La Corea del Nord interrompe le relazioni diplomatiche con la Malesia

Pubblicato il 19 marzo 2021 alle 11:27 in Corea del Nord Malesia

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Il Ministero degli Affari Esteri della Corea del Nord, il 19 marzo, ha annunciato di aver deciso di interrompere completamente le relazioni diplomatiche con la Malesia, dopo che quest’ultima ha estradato forzatamente un cittadino Nord-coreano, Mun Chol Myong, negli Stati Uniti.

Nella dichiarazione rilasciata dal Ministero Affari Esteri Nord-coreano è stato affermato che il cittadino in questione abbia condotto attività commerciali internazionali e legali, per molti anni. Al contrario, la Malesia ha affermato che la persona in questione abbia riciclato denaro ma, per Pyongyang, si tratterebbe di “invenzioni e trucchetti assurdi”. Il Ministero Affari Esteri Nord-coreano ha quindi affermato che la Malesia abbia trattato come un criminale un proprio cittadino innocente, per estradarlo negli USA. Pyongyang ha quindi dichiarato di non poter tollerare un tale tipo di azione.

La Corea del Nord ha affermato che l’ultima mossa della Malesia abbia danneggiato il rispetto reciproco della sovranità tra i due Paesi, che è alla base delle loro relazioni. Infine, Pyongyang ha affermato che, da quel momento in poi, la Malesia sarà totalmente responsabile delle conseguenze di ciò che potrà accadere tra le parti e che gli USA, celandosi dietro l’accaduto, pagheranno il prezzo delle proprie azioni.

Il 17 marzo scorso, le autorità malesi hanno estradato Mun Chol Myong negli Stati Uniti, dove è accusato di riciclaggio di denaro. Dopo aver vissuto tredici anni in Malesia, l’uomo era stato arrestato nel mese di maggio 2019, dopo che le autorità statunitensi avevano emesso una richiesta di estradizione nei suoi confronti. Nel corso del mese di marzo 2020, un tribunale malese aveva poi rifiutato il ricorso presentato dall’imputato, in base al quale le accuse a suo carico sarebbero state mosse per motivazioni politiche, e ne aveva approvato l’estradizione negli Stati Uniti.

Da parte sua, l’uomo ha sempre negato di aver riciclato denaro attraverso aziende di facciata e di aver contraffatto documenti per sostenere l’invio di beni illeciti nel proprio Paese d’origine. In particolare, all’uomo è stato imputato il crimine di aver partecipato alla fornitura di beni di lusso proibiti da Singapore alla Corea del Nord, violando così le sanzioni dell’Onu contro Pyongyang, mentre viveva nella città stato asiatica. Dal 2008, Mun Chol Myong si era poi trasferito in Malesia.

La Corea del Nord e la Malesia hanno istituito relazioni diplomatiche nel 1973 ma, negli anni i loro legami sono stati indeboliti. In particolare, il 14 febbraio del 2017, Kim Jong-nam, il fratellastro estraniato del leader Nord-coreano, Kim Jong Un, era stato assassinato all’aeroporto di Kuala Lumpur. Una donna indonesiana e una vietnamita erano state accusate di aver aiutato quattro uomini Nord-coreani ad uccidere l’uomo, spruzzandogli in faccia l’agente nervino XV. I quattro uomini avevano lasciato la Malesia.

In seguito alla vicenda, le autorità malesi non hanno mai affermato pubblicamente che la Corea del Nord fosse coinvolta nell’omicidio ma, durante il processo, i pubblici ministeri avevano chiarito di avere sospetti su persone con connessioni Nord-coreane. L’ambasciatore di Pyongyang in Malesia, Kang Chol, poi, aveva respinto le indagini, sostenendo che l’uomo fosse morto di infarto, e le autorità di Kuala Lumpur avevano quindi deciso di interrompere l’ingresso nel proprio Paese senza visto dalla Corea del Nord e avevano espulso il diplomatico. Pyongyang ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento e aveva risposto alle mosse indonesiane non consentendo a tre diplomatici e a sei loro familiari di lasciare la Corea del Nord. I nove malesi erano stati poi rilasciati nel momento in cui la Malesia aveva riconsegnato la salma di Kim a Pyongyang.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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