Dopo il Giappone i delegati degli USA arrivano a Seoul, Pechino critica

Pubblicato il 17 marzo 2021 alle 17:25 in Cina Corea del Sud USA e Canada

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Il segretario di Stato degli USA, Anthony Blinken, e il segretario alla Difesa statunitense, Lloyd Austin, sono arrivati in Corea del Sud il 17 marzo e hanno incontrato i rispettivi omologhi, Chung Eui-yong e Suh Wook. Intanto, la Cina ha criticato Washington e Tokyo per le dichiarazioni fatte durante la visita dei due funzionari statunitensi il giorno prima in Giappone.

Al centro delle discussioni tra gli USA e la corea del Sud vi sono state le minacce poste dalla Corea del Nord e dalla Cina, alla luce delle quali, per Austin, l’alleanza tra Seoul e Washington sarebbe di primaria importanza. La Corea del Sud, però, ha preferito concentrarsi sulla questione Nord-coreana, sottolineando l’importanza della ripresa dei dialoghi per la denuclearizzazione con Pyongyang, fermi ormai dal 2019. In tale prospettiva, il miglioramento delle relazioni di Seoul con Tokyo è di primaria importanza. Intanto, Blinken ha continuato ad attaccare la Cina per le questioni di Hong Kong, Taiwan, Tibet e del Mar cinese Meridionale, ribadendo che gli USA ambiscono a creare un Indo-Pacifico libero e aperto.

Il 16 marzo, Blinken e Austin avevano incontrato i propri omologhi giapponesi a Tokyo, con i quali avevano rilasciato una dichiarazione congiunta, mettendo in guardia la Cina rispetto all’adozione di atteggiamenti coercitivi e aggressivi e criticando alcune politiche estere e interne di Pechino.

Il giorno dopo, il portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Zhao Lijian, ha accusato Giappone e gli USA di aver attaccato la politica estera cinese e di aver interferito negli affari interni del proprio Paese, per danneggiarne gli interessi. Pechino ha quindi affermato di aver inviato lamentele formali sia a Tokyo, sia a Washington.

Zhao ha poi continuato a difendere la posizione cinese articolando le proprie affermazioni in sei punti. Innanzitutto, il portavoce ha affermato che USA e Giappone non hanno alcuna qualifica per poter definire le relazioni internazionali né per imporre i propri standard ad altri. In secondo luogo, Zhao ha ribadito che la Cina è un Paese pacifico e ha lasciato intendere che la vera minaccia per l’ordine internazionale siano gli Stati Uniti, come dimostrato dalle loro attività militari. In terzo luogo, il portavoce ha ribadito che la posizione cinese sulle questioni, dello Xinjiang, di Hong Kong, delle isole Diaoyu e del Mar cinese Meridionale sia chiara. Per la Cina la dichiarazione congiunta di USA e Giappone non sarebbe altro che l’ennesima riprova dei tentativi di interferenza di Tokyo e Washington negli affari interni cinesi e di screditare Pechino.

 In quarto luogo, per la Cina, i due Paesi avrebbero adottato una mentalità da guerra fredda cercando di creare un accerchiamento anticinese che non farà altro che portare caos e conflitto. In quinta istanza il Giappone starebbe perseguendo i propri interessi personali per limitare l’ascesa della Cina, agendo da vassallo per gli USA e danneggiando le relazioni sino-giapponesi. Infine, Zhao ha chiesto a Washington e Tokyo di interrompere le proprie azioni, promettendo che la Cina adotterà tutte le misure necessarie a difendere i propri interessi di sviluppo, sovranità e integrità territoriale.

Al momento, il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, e il segretario alla Difesa, Lloyd Austin sono impegnati in un tour asiatico in Giappone e in Corea del Sud, iniziato il 15 marzo. La visita in Gippone dei due funzionari di Washington potrebbe ulteriormente complicare il quadro delle tensioni sino-statunitensi, soprattutto in vista di un incontro bilaterale tra i rispettivi governi previsto per i prossimi 18 e 19 marzo ad Anchorage, in Alaska.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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