Armenia: elezioni parlamentari anticipate

Pubblicato il 18 marzo 2021 alle 19:32 in Armenia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro dell’Armenia, Nikol Pashinyan, ha dichiarato, mercoledì 18 marzo, che, a margine di colloqui con i leader dei partiti di opposizione, è stata fissata la data per le elezioni straordinarie parlamentari. Queste si svolgeranno il 20 giugno. 

La notizia è stata resa nota da Pashinyan stesso in un comunicato pubblicato sulla sua pagina Facebook. In seguito ad una riunione straordinaria con il leader del partito di opposizione Prosperous Armenia, Gagik Tsarukyan, i funzionari hanno convenuto che le elezioni parlamentari anticipate siano la soluzione più adeguata a risollevare il Paese dalla crisi politica. Pashinyan ha spiegato di aver incontrato, in separata sede, altri rappresentanti dei partiti che si opponevano all’attuale governo del Paese, quali “Armenia Illuminata”, di stampo liberale e filo-europeo, rappresentata da Edmon Marukyan. È importante notare che, dal 27 settembre 2020, in Armenia è in vigore la legge marziale, introdotta a causa del peggioramento della situazione in Nagorno-Karabakh. Come si legge nel paragrafo 2 dell’articolo 91 della Costituzione dell’Armenia, “le elezioni per l’Assemblea nazionale non sono ammesse durante la legge marziale o lo stato di emergenza”. Ciononostante, non è stata divulgata nessuna dichiarazione su questo aspetto.  

L’Armenia sta affrontando una profonda crisi istituzionale, causata dall’escalation del conflitto azero-armeno per la Repubblica dell’Artsakh, anche nota come Nagorno-Karabakh. Le tensioni tra Erevan e Baku si sono intensificate a partire dal 27 settembre 2020 quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabakh lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert. Il 9 novembre 2020 Russia, Azerbaigian e Armenia hanno siglato un accordo per cui l’Armenia si impegnava entro il primo dicembre a restituire all’Azerbaigian i sette distretti limitrofi al Nagorno-Karabakh conquistati nella guerra del 1991-94. A seguito di tale epilogo, il governo armeno aveva invitato Pashinyan a rassegnare le dimissioni. L’intesa non è stata accolta con favore né dal popolo, che è sceso in piazza a manifestare, né dal governo, tantomeno dalle forze militari del Paese.

La crisi interna si è aggravata quando, il 25 febbraio, il premier armeno ha accusato l’esercito di aver intentato un “colpo di Stato”. Di conseguenza, Pashinyan ha richiesto il licenziamento di 40 alti ufficiali, tra cui il capo di Stato Maggiore, Onik Gasparyan. L’accusa è stata mossa dopo che, giovedì 25 febbraio, l’esercito aveva diffuso un comunicato in cui si invitava il premier a rassegnare le dimissioni a causa delle proteste che continuavano a scuotere il Paese quando, dopo l’accordo di pace, è stata dichiarata la sconfitta dell’Armenia nella guerra contro l’Azerbaijan.

Pashinyan ha inviato due mozioni al presidente dell’Armenia, Armen Sarkissian, per il licenziamento di Gasparyan. Questo perché, secondo la Costituzione del Paese, solo il presidente della Repubblica, su proposta del premier, può rimuovere il capo di Stato Maggiore dal suo incarico. Come riporta il quotidiano russo Kommersant, Gasparyan è stato sollevato dal suo incarico ed è stato sostituito da Stepan Galstyan. Tuttavia, il Tribunale amministrativo dell’Armenia ha deliberato, il 18 marzo, che Gasparyan dovesse riprendere l’attività come capo di Stato Maggiore del Paese. I funzionari armeni avevano già discusso, il primo marzo, del fatto che lo svolgimento di elezioni anticipate avrebbe sbloccato la crisi interna. Tuttavia, lo stesso giorno, Ruben Rubinian, un membro del partito Contratto Civile guidato dal premier aveva dichiarato che il voto anticipato sarebbe stato possibile solo dopo le dimissioni del capo di Stato Maggiore delle Forze Armate di Erevan.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.