Arabia Saudita: approvato il “piano di privatizzazione”

Pubblicato il 18 marzo 2021 alle 15:45 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Il governo dell’Arabia Saudita ha approvato, il 17 marzo, un piano volto a rafforzare la partecipazione del settore privato nella crescita del Paese, oltre che nel Prodotto Interno Lordo (PIL), attraverso la privatizzazione di servizi governativi. Anche in questo caso, l’obiettivo di Riad è perseguire gli obiettivi previsti dalla Saudi Vision 2030.

Come riportato dal quotidiano al-Arab, si tratta di un sistema con cui Riad potrà ridistribuire i settori economici tra il pubblico e il privato, in modo da diversificare le fonti di finanziamento e valorizzare il ruolo delle aziende private. Stando a quanto specificato in una dichiarazione del Consiglio dei ministri saudita, il “piano di privatizzazione” include circa 100 possibili iniziative riguardanti più di dieci settori, tra cui istruzione, sanità, energia, agricoltura, telecomunicazioni, tecnologia dell’informazione, sviluppo sociale e sport. In tale quadro si inserisce altresì la possibile privatizzazione di 60 scuole saudite nel corso del 2021.

Nel commentare l’approvazione del piano, il ministro delle Finanze saudita, Mohammed al-Jadaan, altresì capo della Commissione del programma di privatizzazione, ha specificato che sono 16 i settori coinvolti nel piano, all’interno dei quali alcuni servizi governativi verranno aperti alla partecipazione di privati, preservandone, al contempo, i diritti. Il fine ultimo è aumentare la partecipazione del settore privato dal 40 al 65% nel PIL del Regno.

A detta di al-Jadaan, il piano di privatizzazione mira altresì a creare un ambiente che consenta di aumentare il volume e il livello dei servizi forniti ai cittadini e agli espatriati e di stabilire la necessaria flessibilità nell’ambiente normativo e di investimento per i progetti di privatizzazione nel Regno. In tal modo, si prevede che l’ambiente di investimento del Paese diventi sempre più attraente e stimolante per investimenti stranieri a breve e a lungo termine, soprattutto nel settore del turismo, dello sviluppo industriale e della sostenibilità ambientale. Inoltre, secondo al-Jadaan, il nuovo programma rafforzerà la partecipazione del settore privato nella crescita economica e faciliterà nuove opportunità in modo trasparente ed equo.

L’Arabia Saudita, definita la maggiore economia della regione mediorientale e il più grande esportatore di petrolio al mondo, sta cercando di portare avanti e rafforzare la propria Vision 2030, la strategia di riforme economiche promossa dal principe ereditario, Mohammed bin Salman, il cui obiettivo è diversificare l’economia saudita, creare nuove opportunità di lavoro e innalzare la qualità della vita nel Paese, rendendo il Regno sempre più indipendente dal petrolio. In tale quadro, già nel 2018, il Council of Economic and Development Affairs aveva approvato un primo piano di privatizzazione, volto proprio a raggiungere gli obiettivi della Vision 2030. Nello specifico, Riad aveva messo in vendita beni statali per un valore di 35-40 miliardi di riyal, corrispondenti all’incirca a 9,3- 10,7 miliardi di dollari.

Risale, invece, al 2017 la creazione del National Center for Privatization & PPP, volto a consentire la privatizzazione e le partnership pubblico-private nell’ambito della Saudi Vision 2030, attraverso la formulazione di regolamenti, creando quadri di privatizzazione, preparando beni e servizi governativi identificati per la privatizzazione e sviluppando un processo di privatizzazione efficiente, oltre a promuovere opportunità a livello nazionale e internazionale.

Stando a quanto riferito da al-Arab, sono diverse le aziende internazionali che stanno già cercando di cogliere le opportunità offerte dal programma di privatizzazione. Tra queste vi sono anche banche internazionali, le quali hanno annunciato progetti volti a espandere le proprie attività in Arabia Saudita, in preparazione al potenziamento delle attività di investimento legate al programma di privatizzazione. A tal proposito, la britannica HSBC, in concomitanza con l’avvio delle fasi di privatizzazione, ha confermato di aver visto opportunità “senza precedenti” nelle trasformazioni economiche in atto nel Regno. Gli esperti ritengono che il programma di privatizzazione possa rivoluzionare i programmi di ristrutturazione dell’economia su basi sostenibili, aumentandone l’efficienza e la competitività.

Anche l’Arabia Saudita è stata colpita dagli effetti provocati dalla pandemia e dal calo dei prezzi di petrolio, in un anno, il 2020, che è risultato essere difficile per l’intera economia globale. I ricavi sono ammontati a 770 miliardi di riyal, mentre la spesa effettiva nel 2020 è stata pari a 1068 miliardi, il che ha fatto sì che il deficit ammontasse a 298 miliardi di riyal, pari al 12% del PIL. Il debito pubblico saudita ha toccato, invece, il 34% del PIL nel 2020. Inoltre, la spesa nel bilancio saudita 2020 è aumentata del 4,7% rispetto alle stime iniziali, mentre gli stanziamenti aggiuntivi sul bilancio approvato nel 2020 sono ammontati a 159 miliardi di riyal. 

Nel bilancio 2021, le entrate sono stimate a 849 miliardi di riyal, rispetto a una spesa che ammonta a 990 miliardi, il che significa che il deficit stimato per il 2021 ammonterà a 141 miliardi di riyal. Pertanto, il rapporto tra deficit e PIL nel bilancio 2021 raggiungerà il 4,9%, mentre il debito pubblico totale previsto nel 2021 sarà pari a 937 miliardi di riyal.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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