Tunisia: il presidente in Libia per la prima volta dal 2012

Pubblicato il 17 marzo 2021 alle 16:19 in Libia Tunisia

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Il presidente della Tunisia, Kais Saied, si è recato in Libia, mercoledì 17 marzo, dove ha incontrato il primo ministro e il capo del Consiglio presidenziale neoeletti.

Come precisato da al-Jazeera, si è trattato della prima visita ufficiale di un presidente tunisino in Libia dal 2012, oltre ad essere la prima di un capo di Stato straniero dalla nomina delle nuove autorità esecutive della Libia, elette il 5 febbraio scorso. Saied è giunto all’aeroporto internazionale di Mitiga accompagnato da una delegazione che includeva altresì il ministro degli Esteri, Othman Jerandi, responsabili dell’ufficio presidenziale e un consulente in materia economica. Ad accoglierli vi è stato il capo del Consiglio presidenziale, Mohamed al-Menfi, e i suoi due vice.

La visita di Saied in Libia è giunta un giorno dopo l’insediamento ufficiale delle nuove autorità esecutive, avvenuto il 16 marzo con il passaggio dei poteri dal premier precedentemente in carica, Fayez al-Sarraj, al nuovo primo ministro, Abdul Hamid Dbeiba, il quale è stato posto alla guida di un governo unitario ad interim. Nel corso degli incontri, Saied ha ribadito il sostegno della Tunisia alla fase di transizione libica verso la democrazia, la quale si prevede culminerà con le elezioni presidenziali e legislative del 24 dicembre 2021. “È giunto il momento di superare tutte le divergenze con la Libia” sono state le parole del presidente tunisino a margine dei colloqui.

L’attenzione è stata rivolta anche alle modalità per rafforzare le relazioni bilaterali, definite “storiche”, tra Libia e Tunisia. A tal proposito, le parti hanno discusso di un accordo volto a dare nuovo impulso alle attività commerciali tra i due vicini Nord-africani e di un piano di azione congiunto, che mira a incentivare investimenti facilitando le procedure di transito e le operazioni finanziarie tra la Banca centrale libica e quella tunisina. Tunisi, da parte sua, si è poi impegnata a rilanciare il “Maghreb arabo”, rilanciando le iniziative e gli incontri interrotti negli ultimi anni.

La Libia rappresenta un partner commerciale rilevante per la Tunisia, considerato che, prima del 2011, il Paese assorbiva la maggior parte della produzione delle industrie alimentari e dei materiali da costruzione tunisini. In tal quadro, erano migliaia i tunisini che lavoravano in Libia, ma le ripetute chiusure dei confini hanno più volte interrotto gli scambi tra i due vicini.

A livello politico, la Tunisia, ponendosi su un medesimo fronte con l’Algeria, ha provato più volte a risolvere politicamente e pacificamente il conflitto libico. A tal proposito, è stata la capitale tunisina ad ospitare la prima sessione del Forum di dialogo politico, svoltasi dal 9 al 16 novembre 2020, che ha portato all’elaborazione di una road map per il percorso politico libico. In precedenza, il 20 luglio 2020, Algeri e Tunisi si erano fatte promotrici di un’iniziativa volta a cercare di risolvere il conflitto libico attraverso la mediazione di Paesi africani neutrali. Secondo la prospettiva algerino-tunisina, la risoluzione della guerra in Libia deve passare esclusivamente attraverso il dialogo. In tal senso, il presidente di Algeri aveva sottolineato che il vantaggio dei due Paesi promotori dell’iniziativa era quello di essere equidistanti dalle parti in conflitto.

Parallelamente, in una serie di affermazioni precedentemente rilasciate dal presidente tunisino Saied, la Tunisia aveva espresso la sua forte opposizione a tutte le forme di interferenza straniera in Libia e aveva respinto categoricamente la presenza di forze armate di altri Paesi sul proprio territorio. Inoltre, il capo di Stato aveva respinto le mosse del presidente del Parlamento tunisino e leader del partito islamico moderato Ennahda, Rached Ghannouchi, il quale voleva che la posizione della Tunisia in Libia andasse nella direzione di sostenere l’alleanza turca e le milizie che hanno lottato a fianco del Governo di Accordo Nazionale, presieduto dal premier al-Sarraj. 

Stando a quanto riportato dal quotidiano al-Arab, con la visita del 17 marzo, Saied ha voluto inviare messaggi sia all’interno sia all’esterno della Tunisia. Da un lato, il capo di Stato sembra essersi rivolto a due suoi oppositori, il presidente del Parlamento e capo del movimento Ennahda, Rached Ghannouchi, e il primo ministro, Hichem Mechichi. I tre sono tuttora in disaccordo su questioni politiche che hanno portato a una crisi all’interno del panorama tunisino. Secondo un ex diplomatico, Jalal Lakhdhar, recandosi in Libia, Saied ha voluto “sequestrare” il dossier libico dalle mani di Ghannouchi, il quale ritiene di avere il monopolio sui rapporti con Tripoli, vista la sua relazione con gli islamisti. Parallelamente, Saied desidera approfittare della questione libica per riacquistare un ruolo a livello internazionale, presumibilmente con l’intento di vincere nella lotta con la presidenza del Parlamento e del Consiglio tunisine. Non da ultimo, obiettivo del capo di Stato è far percepire la presenza della Tunisia anche nei confronti di altri Paesi che cercano di monopolizzare gli investimenti nella ricostruzione della Libia, visto il loro intervento nei fronti di combattimento. In tal caso, il riferimento va soprattutto a Egitto e Turchia.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo 

di Redazione

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