Russia, Peskov: “L’annessione della Crimea è legittima”

Pubblicato il 17 marzo 2021 alle 6:24 in Russia Ucraina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato, martedì 16 marzo, che il referendum del 2014 sull’indipendenza della Crimea è “legittimo” sia dal punto di vista del diritto internazionale che da quello normativo ucraino.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa TASS, Peskov, in conferenza stampa, ha rimarcato che i fatti accaduti in Crimea nel 2014 non possono essere definiti “illegali”. Il portavoce di Mosca ha spiegato che la Crimea è una repubblica autonoma, il cui “status speciale” è illustrato nella Costituzione dell’Ucraina. All’interno di quest’ultima è possibile anche leggere il riferimento normativo allo status della Crimea.

L’accusa dell’annessione illegale che spesso viene mossa alla Russia fa riferimento al fatto che la Costituzione ucraina non riconosce alle regioni e alle repubbliche autonome il diritto di indire un referendum senza il consenso delle autorità di Kiev. In risposta a questa osservazione, Peskov ha dichiarato che, secondo la Costituzione, “non è previsto nessun divieto a riguardo”. Peskov, inoltre, ha riferito che è fuori discussione la possibilità di indire un referendum sul diritto di autodeterminazione delle regioni russe perché, ha ricordato, l’integrità territoriale del Paese è scritta “nero su bianco” nella Costituzione della Federazione Russa. Pertanto, ha aggiunto il portavoce del Cremlino, un referendum di questo tipo sarebbe illegale poiché violerebbe la Costituzione stessa.

Durante la conferenza stampa del 16 marzo, i giornalisti hanno chiesto a Peskov di spiegare perché non sono ancora stati divulgati i nominativi di coloro che organizzarono il referendum in Crimea. Peskov ha giustificato l’occultamento dei nomi in questione spiegando il “carattere sensibile” di quelle informazioni poiché molte delle persone coinvolte operano ancora in “aree delicate”.

È importante tenere a mente l’organizzazione territoriale e normativa prevista da Kiev. L’area della Repubblica di Ucraina è suddivisa in 27 regioni, di cui 24 province, una repubblica autonoma, la Crimea, e due città con statuto speciale, Kiev e Sebastopoli. La Crimea, grazie al suo status speciale, ha una propria Costituzione, approvata nel 1998. Quest’ultima è andata a sostituire quella del 1992 che conferiva un maggiore grado di autonomia alla Crimea. Stando a quanto contenuto nel documento normativo del ’98, la Crimea ha continuato ad avere un certo grado di autonomia, tuttavia, il Parlamento ucraino può porre il veto a qualsiasi legge approvata dal Consiglio Supremo della Repubblica autonoma di Crimea.

La Crimea è diventata una regione russa nel marzo del 2014 a seguito di un referendum in cui il 96,77% degli elettori della Repubblica e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli votò per l’annessione alla Russia. Il referendum si è tenuto un mese dopo il colpo di stato che ha avuto luogo in Ucraina, il quale ha innescato un conflitto armato interno nel Sud-Est del Paese. Mosca ha ribadito più volte che gli abitanti della penisola hanno votato nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite e hanno fatto “una scelta consapevole a favore della Russia”. L’Ucraina, dal canto suo, considera la Crimea territorio ucraino temporaneamente occupato. In seguito all’annessione illegale della Repubblica, Kiev portò Mosca davanti alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU). Nella sentenza europea, emessa il 14 gennaio, si attribuiva alla Federazione Russa la responsabilità per le violazioni dei diritti umani in Crimea. Nel conflitto, sono state riportate quasi 13.000 vittime.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.