Laos: un’azienda cinese gestirà la rete elettrica nazionale

Pubblicato il 17 marzo 2021 alle 15:34 in Cina Laos

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Il governo del Laos e l’azienda a maggioranza cinese Electricite du Laos Transmission Company Ltd. (EDLT) hanno concluso un accordo della durata di venticinque anni in base al quale la seconda costruirà e gestirà gran parte della rete elettrica nazionale laotiana. Secondo fonti citate da The Diplomat, EDLT investirà 2 miliardi di dollari nella rete elettrica del Laos e ne gestirà gran parte per venticinque anni per poi cederne le operazioni al governo di Vientiane.

EDLT è stata istituita lo scorso settembre ed è una joint venture tra la compagnia elettrica nazionale laotiana Electricite du Laos (EDL) e la China Southern Power Grid Company, che ne detiene la quota maggioritaria. La formazione di EDLT è avvenuta dopo che il governo di Vientiane ha accumulato crescenti livelli di debito durante una fase di recessione economica determinata dalla pandemia di coronavirus.

Un funzionario del Ministero per l’Energia e delle Miniere del Laos ha specificato che la EDLT avrebbe preso il controllo della rete della linea elettrica ad alta tensione mentre il servizio pubblico delle reti locali da meno di 230 kilovolt resterà alla EDL. Così facendo la EDLT potrebbe controllare le esportazioni elettriche del Laos verso i Paesi confinanti.

Nonostante il Laos non sia stato colpito direttamente dalla malattia con la stessa incidenza di altri Paesi, avendo registrato 48 casi totali di coronavirus e nessun decesso, la pandemia ha annullato il settore del turismo e ha soffocato l’arrivo di rimesse estere. Il Paese si è così trovato sull’orlo dell’insolvenza sovrana.

In particolare, nel mese di giungo 2020, il governo disponeva di 864 milioni di dollari, una somma insufficiente a far fronte a debiti stimati per oltre un miliardo di dollari l’anno fino al 2024. Oltre a questo, il debito sovrano laotiano ammonterebbe a 12,6 miliardi di dollari, corrispondenti a circa il 65% del PIL. In tale contesto, la EDL avrebbe poi accumulato debiti per 8 miliardi di dollari.

Secondo il funzionario del Ministero per l’Energia e delle Miniere citato da The Diplomat, al momento, vista la fase di recessione economica e il debito del Paese, il governo di Vientiane non sarebbe in grado di gestire la propria rete elettrica. Per questo, le autorità laotiane avrebbero concesso all’azienda cinese di entrare nel settore, avendo quest’ultima i mezzi economici, le tecnologie e la manodopera per gestire la rete elettrica.

Già prima della diffusione del coronavirus, vari osservatori avevano espresso timori per i debiti contratti dal Laos con la Cina. Nel 2018, il Center for Global Development di Washington aveva indicato il Paese tra quelli maggiormente a rischio nella regione del Sud-Est Asia per i debiti con la Cina. Nel 2019, poi, il Lowy Institute, con sede a Sidney, aveva stimato che il 45% del PIL laotiano fosse occupato dal debito del Paese con Pechino.

Da decenni, il Laos, uno tra i Paesi più poveri in Asia, intende realizzare numerose dighe lungo il fiume Mekong, e non solo, per poter diventare la cosiddetta “batteria dell’Asia” assicurandosi un futuro finanziario grazie all’energia idrica e alla vendita di elettricità all’estero. Varie aziende cinesi sarebbero già coinvolte nei progetti idrici laotiani che hanno destato timori negli altri Paesi del Mekong, ovvero Vietnam, Thailandia e Cambogia.

Pechino e Vientiane sono legate da un partenariato di cooperazione strategico globale, inaugurato nel 2009, che consente loro ampi spazi di collaborazione. Se in passato l’intervento cinese era limitato per lo più alla zona settentrionale laotiana di confine, oggi sta riguardando pressoché l’intero Paese. Il Laos, nel 2017, ha poi aderito al grande progetto infrastrutturale delle Nuove Vie della Seta, proposto dal presidente cinese, Xi Jinping, nel 2013. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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