Rapporto annuale del segretario generale della NATO

Pubblicato il 17 marzo 2021 alle 6:01 in NATO

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Il 16 marzo 2021, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha presentato il suo rapporto annuale per il 2020, sottolineando un nuovo aumento della spesa per la difesa. 

Il documento esamina le attività e i risultati ottenuti dalla NATO durante il 2020, concentrandosi sugli sforzi per garantire che la pandemia non si trasformi in una crisi di sicurezza e sui preparativi nell’ambito dell’iniziativa NATO 2030. Il Rapporto include, inoltre, i risultati di nuovi sondaggi sulla percezione pubblica dell’Alleanza. Questi dimostrano che, in un anno di grandi sconvolgimenti, il sostegno generale all’Alleanza NATO, al legame transatlantico e alla difesa collettiva rimane forte.

“Abbiamo continuato a investire nella nostra difesa. Nonostante l’impatto economico del Covid-19, il 2020 è stato il sesto anno consecutivo di aumento della spesa per la Difesa tra gli alleati europei e il Canada, con un aumento in termini reali del 3,9%”, ha dichiarato Stoltenberg presentando il rapporto annuale. “Ci aspettiamo che questa tendenza continui nel 2021. Ma è assolutamente vitale mantenerla, perché le sfide alla sicurezza non sono scomparse”, ha aggiunto il segretario generale dell’alleanza.

Durante la prima giornata di riunione tra i ministri degli Affari Esteri della NATO del 1 dicembre 2020, è stato presentato il rapporto del progetto NATO 2030, un’iniziativa portata avanti da esperti nominati dal Segretario generale Stoltenberg che mira al continuo adattamento dell’Alleanza transatlantica nel corso del prossimo decennio. Tra i vari temi trattati, il rapporto ha approfondito la questione delle Emerging Disruptive Technologies (EDT), le tecnologie emergenti destabilizzanti, affermando che lo scenario della sicurezza esterna dell’Alleanza è cambiato radicalmente dal 2010, quando è stato pubblicato il Concetto Strategico della NATO.

A differenza dal progetto NATO 2030, il documento precedente raccomandava di coltivare una partnership strategica con la Russia, faceva menzione limitata del terrorismo, e non citava la Cina. Da allora, si sono verificati cambiamenti fondamentali per la sicurezza della NATO. Secondo il rapporto, il ritorno della concorrenza geo-strategica, dovuto dall’ascesa economica e militare della Cina, ha portato anche una proliferazione di attacchi ibridi, attraverso mezzi quali l’uso di società militari private, disinformazione e sovversione. Queste attività mirerebbero ad indebolire e dividere gli Alleati dall’interno, minandone la coesione sociale e lo stile di vita. Così, la NATO ha dovuto spendere una quantità crescente di tempo per sviluppare strumenti per contrastare le attività ibride.

Il report ha sottolineato, inoltre, che la Cina sta facendo emergere nuovi rischi per l’Alleanza in alcuni settori critici come le telecomunicazioni, lo spazio, il cyberspazio, le nuove tecnologie e le campagne di disinformazione. Dall’inizio della pandemia da nuovo coronavirus, secondo la NATO, la Cina ha avviato una campagna di disinformazione in numerosi Stati alleati. Ha inoltre commesso furti di proprietà intellettuale con implicazioni per la sicurezza e la prosperità dei Paesi membri, nonché attacchi informatici ai governi e alle società della NATO che sono stati attribuiti alla Cina.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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