La migrazione illegale dalla Costa d’Avorio

Pubblicato il 19 marzo 2021 alle 6:00 in Africa Costa d'Avorio

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Nonostante il Governo della Costa d’Avorio abbia attivamente sensibilizzato i suoi cittadini sui pericoli della migrazione illegale, non è riuscito a dissuaderli dal rivolgersi ai contrabbandieri per viaggiare in Europa attraverso i Paesi del Nord Africa.

Secondo un’analisi dell’Institute for Security Studies (ISS), un centro di ricerca africano che si occupa di sicurezza, molti giovani ivoriani desiderano migrare in quanto “guardano a tutto ciò che è fuori dai loro confini come un modello di sviluppo e di successo sociale”. Il numero di migranti è salito drasticamente durante gli sconvolgimenti politici avvenuti in Costa d’Avorio tra il 2002 e il 2010. Vale la pena ricordare che il voto presidenziale del 2010 aveva scatenato una breve guerra civile l’anno successivo, in cui rimasero uccise almeno 3.000 persone. Gli analisti dell’ISS prevedono che, a seguito delle elezioni del 31 ottobre 2020, le quali hanno assicurato un terzo mandato al presidente Alassane Ouattara e che hanno deluso le nuove generazioni, è possibile che il numero di migranti verso l’Europa aumenti ancora di più.

Le statistiche mostrano che la Costa d’Avorio è tra i primi Paesi d’origine dei migranti dall’Africa occidentale verso l’Europa. Un rapporto dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) delle Nazioni Unite,pubblicato nell’agosto 2020, mostra che quasi 25.000 ivoriani sono arrivati in Italia via mare dal 2016. Il documento mostra anche che il numero di migranti ivoriani che utilizzano la rotta del Mediterraneo centrale verso l’Europa è stato il terzo più alto dopo quello dei nigeriani e dei guineani.

La responsabile dell’informazione dell’OIM in Costa d’Avorio, Aude Nanquette, ha dichiarato che circa la metà dei migranti lascia il Paese legalmente per recarsi in un Paese europeo o del Maghreb, soprattutto in Tunisia e in Marocco. Gli intervistati per il rapporto dell’OIM, circa 6.757 migranti ivoriani, hanno rivelato che la Tunisia, il Marocco e l’Algeria servono principalmente come Paesi di transito. Mentre quasi tutti viaggiano legalmente verso la Tunisia e il Marocco, dove gli ivoriani hanno diritto a un soggiorno senza visto di 90 giorni, quelli che vogliono raggiungere l’Algeria usano contrabbandieri per entrare senza permesso.

In base a quanto emerso dall’analisi dell’ISS, i contrabbandieri in Nord Africa sfruttano i migranti e offrono loro pericolosi mezzi di trasporto per attraversare il Mediterraneo usando le cosiddette rotte occidentali e centrali.Lo sfruttamento inizia in Costa d’Avorio per coloro che non possono permettersi biglietti aerei e che scelgono di ottenere “biglietti di boxe”. Questo termine si riferisce a un biglietto acquistato tramite un intermediario localeo un dipendente di un’agenzia di viaggi, il cui prezzo ammonta a circa 900 dollari e che deve essere ripagato una volta che il migrante arriva a destinazione. Come fa notare il rapporto dell’IOM, questo rimborso deve essere effettuato con gli interessi, a volte due o tre volte l’importo originale. I migranti firmano contratti per ripagare il costo del biglietto e i loro passaporti sono confiscati fino a che non viene completato il rimborso. Secondo l’ISS, questo innesca abusi e maltrattamenti fisici, emotivi e sessuali da parte dei trafficanti.

Stando a quanto riferito dalla valutazione, il Governo ivoriano ha compiuto passi significativi per aumentare la consapevolezza di questi rischi e aiutare gli ivoriani desiderosi di rimpatriare, in particolare tramite la Direzione Generale per gli Ivoriani all’Estero. Tale organizzazione ha il compito di attuare una risposta olistica e sostenibile alla migrazione irregolare. Tuttavia, il lavoro della Direzione non è supportato da una legislazione adeguata volta a scoraggiare il traffico di migranti. L’ISS informa che la Costa d’Avorio non è tra i 22 Paesi africani che hanno criminalizzato il reato di traffico di migranti. Questo crimine è stato definito ampiamente nel protocollo delle Nazioni Unite del 2000 contro il traffico di migranti, il quale richiede agli Stati firmatari di approvare leggi che rendano illegale il contrabbando di migranti e la produzione, il procacciamento o il possesso di documenti di viaggio o d’identità fraudolenti.

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Julie Dickman

di Redazione

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