Nord Stream 2: a fine marzo riprenderà la costruzione

Pubblicato il 17 marzo 2021 alle 16:58 in Europa Russia

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Il gasdotto Nord Stream 2 sembra essere sempre più vicino al completamento. Il quotidiano russo Ria ha riferito, mercoledì 17 marzo, che la posa dei tubi nelle acque danesi riprenderà a fine mese.

L’agenzia danese per l’energia (DEA) ha reso noto che, secondo il progetto, la nave “Akademik Cherskyr” sarà fondamentale nelle operazioni per la posa dei tubi nelle acque danesi. Nello specifico, la nave russa si occuperà della costruzione di uno dei due rami del gasdotto. Secondo quanto riferito dall’ente regolatore danese, si prevede che l’operazione della posa dei tubi riprenderà a fine marzo e che si concluderà dopo il terzo trimestre del 2021. Queste dichiarazioni appaiono in linea con quanto riferito, pochi giorni prima, da Nord Stream AG, il consorzio che si occupa della costruzione del gasdotto. Il gruppo aveva annunciato che, dopo l’esecuzione dei test pre-operativi nella regione di Kaliningrad, l’Akademik Cherskyr avrebbe iniziato a posare i tubi nella Zona economica esclusiva (ZEE) della Danimarca, area in cui la nave russa Fortuna è già operativa.

Nel frattempo, le autorità tedesche sembrerebbero aver trovato un modo per favorire la costruzione del gasdotto. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, il 16 marzo, Berlino sarebbe convinto che, una volta ultimato e completato il progetto, sarà più facile per Washington “scendere a patti”. Nel dettaglio, secondo le fonti dell’agenzia, la Germania farà affidamento al pragmatismo del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.

Il Nord Stream è uno dei più grandi gasdotti esistenti al mondo. Passando attraverso il Mar Baltico,  viene utilizzato per trasportare il gas dalla Russia all’Europa. Il primo progetto prese forma nel 1997, quando Gazprom e Neste, compagnia petrolifera finlandese, costituirono la North Transgas Oy. In seguito ad accordi e gare di appalto, l’8 novembre 2011, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, inaugurò il Nord Stream 1 insieme all’ex presidente della Federazione Russa, DmitrijMedvedev, e l’ex primo ministro francese, François Fillon. In un secondo momento, nell’ottobre 2012, la Russia valutò un ampliamento della cubatura di gas da trasportare in Europa, così si avviò il progetto Nord Stream 2. Ora in fase di completamento, la lunghezza prevista per il gasdotto è di 1.230 chilometri e il percorso che seguirà è analogo a quello del gasdotto Nord Stream 1. Il Nord Stream 2 attraverserà le zone economiche di 5 Paesi, quali Russia, Germania, Danimarca, Finlandia e Svezia e permetterà alla Russia di raddoppiare i volumi di gas trasportati, arrivando a 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Il gasdotto Nord Stream 2, durante l’amministrazione del presidente Trump, è stato uno dei principali punti di conflitto nelle relazioni transatlantiche. Al completamento del progetto, il gas russo dovrebbe arrivare fino all’Europa centrale. Questo, secondo Washington, rappresenterebbe uno strumento della Russia per incrementare la sua presa sull’Europa. Si ricorda, inoltre, che la precedente amministrazione presidenziale, a dicembre 2019, aveva introdotto sanzioni contro la società svizzera Allseas, costringendo Gazprom a sospendere i lavori per oltre un anno. Più tardi, nelle ultime settimane della presidenza di Trump, Washington prevedeva di introdurre misure contro tutte le società europee in collaborazione con la Russia per la costruzione del Nord Stream 2.  A tal riguardo, a gennaio, dall’ex dipartimento di Stato USA sono partite lettere di avvertimento per tutte le imprese che, a qualsiasi titolo, stavano collaborando con Gazprom al raddoppio del gasdotto tra Russia e Germania. A rischio sanzioni non erano solo i cinque finanziatori dell’opera, quali Shell, Uniper, Wintershall Dea, Omv ed Engie, ma chiunque avesse assunto un ruolo nella messa in funzione del gasdotto.

di Redazione

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