Francia-Polonia: incontro a Parigi su economia e coronavirus

Pubblicato il 17 marzo 2021 alle 20:18 in Francia Polonia

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Il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, si è recato a Parigi, mercoledì 17 marzo, per incontrare il presidente francese, Emmanuel Macron. I due hanno sottolineato la necessità di aumentare la produzione di vaccini contro il coronavirus nei Paesi dell’Unione Europea, chiedendo al contempo un’equa distribuzione delle dosi.

Il premier, in particolare, ha affermato che “il ritmo delle vaccinazioni e dei programmi di vaccinazione, la cooperazione con la Commissione europea e gli inviti alle singole aziende e ai produttori di vaccini a fornire sieri in Polonia, Francia e in tutta l’UE, il prima possibile, è un compito fondamentale che i nostri Paesi stanno svolgendo insieme”.

Riguardo al secondo argomento dell’incontro, ovvero l’economia, Morawiecki ha aggiunto di aver parlato con il presidente Macron della necessità di “europeizzare” gli elementi produttivi nei settori chiave. “Sostengo la voce della Francia dicendo che una parte della produzione, che negli ultimi 20-30 anni è stata “esternalizzata” fuori dall’Europa, dovrebbe essere riportata in Europa. Questo è estremamente importante per l’autonomia europea nella produzione in aree di fondamentale importanza”, ha dichiarato il premier. 

La visita del primo ministro polacco in Francia avviene in un momento eccezionale per l’UE, secondo quanto specificato dallo stesso Morawiecki in un post su Facebook. Il premier ha affermato di credere fermamente nell’Unione Europea, nella cooperazione transatlantica, nell’efficacia del piano per la ripresa e la resilienza, nell’amicizia dei popoli francese e polacco. “Credo che saremo in grado di costruire una buona base per una rapida ripresa economica”, ha poi scritto Morawiecki, dichiarando di aver discusso abbondantemente con Macron proprio della collaborazione nell’ambito della campagna vaccinale e della ricostruzione economica post-pandemia. I due hanno infine affrontato i temi della transizione energetica, della web tax, su cui, a detta del primo ministro polacco, i punti di vista di Varsavia e Parigi sono simili, e della “libertà dei nostri vicini orientali”, riferendosi ai bielorussi.

La Francia e la Polonia sono state di recente al centro di una polemica dopo che, il ministro francese per gli Affari Europei, Clement Beaune, ha detto di essere stato dissuaso dalle autorità polacche dal visitare quelle che si sono definite “zone LGBT-free”, durante un suo viaggio nel Paese. Il governo di Varsavia, dal canto suo, ha negato di aver bloccato l’accesso al funzionario di Parigi. 

Dal 2019, almeno 100 comuni in tutta la Polonia hanno firmato dichiarazioni in cui affermano di essere “liberi dall’ideologia LGBT”. Queste iniziative hanno alimentato la preoccupazione a Bruxelles e in altri Paesi europei per una deriva polacca verso una società illiberale. Un portavoce di Beaune ha specificato che il ministro francese aveva programmato di visitare la città di Krasnik, nell’Est del Paese, uno dei 100 comuni che avevano firmato la dichiarazione, ma che le autorità polacche lo avevano bloccato dall’andare affermando che “sarebbe stato visto male un simile viaggio considerando la situazione sanitaria”. “Questo ovviamente non è vero. Nessuno nel governo polacco ha vietato o reso impossibile al viceministro francese la visita a Krasnik”, ha twittato, martedì 16 marzo, il viceministro degli Esteri polacco, Szymon Szynkowski vel Sęk.

I critici, inclusa l’Unione Europea, hanno accusato il governo Diritto e Giustizia (PiS), attualmente al potere in Polonia, di adottare una politica dura nei confronti dei diritti delle donne e della comunità LGBT, oltre ad aver condotto una campagna intrisa di retorica omofoba alla vigilia delle elezioni presidenziali dello scorso anno. Le relazioni franco-polacche sono fredde da anni, con Macron che, poco dopo la sua elezione, nel 2017, ha affermato che i cittadini polacchi “meritano di meglio” di un governo in contrasto con i valori democratici del blocco europeo. Beaune, una stella nascente del governo francese, che si è dichiarato pubblicamente gay a dicembre, ha comunque visitato la Polonia a inizio settimana e incontrato diversi attivisti LGBT durante il viaggio. “Sarei potuto andare in una di queste zone senza l’autorizzazione del governo polacco, ma a mio avviso, non è così che ci si dovrebbe comportare con uno Stato membro dell’UE”, ha detto il funzionario. L’11 marzo, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione  sulla proclamazione dell’Unione europea come zona di libertà per le persone LGBTIQ.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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