Messico, legge sull’elettricità: il presidente minaccia cambi alla Costituzione

Pubblicato il 17 marzo 2021 alle 18:58 in Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente messicano, Andres Manuel Lopez Obrador, ha dichiarato, mercoledì 17 marzo, che presenterà al Congresso un’iniziativa per riformare la Costituzione qualora la nuova legge sull’industria elettrica, volta ad aumentare l’influenza dello Stato nel settore, dovesse essere ritenuta incostituzionale.

La scorsa settimana, il giudice Juan Pablo Gomez Fierro ha deciso di sospendere temporaneamente l’applicazione della legge sull’elettricità, approvata dai parlamentari a inizio mese, scatenando una serie di polemiche in seno al governo. Il presidente ha affermato che il magistrato avrebbe agito in maniera eccessivamente sollecita e ha chiesto alla Corte suprema di aprire un’indagine nei suoi confronti. A sua volta, l’amministrazione della giustizia ha risposto al capo di Stato aprendo gli accertamenti per procedere ad un’eventuale indagine sulla riforma. La legge, che mira a dare alle compagnie pubbliche una centralità nel mercato energetico, a scapito di quelle private, e soprattutto del rinnovabile, è stata accusata dal giudice Fierro di danneggiare potenzialmente la libera concorrenza. Il provvedimento è finalizzato a rafforzare l’ente pubblico statale Comision Federal de Electricidad (CFE). Quest’ultima è la compagnia elettrica dominante del Paese e la seconda compagnia statale più potente a livello nazionale dopo Pemex. Il progetto di riforma era stato inviato al Congresso dal presidente messicano, il primo febbraio, durante il suo periodo di convalescenza dall’infezione da COVID-19.

Parlando durante una regolare conferenza stampa, il presidente messicano ha affermato, mercoledì 17 marzo, che porterà avanti un’iniziativa per promuovere un cambiamento nella Costituzione del Paese se la legislazione dovesse essere alla fine annullata dalla magistratura. Lopez Obrador sostiene che la precedente amministrazione abbia distorto il mercato elettrico a favore degli operatori privati, con una propria revisione costituzionale. A inizio mese, il capo di Stato aveva riferito che stava cercando di rinegoziare i termini dei contratti esistenti.

Esperti del settore sostengono che l’abrogazione dell’ultima riforma energetica del governo potrebbe violare gli impegni del Messico nei confronti degli investitori nell’ambito di un accordo commerciale regionale di libero scambio inizialmente siglato nel novembre 2018, ovvero l’accordo Stati Uniti-Messico-Canada (USMCA). Lo scorso 10 dicembre, i tre Paesi hanno firmato l’ultima versione dell’accordo commerciale e lo hanno successivamente ratificato. Tale intesa è stata raggiunta in seguito alla rinegoziazione del North American Free Trade Agreement (NAFTA), in vigore dal primo gennaio 1994. L’USMCA è stato proposto dall’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ed è stato firmato da quest’ultimo insieme all’ex presidente messicano Enrique Peña Nieto e al primo ministro canadese Justin Trudeau, il 30 novembre 2018, in occasione del vertice del G20 a Buenos Aires. Dopo la firma, l’accordo è passato alle legislature di ogni nazione per la ratifica.

Qualche settimana fa, il 26 febbraio, il Segretario di Stato USA, Antony Blinken, aveva incontrato in videoconferenza il ministro degli Esteri messicano, Marcelo Ebrard, e altri suoi colleghi, per parlare, tra le altre cose, della questione energetica e della strategia messicana in materia. Il presidente Lopez Obrador ha più volte chiesto espressamente agli Stati Uniti di non immischiarsi nella politica energetica del Paese. Il leader, che ha cercato di rinegoziare i contratti sull’energia elettrica e sui gasdotti con società statunitensi e canadesi, non ha mai subito particolari pressioni da parte dell’ex presidente statunitense Donald Trump sulle sue politiche.

Il Messico fa molto affidamento sul carburante importato dagli USA. Tuttavia, nel tentativo di utilizzare più carburante domestico, Lopez Obrador ha limitato l’aumento degli operatori stranieri nel campo dell’energia rinnovabile in una mossa che, secondo i critici, influirebbe sugli obblighi nazionali in termini di emissioni climatiche. “Siamo indipendenti. Non ci immischiamo negli affari degli Stati Uniti”, aveva detto il presidente messicano durante una regolare conferenza stampa, il 26 febbraio, mentre prendeva in giro il vicino settentrionale per i fallimenti nella produzione di energia texana durante l’ultima tempesta polare. “Dicono che dovremmo agire in un certo modo, va bene, la libertà di espressione deve essere garantita”, aveva aggiunto, con tono provocatorio.

Il commento era nato dalla reazione statunitense alla proposta di riforma della Legge sull’Industria Elettrica. Il 25 febbraio, il Dipartimento di Stato USA aveva chiesto al governo di López Obrador di “ascoltare tutte le parti”, comprese le società del settore privato, per “fornire un ambiente di libero investimento e trasparenza, in modo che le aziende continuino a investire in Messico”. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.