Emirati Arabi Uniti: perdite per il gigante dei servizi marittimi

Pubblicato il 19 marzo 2021 alle 12:42 in Emirati Arabi Uniti Medio Oriente

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La compagnia emiratina Dubai Ports (DP) World, di proprietà statale, ha registrato un calo dei profitti del 29% nel 2020.

La società in questione, con sede a Dubai, è una multinazionale che opera nel settore del trasporto e della logistica, specializzata prevalentemente in logistica merci, operazioni portuali, servizi marittimi e zone di libero scambio. Stando a quanto riportato il 18 marzo, sulla base dei dati registrati nella relazione annuale, i profitti di DP World, definita un colosso per gli Emirati Arabi Uniti (UAE) nel settore marittimo e della logistica, hanno subito un calo del 29%, raggiungendo circa 846 milioni di dollari. Alla fine del 2019, invece, erano stati registrati guadagni per una cifra superiore a 1,18 miliardi di dollari. Al contempo, i ricavi nel 2020 sono aumentati dell’11%, toccando i 8,53 miliardi rispetto ai 7,68 miliardi dell’anno precedente.

A giugno 2020, la compagnia si è ritirata dalla Borsa di Dubai ed è tornata alla piena proprietà statale. La rimozione dell’operatore portuale dalla Borsa è avvenuta in un momento in cui la società madre, Dubai World, ha cercato di pagare alle banche più di 5 miliardi di dollari. Nel corso del 2020, la società ha subito un duro colpo, a causa delle conseguenze economiche globali della pandemia di Covid-19, che hanno danneggiato anche le economie del Golfo. Inoltre, la diffusione del virus ha “congelato” le catene di approvvigionamento e cambiato i flussi commerciali globali, provocando un calo generale degli scambi a livello internazionale.

Nonostante ciò, l’amministratore delegato di DP World, Sultan Ahmed Bin Sulayem, si è detto ottimista, in quanto, grazie all’attenzione prestata a innovazione e tecnologia, la compagnia emiratina ha mostrato la capacità di far fronte alle diverse sfide. A prova di ciò, la quantità di container gestiti dall’azienda è aumentata del 7,6% nel quarto trimestre del 2020.

DP World rappresenta il quarto maggiore operatore portuale a livello internazionale. Nata nel 2005 dalla fusione di Dubai Ports Authority e Dubai Ports International, la società gestisce 70 milioni di container trasportati ogni anno da circa 70.000 navi. Ciò equivale a circa il 10% del traffico globale di container rappresentato dai loro 82 terminal marittimi e interni presenti in oltre 40 Paesi, dal Canada all’Australia. A tal proposito, a settembre 2020, DP World ha raggiunto un accordo con il fondo pensione canadese, del valore di 4,5 miliardi di dollari, volto a espandere la propria presenza in Europa, in Asia e nel Pacifico. Come sottolineato da alcuni, la società emiratina potrebbe trarre vantaggio anche dall’accordo di normalizzazione tra UAE e Israele, ufficialmente siglato il 15 settembre 2020. A tal proposito, DP World ha già collaborato con una compagnia israeliana per stabilire una rotta commerciale diretta tra i due Paesi. Nello specifico, sono stati firmati una serie di accordi con la DoverTower israeliana, inclusa un’offerta congiunta per la privatizzazione del porto di Haifa sul Mediterraneo, uno dei due principali terminal marittimi di Israele. “Israele ha due porti, il porto di Ashdod e il porto di Haifa. Sono porti forti in posizioni eccellenti. Se c’è un’opportunità, non c’è nulla che ci impedisca di essere presenti lì “, ha dichiarato il presidente Ahmed bin Sulayem. Non da ultimo, per anni, la società di Dubai ha ottenuto concessioni per lo sviluppo di porti commerciali e centri logistici in diverse località dell’Africa, tra cui Somalia, Algeria, Mozambico e Gibuti.

Nel rapporto di DP World è stato affermato che, nel corso dell’ultimo anno, i mercati del Medio Oriente sono stati in grado, in buona parte, di far fronte alle ripercussioni della pandemia di Covid-19. Il calo nominale su base annua dei volumi dei container è stato pari allo 0,3%. Tuttavia, è lo scenario degli ultimi cinque anni a non essere particolarmente positivo, considerato che gli indici di produttività sono rimasti sostanzialmente invariati. In tale quadro, le sanzioni imposte contro Teheran hanno gravato sui volumi complessivi regionali, mentre il porto saudita di Gedda, ha continuato ad assistere a una forte crescita, confermando la propria supremazia nel Mar Rosso.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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