Libia: Haftar consente a navi turche di approdare a Est

Pubblicato il 18 marzo 2021 alle 11:07 in Libia Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Esercito Nazionale Libico (LNA) ha annunciato che le navi mercantili battenti bandiera turca potranno approdare nei porti dell’Est della Libia posti sotto il proprio controllo, tra cui Bengasi.

La notizia è giunta il 17 marzo, data in cui è stata diffusa una lettera ufficiale indirizzata all’Amministrazione Portuale e per il trasporto marittimo, in cui è stato specificato che le autorità marittime affiliate ad Haftar non porranno ostacoli all’ingresso di imbarcazioni turche e, in particolare, mercantili, se queste rispetteranno le procedure legali e le norme vigenti. La mossa giunge dopo un blocco durato circa due anni, oltre che a seguito di diversi episodi che hanno visto l’LNA impedire alle navi di Ankara di accedere alle proprie acque territoriali, ritenendole, in tal caso, un bersaglio legittimo da colpire.

In tale quadro, il capo di Stato maggiore delle forze navali dell’LNA, il maggiore generale Faraj al-Mahdawi, ha chiarito, giovedì 18 marzo, che la decisione è stata presa nell’interesse della popolazione della Libia. In particolare, il fine ultimo è porre fine agli oneri e alle “sofferenze” dei mercanti libici, i quali sono costretti a pagare ingenti somme per ottenere merci dalle regioni libiche occidentali. Si tratta, in particolare, di royalty imposte dalla società turca per il commercio estero SCK, responsabile della gestione e della supervisione di alcuni porti libici occidentali, oltre che del controllo delle merci in entrata e della concessione dei permessi, in cambio del rilascio delle proprie merci.

Ciò è in linea con quanto stabilito in un accordo raggiunto tra Ankara e il governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), ritenuto essere all’origine di un aumento dei prezzi al consumo e dei prodotti alimentari. Tuttavia, con l’avvicinarsi del mese sacro di Ramadan e in previsione di un aumento di consumi, si spera che i prezzi dei beni importati diminuiscano. Stando a quanto riportato da al-Mahdawi, la prima nave turca dovrebbe giungere a Bengasi il 25 marzo prossimo. Si tratta di un’imbarcazione proveniente dalla Tunisia, con a bordo merci tunisine.

È stato lo stesso al-Mahdawi a riferire che le compagnie turche stanno ottenendo licenze per trasportare merci attraverso le acque libiche. Nel corso del conflitto libico, Ankara si è posta a fianco dell’esercito tripolino, a tal punto da essere considerata un attore rilevante per determinare le sorti del conflitto. Inoltre, la Turchia e il GNA continuano a essere legate da un memorandum di sicurezza e per la cooperazione militare siglato il 27 novembre 2019.

Sebbene la Turchia si sia più volte impegnata a rispettare il cessate il fuoco, siglato il 23 ottobre 2020, le forze di Haftar hanno spesso denunciato il perdurante sostegno militare di Ankara alle forze di Tripoli. In particolare, secondo fonti militari dell’LNA, la Turchia ha creato un ponte aereo con i territori libici occidentali, attraverso cui inviare armi e combattenti. La “intensa” attività aerea ha interessato anche Wishka e Abu Qurain, entrambe situate a Ovest di Sirte, mentre sono stati monitorati decolli e atterraggi “insoliti” presso la base dell’Aeronautica di Misurata. Non da ultimo, risale al 22 dicembre la decisione del Parlamento turco, con cui è stata approvata una mozione proposta dalla presidenza, guidata dal capo di Stato turco, Recep Tayyip Erdogan, che prevede l’estensione della missione delle proprie forze armate in Libia per altri 18 mesi.

Uno degli ultimi episodi di tensione tra la Turchia e l’LNA ha riguardato il sequestro di un’imbarcazione turca, il 6 dicembre 2020, rilasciata dopo quattro giorni, il 10 dicembre. La nave mercantile in questione, battente bandiera giamaicana e denominata Mabrouka, era stata fermata prima di approdare a Misurata, nell’Ovest della Libia, mentre navigava nelle acque di fronte alla città costiera orientale di Derna. Secondo quanto riferito dal portavoce dell’LNA, Ahmed al-Mismari, Mabrouka aveva violato le leggi e i regolamenti marittimi, in quanto era entrata in un’area proibita, mentre l’equipaggio non aveva risposto agli appelli della Guardia Costiera. A bordo vi erano 17 membri, dei quali 9 cittadini turchi, 7 indiani e uno azero, i quali sono stati trattenuti presso il porto di Ras al-Hilal a seguito del sequestro.

La mossa delle forze di Haftar era stata condannata dal Ministero degli Esteri turco, il quale, oltre a chiedere il rilascio immediato della nave, aveva minacciato gravi conseguenze, affermando che l’LNA sarebbe stato considerato un obiettivo legittimo da colpire. Da parte sua, al-Mismari aveva accusato Ankara di arroganza, ma era stato lo stesso portavoce ad affermare che l’LNA si considerava in uno stato di guerra contro la Turchia. L’Esercito di Haftar, stando a quanto precisato dal portavoce, non aveva mai annunciato la fine della battaglia contro la Turchia. Ciò a cui aveva aderito era un cessate il fuoco, volto a rispondere agli appelli della comunità internazionale e della popolazione libica.

 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione