Libano: arriva l’ultimatum del presidente Aoun

Pubblicato il 18 marzo 2021 alle 12:16 in Libano Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Nel quadro di un perdurante stallo politico e una crescente crisi economica, il presidente libanese, Michel Aoun, ha esortato il premier incaricato, Saad Hariri, a formare quanto prima un governo, o, in caso contrario, a dimettersi.

Le parole di Aoun sono state pronunciate nel corso di un discorso televisivo il 17 marzo, dopo cinque mesi di perduranti consultazioni e tentativi di formare un esecutivo in grado di risanare la situazione politica, economica e sociale del Libano. In particolare, il 22 ottobre 2020, Hariri è riuscito a essere nominato primo ministro per la quarta volta dal 14 febbraio 2005, impegnandosi a risanare una situazione politica sempre più precaria. Il premier, già in carica prima della mobilitazione di ottobre 2019, si è impegnato non solo nei confronti della popolazione libanese, ma anche verso Parigi e i donatori internazionali, i quali si sono resi disponibili a sostenere il Libano, ma solo nel caso in cui venga formato un governo indipendente e apartitico, il cui compito è porre in essere misure efficaci.

Ad oggi, però, non è stata ancora trovata una via d’uscita dal perdurante stallo, anche a causa delle divergenze tra Hariri e Aoun. Alla luce di ciò, il 17 marzo, il capo di Stato ha affermato che se il premier designato si rende conto di non essere in grado di adempiere alla missione, deve lasciare spazio a chi, invece, lo è. “Dopo oggi, il silenzio non è più un’opzione” ha dichiarato il presidente libanese, invitando il primo ministro ad agire, ovvero formando un governo oppure andando via. Hariri, in realtà, ha precedentemente proposto una squadra, il 9 dicembre 2020, composta da 18 ministri apartitici, ma questa non ha ottenuto l’approvazione della presidenza, che l’ha ritenuta non in linea con i principi costituzionali, oltre priva dell’equilibrio tra le componenti libanesi. Ora, Aoun ha invitato Hariri a formare immediatamente un esecutivo che rispetti la Costituzione e che possa ottenere il suo consenso. Il tutto, senza ulteriori indugi.

Il premier incaricato ha risposto all’invito di Aoun chiedendo al presidente di firmare la formazione del governo da lui proposta, o di chiarire alla popolazione il vero motivo alla base del rifiuto e degli ostacoli posti dal Parlamento. Nel frattempo, l’economia continua a peggiorare. È dal 2019 che il Libano assiste a una grave crisi economica e finanziaria, definita la peggiore dalla guerra civile del 1975-1990. Questa è stata alla base della forte mobilitazione popolare, che ha visto gruppi di manifestanti scendere in piazza dal 17 ottobre 2019, per protestare contro la corruzione dilagante nel Paese e la cattiva gestione delle risorse statali. Sebbene le proteste fossero state placate, il declino del quadro economico e politico non si è mai arrestato. Ad aver peggiorato ulteriormente la situazione, vi sono state, nel corso del 2020, la pandemia di Covid-19 e l’esplosione che, il 4 agosto 2020, ha colpito il porto di Beirut, causando ingenti danni materiali, oltre che perdite di vite umane.

In tale quadro, il crollo della valuta libanese, la lira, ha costretto molti negozi di alimentari a chiudere temporaneamente o a interrompere le proprie attività di consegna, facendo temere un deficit delle risorse alimentari, oltre che delle materie prime. Per la prima volta, nella giornata del 16 marzo, il tasso di cambio ha toccato 14.000 lire per dollaro USA nel mercato nero, rispetto alle 1510 lire ufficiali. La crescente svalutazione ha provocato un aumento dei prezzi, anche per beni di prima necessità, aumentati di circa il 144%, e di medicinali e materie prime, oltre a una crescente diminuzione dei salari minimi, alcuni dei quali ridotti del 60%. Parallelamente, sono stati registrati ritardi nell’arrivo delle spedizioni di carburante, da cui il Libano dipende per fornire elettricità alla propria popolazione, il che ha provocato interruzioni prolungate di corrente in tutto il Paese. Tutto ciò ha spinto la popolazione a ritornare a manifestare. 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.