Il G7 condanna le azioni della Russia in Ucraina

Pubblicato il 18 marzo 2021 alle 14:52 in Russia Ucraina

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I ministri degli Esteri del G7 hanno condannato le azioni della Russia volte a minare la sovranità dell’Ucraina. La dichiarazione si inserisce in un momento di particolari tensioni tra Washington e Mosca

Il sito web del Ministero degli Affari Esteri italiano ha pubblicato il comunicato in cui, i rappresentanti dei 7 Stati, insieme all’Alto rappresentante dell’Unione Europea, il 18 marzo, hanno condannato le azioni di Mosca volte a minare la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza dell’Ucraina. Il gruppo in questione è formato da Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America. “Oggi, sette anni dopo l’annessione illegittima e illegale da parte della Russia della Repubblica Autonoma di Crimea e della Città di Sebastopoli, riaffermiamo il nostro incrollabile sostegno e impegno per l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti”, si legge nel comunicato. 

I rappresentanti del G7 hanno quindi aggiunto che la Carta delle Nazioni Unite, l’Atto finale di Helsinki e la Carta di Parigi affermano chiaramente i principi fondamentali del rispetto dell’integrità territoriale di qualsiasi Stato e del divieto di qualsiasi uso della forza per cambiare i confini. Con l’uso della forza contro l’integrità territoriale dell’Ucraina, la Russia ha “chiaramente violato il diritto internazionale e violato questi principi”, secondo i rappresentanti. Pertanto, questi hanno denunciato “l’occupazione temporanea” della Repubblica autonoma di Crimea e della città di Sebastopoli da parte della Russia. Il gruppo ha quindi sottolineato che i tentativi della Russia di legittimare tale occupazione non sono e non saranno riconosciuti. “Condanniamo le violazioni dei diritti umani da parte della Russia nella penisola, in particolare dei tartari di Crimea. Chiediamo alla Russia di rispettare i suoi obblighi internazionali, consentire l’accesso agli osservatori internazionali e immediatamente liberare tutti coloro che sono ingiustamente detenuti”, hanno aggiunto. In tale contesto, i ministri del G7 hanno affermato di accogliere, in linea di principio, l’iniziativa dell’Ucraina di istituire una piattaforma internazionale sulla Crimea per consolidare gli sforzi della comunità internazionale nella regione. 

Il G7 si è inoltre fermamente opposto alle azioni della Russia nelle aree di Donetsk e Luhansk, poichè queste sono considerate in violazione degli assunti in base agli accordi di Minsk, rendendo la Russia una parte del conflitto nell’Ucraina orientale, non un mediatore. “Accogliamo con favore il rinnovo del cessate il fuoco attuato il 27 luglio del 2020, che ha ridotto significativamente la violenza nell’area del conflitto”, ha scritto il G7. Tuttavia, la dichiarazione ha sottolineato il fatto che il conflitto continua a mietere vittime e a causare gravi danni alle infrastrutture critiche e ha evidenziato le recenti escalation militari da parte di formazioni armate sostenute dalla Russia sulla linea di contatto tra le due parti. “Chiediamo alla Federazione Russa di smettere di alimentare il conflitto fornendo sostegno finanziario e militare alle formazioni armate dell’Ucraina orientale”, hanno scritto i ministri, sottolineando che la consuetudine di concedere la cittadinanza russa a centinaia di migliaia di cittadini ucraini non favorisce la pace e non migliora la vita delle persone su entrambi i lati della linea di contatto. “Riaffermiamo l’importanza di rispettare il cessate il fuoco come fondamentale per qualsiasi progresso verso una risoluzione pacifica del conflitto”, ha sottolineato il G7.

Infine, i ministri degli Esteri hanno elogiato gli sforzi della Francia e della Germania nell’ambito del Formato Normandia per perseguire un percorso diplomatico volto a risolvere il conflitto e affermare la disponibilità del G7 a fornire ulteriore sostegno a questi sforzi. “Chiediamo a tutte le parti di attuare pienamente gli accordi di Minsk e sottolineano la responsabilità della Russia di impegnarsi in modo costruttivo nel Formato Normandia e nel Gruppo di contatto trilaterale al fine di raggiungere una soluzione politica equa e duratura al conflitto”, si legge nel comunicato che aggiunge che il G7 rimane pienamente impegnato nell’attuazione delle sanzioni e continuerà a sostenere l’Ucraina verso la piena indipendenza, sovranità e integrità territoriale entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti. “La Crimea è l’Ucraina”, conclude il comunicato. 

La Crimea è diventata una regione russa il 16 marzo del 2014 a seguito di un referendum in cui il 96,77% degli elettori della Repubblica e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli votò per l’annessione alla Russia. Il referendum si è tenuto un mese dopo il colpo di stato che ha avuto luogo in Ucraina, il quale ha innescato un conflitto armato interno nel Sud-Est del Paese. Mosca ha ribadito più volte che gli abitanti della penisola hanno votato nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite e hanno fatto “una scelta consapevole a favore della Russia”. L’Ucraina, dal canto suo, considera la Crimea territorio ucraino temporaneamente occupato. In seguito all’annessione illegale della Repubblica, Kiev portò Mosca davanti alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU). Nella sentenza europea, emessa il 14 gennaio, si attribuiva alla Federazione Russa la responsabilità per le violazioni dei diritti umani in Crimea. Nel conflitto, sono state riportate quasi 13.000 vittime.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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