Crisi migratoria in Messico: pressioni su Biden

Pubblicato il 17 marzo 2021 alle 16:09 in Messico USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, sta affrontando una crescente pressione politica a causa dell’aumento dell’arrivo di migranti, in particolare minori, al confine con il Messico. Diversi deputati repubblicani della Camera dei Rappresentanti hanno visitato, lunedì 15 marzo, El Paso, in Texas, per informarsi sull’aumento degli immigrati privi di documenti che sono entrati nel Paese nelle ultime settimane. L’opposizione ha definito questa situazione come “la prima crisi migratoria dall’inizio del mandato di Biden”.

Durante un’intervista televisiva, il senatore Bill Cassidy ha dichiarato che il presidente degli Stati Uniti è “totalmente responsabile” sia del crescente numero di bambini immigrati da El Salvador, Honduras e Guatemala, che sono arrivati al confine, sia della conseguente saturazione dei centri di accoglienza. Il segretario per la sicurezza interna, Alejandro Mayorkas, ha sottolineato che “la situazione al confine sud-occidentale è molto complessa ma verrà affrontata applicando le leggi e rimanendo fedeli ai propri valori e principi”.

Come riportato da diversi documenti federali consultati dal New York Times, circa 100.000 persone, tra cui 9.457 minori non accompagnati, sono state arrestate a febbraio per aver tentato di attraversare illegalmente il confine meridionale, registrando un aumento del 28% rispetto al mese precedente. Attualmente, il Department of Health and Human Services(HHS) si sta prendendo cura di circa 8.800 bambini migranti. Durante un’intervista a Fox News, l’ex presidente americano, Donald Trump, ha evidenziato che “questa crisi migratoria non può essere gestita dal Paese ed è destinata a peggiorare”.

In una conferenza stampa, avvenuta il 12 febbraio, Bidenaveva annunciatodi voler porre fine alla politica “Rimanere in Messico” dell’ex presidente Trump, formalmente nota come Protocolli di protezione dei migranti (MPP), che costringeva decine di migliaia di richiedenti asilo a restare nel Paese dell’America Centrale in attesa della loro udienza nei tribunali statunitensi. “Come ha chiarito il presidente Biden, il governo degli Stati Uniti è impegnato a ricostruire un sistema di immigrazione sicuro, ordinato e umano”, ha detto Mayorkas, sottolineando che la misura non deve essere interpretata come un incentivo per le persone ad immigrare irregolarmente nel Paese.

Nel mese di marzo, l’attuale presidente degli Stati Uniti ha ordinatodi ripristinare il cosiddetto Central American Minors Program (CAM), un progetto di affidamento per minori provenienti da El Salvador, Guatemala e Honduras. Il CAM era stato creato nel 2014 dall’ex presidente Barack Obama e aveva riunito quasi 5.000 bambini alle loro famiglie, ma era stato poi annullato da Donald Trump nel 2017.

Con il fine di evitare comunque il transito illegale nel Paese, Biden ha deciso di lasciare in vigore una legge dell’amministrazione Trump, nota come Titolo 42, che permette alle autorità americane di espellere rapidamente i migranti che non rispettano le norme. I funzionari della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi si sono impegnati ad accogliere nel Paese fino ad un massimo di 300 persone al giorno, dando la priorità a coloro che sono particolarmente vulnerabili. In un’intervista ad ABC News, avvenuta questo martedì 16 marzo, il presidente americano ha tuttavia invitato i migranti a non lasciare in massa il proprio Paese, in modo che gli Stati Uniti possano organizzarsi meglio per accoglierli.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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