Kiev-Vilnius: il 2022 sarà “l’anno dell’Ucraina in Europa”

Pubblicato il 19 marzo 2021 alle 16:12 in Repubbliche Baltiche Ucraina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente della Lituania, Gitanas Nausėda, e l’omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, hanno co-presieduto, giovedì 19 marzo, il vertice del Consiglio ucraino-lituano. Durante i colloqui, i due funzionari, insieme alle rispettive delegazioni, hanno esaminato le relazioni bilaterali tra i due Paesi, le aree di cooperazione congiunta e le strategie future. Le visite ufficiali della Lituania in Ucraina sono iniziate il 17 marzo e si concluderanno, venerdì 19.

Zelensky, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza di una riforma agraria nel proprio Paese perché questa permetterà di stimolare l’economia e di creare un mercato più equo nel settore di riferimento. In risposta, il presidente lituano ha lodato le riforme attuate da Zelensky nel settore della Difesa. Durante le discussioni, i due capi di Stato hanno affrontato anche il tema della crisi nel Donbass. Il presidente dell’Ucraina ha sottolineato che, nonostante sia in vigore l’obbligo di “cessate il fuoco”, nel corso del mese di marzo le forze dell’ordine ucraine hanno più volte denunciato la violazione dell’accordo da parte delle forze separatiste di Donetsk e Lugansk. Secondo Zelensky, è centrale la questione delle missioni umanitarie che forniscono supporto e assistenza nei territori occupati. Pertanto, saranno necessari sforzi congiunti affinché l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) e il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) possano accedere alle aree di conflitto.

Il capo di Stato dell’Ucraina ha reso noto che, nel Donbass, il problema non è rappresentato solamente dai conflitti interni, ma anche dall’occupazione temporanea dei territori. Su questo aspetto si è espresso anche il ministro per la Reintegrazione dei Territori Temporaneamente Occupati, Oleksiy Reznikov. Quest’ultimo ha ricordato che l’Ucraina ha adempiuto a tutti gli obblighi previsti dall’accordo sottoscritto a margine del vertice del “Quartetto Normandia”, che include la Russia, la Francia, la Germania e l’Ucraina. Reznikov ha affermato che è necessario elaborare un piano per la riannessione all’Ucraina dei territori temporaneamente occupati.

È importante ricordare che, dal 27 luglio 2020, nel Donbass sono entrate in vigore misure pacifiche che impongono il divieto di sparare e di detenere armi sia nelle vicinanze, sia all’interno degli insediamenti militari. Le misure, inoltre, prevedono responsabilità disciplinare per chiunque violi tali imposizioni. Tuttavia, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Ria, il governo di Kiev ha dichiarato che, solo in data 7 marzo, le violazioni per il “cessate il fuoco” sono arrivate a quattro. I filorussi avrebbero utilizzato mortai da 120 e 82 mm, armamenti vietati in base agli accordi di Minsk II. Tali misure rappresentano un pacchetto finalizzato alla risoluzione della crisi nel Donbass. L’intesa è stata sottoscritta, il 12 febbraio 2015, dai leader del “Quartetto Normandia”.

Successivamente, durante il Consiglio bilaterale ucraino-lituano, il ministro degli Affari Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, ha espresso gratitudine ai due capi di Stato e alla loro leadership. La Lituania e l’Ucraina, oggi, non sono solo legate da un partenariato strategico nel campo economico, ma anche da un rapporto di amicizia, ha affermato Kuleba. Quest’ultimo ha anche dichiarato che, su iniziativa del presidente del Paese, Kiev ha definito il 2022 come “l’anno dell’Ucraina in Europa”. Il presidente della Lituania ha sottolineato che Vilnus continua a supportare l’Ucraina nel suo percorso per la piena integrazione euro-atlantica.

Secondo il politologo Alvydas Medalinskas, la visita di Nausėda è di particolare importanza, sia per il presidente Zelensky, sia per l’Ucraina. Medalinskas ha spiegato la Lituania è sia membro dell’Unione Europea, sia dell’Organizzazione del Trattato Transatlantico (NATO). Pertanto, la visita ha un valore rilevante perché, secondo il politologo, evidenzierà il “sostegno all’Ucraina nel suo cammino europeista e transatlantico”.

La tensione in questa regione è aumentata a seguito dell’avvicinamento dell’Ucraina all’Unione Europea e alla NATO. Questo ha rappresentato un possibile rischio per la Russia, ragion per cui molti analisti hanno dichiarato che l’annessione “illegale” della Crimea alla Russia, avvenuta il 16 marzo 2014, sia stata una mossa strategica del Cremlino. Quest’ultimo, per salvaguardare la propria sicurezza ed evitare che la Russia confinasse con un Paese della Nato e dell’Ue, quale l’Ucraina, ha occupato la Crimea.  L’analisi del politologo Maximilian Koltz ha chiarito che le azioni di Mosca del 2014 sono state causate proprio dal timore che la potenza militare occidentale, tramite la NATO e l’Unione Europea, si avvicinasse eccessivamente ai confini russi, tramite l’Ucraina.

Durante la riunione del 19 marzo, le delegazioni dell’Ucraina e della Lituania hanno anche discusso dei futuri progetti congiunti che i due Paesi mirano a concretizzare. Il ministro delle Infrastrutture di Kiev, Vladislav Krikliy, ha invitato le società di costruzione edili lituane a prendere parte alle iniziative future per incrementare la il legame tra i due Paesi. A margine del vertice, i funzionari hanno anche manifestato l’intenzione di espandere la cooperazione nel settore energetico. A tal riguardo, la Lituania ha ribadito di essere contro la costruzione del gasdotto Nord Stream 2 e ha espresso di sostenere l’Ucraina. Sono numerosi Paesi dell’Est Europa ad essere contro la costruzione del suddetto gasdotto. L’Ucraina, come anche la Slovacchia, hanno una posizione contraria perché, con l’entrata in attività del gasdotto, Kiev potrebbe perdere circa 2 miliardi di dollari l’anno di pedaggi di transito.

Il gasdotto Nord Stream 2 parte dalla Russia, e, attraverso il Mar Baltico, e giunge fino alla Germania, per una lunghezza di più di 1230 km. La capacità di carico complessiva sarà di 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno.  Il gasdotto attraverserà le zone economiche di 5 Paesi, quali Russia, Germania, Danimarca, Finlandia e Svezia. Insieme all’esistente Nord Stream 1, che segue l’analogo percorso che seguirà il Nord Stream, permetterà a Mosca di raddoppiare i volumi di gas trasportati, arrivando a 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.