Il Qatar: un competitor che suscita timori nel mercato globale di GNL

Pubblicato il 17 marzo 2021 alle 17:29 in Medio Oriente Qatar

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Doha, attraverso la Qatar Petroleum, un’azienda petrolifera statale, sta gradualmente rafforzando la propria presenza nel mercato del gas globale, compiendo passi volti ad aumentare la produzione di gas naturale liquefatto (GNL) attraverso le risorse del North Field, il più grande giacimento di gas naturale non associato al mondo.

La notizia è stata riportata dal quotidiano al-Arab, il quale ha messo in luce come le mosse del Qatar, definite “audaci”, giungano in un momento in cui diversi concorrenti provano a raggiungere un equilibrio tra le entrate e le spese, alla luce del calo dei prezzi. Il timore è che Doha possa presto divenire il maggiore esportatore di gas liquefatto al mondo, e, secondo alcuni esperti, non è da escludersi che le quantità di gas qatariota, sebbene non ancora prodotte, provocheranno un eccesso di offerta nel breve periodo, oltre che un ulteriore ribasso dei prezzi di gas.

Paure simili derivano dai piani espansionistici messi in atto dall’azienda petrolifera qatariota, la quale ha annunciato che il proprio obiettivo è aumentare del 40% la produzione di GNL del Qatar entro il 2026. In particolare, l’8 febbraio scorso, la Qatar Petroleum ha siglato un accordo per la prima fase del progetto di sviluppo del North Field, con la partecipazione di CTJV, la joint venture tra TechnipFMC and Chiyoda. Poi, il primo marzo, la medesima compagnia ha riferito di aver firmato un contratto con la società coreana Samsung C&T Corporation per l’espansione degli impianti di stoccaggio e carico di GNL situati all’interno della città industriale di Ras Laffan. Entrambi i contratti rappresentano il culmine di un lavoro di progettazione intrapreso dall’inizio del 2018. Una volta completato, si prevede che il North Field East consentirà al Qatar di passare da 77 milioni a 110 tonnellate all’anno di GNL. La seconda fase di espansione, relativa al progetto North Field South (NFS), aumenterà, poi, ulteriormente la capacità di produzione da 110 a 126 tonnellate entro il 2027.

Tale quantità è sufficiente per soddisfare le esportazioni verso Giappone e Corea del Sud, inclusi tra i maggiori importatori di GNL a livello mondiale. Motivo per cui, si pensa che Doha possa riuscire a ostacolare gli altri esportatori rivali, dopo che, negli ultimi due anni, ha già messo sotto pressione i prezzi dei contratti di GNL. Alla fine, Doha potrebbe riuscire a dominare il mercato del gas, a scapito degli altri concorrenti. Alla luce di ciò, Chong Zhi Xin, direttore della società di ricerca IHS Markit, ha evidenziato la necessità per le diverse aziende di esaminare i progetti che desiderano avviare, per valutare la propria capacità di competere.

Attualmente, il Qatar, il quale fornisce un quinto delle forniture mondiali, produce GNL a uno dei costi più bassi. Come affermato da Alex Dewar, direttore presso il Center for Energy Impact del Boston Consulting Group, il prezzo di pareggio per una spedizione qatariota diretta al Nord-Est asiatico è pari a 4 dollari per ogni milione di unità termiche britanniche, un prezzo minore rispetto ai 5 e 8 dollari richiesti da Russia, Mozambico e Stati Uniti.

La Qatar Petroleum ha già dimostrato di essere pronta a tagliare i prezzi per assicurarsi accordi, come dimostrato dal contratto decennale siglato con il Pakistan o da quello con il Bangladesh, i cui prezzi sono stati definiti “competitivi”. Secondo Giles Farrer di Wood Mackenzie, anche le esportazioni verso l’Europa Nord-occidentale potrebbero presto aumentare, considerato che il Qatar si è assicurata la capacità di rigassificazione nei terminali dell’isola di Grain nel Regno Unito e Montoir in Francia. Inoltre, l’azienda petrolifera qatariota si sta rivolgendo anche agli acquirenti che cercano maggiore trasparenza sulle emissioni di carbonio. Tuttavia, sottolineano gli analisti, Qatar Petroleum deve ancora trovare fonti a cui destinare le grandi quantità non ancora oggetto di contratti. A tal proposito, alcuni pensano che sia la Cina a poter rappresentare un obiettivo a cui Doha dovrebbe mirare, oltre a India e Sud-Est asiatico.

Il quadro delle recenti intese di Qatar Petroleum include altresì un accordo multipartitico con LNT Marine, con sede a Singapore, l’American Bureau of Shipping (ABS) e Shanghai Waigaoqiao Shipbuilding (SWS) per collaborare allo sviluppo di progetti di vettori di GNL di medie e grandi dimensioni. Tale accordo ha aperto la strada alla creazione di un “progetto industriale congiunto”, ha riferito la società qatariota.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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