Relations mostra quali siano le carenze del sistema di sicurezza in Nigeria, un Paese alle prese con una crescente violenza, tra banditismo e terrorismo, nelle proprie regioni settentrionali.

Il quadro di sicurezza del Nord della Nigeria è complesso, essendo caratterizzato da conflitti perpetrati a Nord-Est dai militant di Boko Haram e a Nord-Ovest dai cosiddetti gruppi di “banditi”, così definiti dai nigeriani, che sono gruppi di criminali che sono soliti effettuare rapimenti per riscatto. Il fenomeno del banditismo deriva da una lunga competizione per la terra e le risorse idriche tra le etnie Fulani e Hausa e dalla diffusione di armi leggere e di piccolo calibro nella regione. 

Come ha fatto notare il Council on Foreign Relations, dopo anni di strategie inefficaci dei militari, il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha deciso di considerare le richieste riguardo alla sostituzione dei vertici dell’esercito. Di fatto, il 27 gennaio, Buhari ha nominato nuovi capi di servizio che dovrebbero iniziare a lavorare a stretto contatto tra loro per dare priorità alla creazione del primo e a lungo atteso Comando delleOperazioni Speciali della Nigeria, sul modello di quello degli Stati Uniti, noto come Joint Special Operations Command (JSOC).

I Paesi situati in o vicino al bacino del lago Ciad e nelle regioni del Sahel, entrambe zone profondamente colpite dalle insurrezioni jihadiste, non hanno strutture simili al JSOC, nonostante affrontino minacce sempre più complesse da parte di tali organizzazioni estremiste. Secondo la valutazione, la Nigeria, se dovesse istituire e rendere operativa con successo unComando delle Operazioni Speciali, sarebbe un trend-setter. Così com’è, l’esercito nigeriano è sovraccarico su più fronti, sia sulla terraferma sia in mare aperto. Kabir Adamu, un analista della sicurezza con sede in Nigeria, ha definito il Sistema di sicurezza della Nigeria come priva di un “elemento di coordinamento” e di qualsiasi “meccanismo di monitoraggio che permetterebbe a chi lavora di capire cosa stanno facendo”.

In base a quanto è emerso dall’analisi, un comando mirato e dedicato che attinga all’esperienza delle Forze Speciali d’Élite (SOF), come lo Special Boat Service della marina, impegnata nell’antiterrorismo marittimo, migliorerebbe l’esecuzione delle operazioni militari in corso contro l’estremismo violento, consentendo una pianificazione strategica meglio coordinata. Fino ad ora, il Governo, piuttosto che affrontare direttamente la mancanza di coordinamento, si è attenuto per lo più alla sostituzione dei vertici dell’esercito e all’aumento del personale nelle regioni afflitte dall’insicurezza.

Secondo il Council on Foreign Relations, un vantaggio della creazione di un Comando delle Operazioni Speciali sarebbe la maggiore condivisione dei dati, dato che unirebbe le Forze Speciali d’Élite a quelle di tutte le armi dell’esercito nigeriano, tra cui l’esercito, l’aviazione e la marina. La mancanza di questo coordinamento ha influito molto sulla lotta contro Boko Haram. Un caso esemplare è l’attacco del 2011 all’ufficio delle Nazioni Unite ad Abuja, che i militari non sono riusciti a prevenire nonostante abbiano ricevuto informazioni sul complotto 9 giorni prima della sua esecuzione.

In base a quanto riferito dalla valutazione, un Comando delle Operazioni Speciali ben implementato migliorerebbe anche la capacità dell’esercito nigeriano di raccogliere, condividere numerose forme di intelligence, quali come l’intelligence umana (HUMINT), l’intelligence dei segnali (SIGINT) e l’intelligence delle comunicazioni (COMINT). In questo modo, si faciliterebbe una risposta rapida alle minacce asimmetriche, come gli attacchi terroristici, gli assalti ai villaggi e i sequestri di massa.

Infine, l’analisi del Council on Foreign Relations fa notare che, affinché il Comando delle Operazioni Speciali sia pienamente efficace, le forze militari dovrebbero essere dotate di tecnologie all’avanguardia, come ad esempio occhiali per la visione notturna e veicoli aerei senza equipaggio. Secondo la valutazione, il Governo potrebbe investire di più in ricerca e sviluppo attraverso la Defence Industries Corporation of Nigeria per incoraggiare la produzione interna di tali tecnologie militari avanzate.

Tuttavia, dato che per produrre una quantità sufficiente di materiali del genere sarebbero necessari circa 10 anni, la Nigeria nel frattempo continuerà a fare affidamento sui fornitori stranieri. Nel 2017, il Paese africano ha acquistato decine di velivoli noti come A-29 Super Tucanos dagli Stati Uniti. Le capacità all’avanguardia del velivolo, il quale vanta ottiche avanzate e sistemi radio sicuri, lo rendono anche adatto alle missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione. Allo stesso modo, nel 2020, il Governo cinese ha fornito all’esercito nigeriano i carri armati VT-4, gli obici semoventi SH-5 e 8nuovi UAV che possono essere armati con bombe e missili a guida laser.

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Julie Dickman

di Redazione

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