Ucraina-Lituania: il presidente Nausėda incontra Zelensky a Kiev

Pubblicato il 18 marzo 2021 alle 15:50 in Lituania Ucraina

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Il presidente della Lituania, Gitanas Nausėda, è arrivato a Kiev, in Ucraina, mercoledì 17 marzo, per incontrare l’omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, e il presidente del Parlamento, Dmytro Razoumkov. La visita proseguirà il 18 e il 19 marzo. Durante la prima giornata, Nausėda incontrerà i membri della comunità lituana in Ucraina. Nei giorni successivi, si svolgerà il Consiglio bilaterale tra i due Paesi e il forum “Ucraina 30”.

L’agenzia di stampa lituana LRT ha riportato che, i due capi di Stato, in seguito al Consiglio bilaterale Ucraina-Lituania, sottoscriveranno una dichiarazione congiunta sulle relazioni ucraino-europee. La riunione, in un secondo momento, sarà ampliata anche ai ministri dei due Paesi. Il presidente lituano è giunto in Ucraina accompagnato da una delegazione composta da sette funzionari di alto livello. Questi ultimi, durante i colloqui, firmeranno con gli omologhi ucraini accordi bilaterali sulla cooperazione nel settore dell’energia, dei trasporti e della cultura.  Nausėda e Zelensky co-presiederanno, giovedì 18 marzo, il forum “Ucraina 30. Piccole e medie imprese e lo Stato” e accoglieranno i partecipanti al sesto Forum bilaterale in ambito economico “Economia e pandemia: crisi e nuove opportunità”. Secondo quanto riferito dall’ufficio stampa del presidente della Lituania, venerdì 19 marzo, il capo di Stato incontrerà il presidente del parlamento ucraino, Dmytro Razoumkov, alla Verochovna Rada, anche noto come il Consiglio Supremo dell’Ucraina.

 Il forum “Ucraina 30” è una piattaforma creata per discutere di questioni interne di tipo economico, politico, energetico e umanitario. A prendere parte agli interventi saranno  funzionari governativi di alto livello, come ad esempio il presidente del Paese, ospiti internazionali ed esperti del settore. Il forum, inoltre, ospita anche civili e comunità di diverso tipo.

I rapporti bilaterali tra Ucraina e Lituania, che sono state entrambi membri dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche fino al 1991, sono sempre stati amichevoli e di buon vicinato. Vilnius e Kiev hanno sottoscritto, nel 2009, un pacchetto di accordi che prevedeva il mutuo riconoscimento dei titoli universitari e la salvaguardia del patrimonio culturale dei due Paesi. Più tardi, nel 2014, l’allora presidente della Lituania, Dalia Grybauskaitė, ha dichiarato di sostenere Kiev nella crisi che stava affrontando in relazione alla Crimea. In Ucraina, il 26 febbraio, si commemora la Giornata della resistenza contro l’occupazione della Repubblica autonoma della Crimea e della città di Sebastopoli. A tal riguardo, il 26 febbraio di quest’anno, il Ministero degli Affari Esteri della Lituania ha dichiarato il suo fermo sostegno alla sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina, entro i confini riconosciuti dalla comunità internazionale. Tali affermazioni hanno confermato che Vilnius intende perseguire la politica di non riconoscimento dell’annessione illegale della Crimea da parte della Russia.

Nel frattempo, secondo il politologo Alvydas Medalinskas, la visita di Nausėda è di particolare importanza, sia per il presidente Zelensky, sia per l’Ucraina. Le motivazioni che Medalinskas ha esposto, in supporto alla sua tesi, fanno riferimento al fatto che la Lituania è sia membro dell’Unione Europea, sia dell’Organizzazione del Trattato Transatlantico (NATO). Pertanto, la visita avrà un valore rilevante perché evidenzierà il “sostegno all’Ucraina nel suo cammino europeista e transatlantico”, secondo il politologo.   

L’organizzazione territoriale e normativa dell’Ucraina è utile per spiegare perché, secondo Kiev, supportata dall’Unione Europea e gli Stati Uniti, l’annessione della Crimea non può essere considerata legittima. L’area della Repubblica di Ucraina è suddivisa in 27 regioni, di cui 24 province, una repubblica autonoma, la Crimea, e due città con statuto speciale, Kiev e Sebastopoli. La Crimea, grazie al suo status speciale, ha una propria Costituzione, approvata nel 1998. Quest’ultima è andata a sostituire quella del 1992 che conferiva un maggiore grado di autonomia alla Crimea. Stando a quanto contenuto nel documento normativo del ’98, la Crimea ha continuato ad avere un certo grado di autonomia,  tuttavia, il Parlamento ucraino può porre il veto a qualsiasi legge approvata dal Consiglio Supremo della Repubblica autonoma di Crimea.

La Crimea è diventata una regione russa il 16 marzo del 2014 a seguito di un referendum in cui il 96,77% degli elettori della Repubblica e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli votò per l’annessione alla Russia. Kiev considera la Crimea territorio ucraino temporaneamente occupato. In seguito all’annessione illegale della Repubblica, Ucraina ha portato Mosca davanti alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU). Nella sentenza europea, emessa il 14 gennaio, si attribuiva alla Federazione Russa la responsabilità per le violazioni dei diritti umani in Crimea. Nel conflitto, sono state riportate quasi 13.000 vittime.

di Redazione

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