USA-Corea del Sud: alta tensione con la Corea del Nord

Pubblicato il 16 marzo 2021 alle 17:41 in Corea del Nord Corea del Sud USA e Canada

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Kim Jo Yong, la sorella del leader supremo della Corea del Nord, ha minacciato di interrompere la cooperazione inter-coreana, a causa delle esercitazioni militari della Corea del Sud e degli Stati Uniti. 

“Cogliamo l’occasione per avvertire la nuova amministrazione statunitense che sta provando con forza a diffondere odore di polvere da sparo nella nostra terra”, ha dichiarato Kim all’agenzia di stampa nordcoreana, KCNA. “Se vuole dormire in pace per i prossimi quattro anni, farebbe meglio ad astenersi dal provocare tale puzza con il primo passo”, ha aggiunto. La dichiarazione arriva il giorno prima dell’arrivo nella capitale sudcoreana, Seoul, del segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, e di quello della Difesa, Lloyd Austin, che hanno iniziato un tour in Asia, il 15 marzo.

Lo stesso 15 marzo, era previsto l’inizio delle esercitazioni militari annuali di Washington e Seul. L’esercito sudcoreano aveva specificato la pandemia aveva costretto le parti a ridurre la portata delle esercitazioni, che dovrebbero durare 9 giorni e prevedono simulazioni al computer, escludendo manovre all’aperto, che sono state effettuate comunque durante l’anno. Inoltre, il numero di truppe e attrezzature dovrebbe essere ridotto al minimo, a causa della pandemia. Sebbene ridimensionati, l’esercitazione congiunta ha causato una dura risposta dalla Corea del Nord, che la definisce una “prova di guerra”. 

In tale contesto, il 13 marzo, è cominciata a circolare la notizia che Pyongyang non ha risposto a nessuna delle iniziative diplomatiche proposte dall’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, sollevando dubbi sul futuro dei rapporti bilaterali. Un alto funzionario della Casa Bianca, parlando in condizione di anonimato, ha fornito pochi dettagli sulla situazione diplomatica, ma ha specificato che ci sono stati sforzi per raggiungere il governo nordcoreano “attraverso diversi canali a partire da metà febbraio, anche a New York”. Tuttavia, Pyongyang non ha mai risposto. In tale quadro, si inserisce la visita del massimo diplomatico e segretario alla Difesa degli USA in Corea del Sud e Giappone, dove le preoccupazioni per l’arsenale nucleare della Corea del Nord saranno al centro delle discussioni. 

Il tour di Blinken e Austin nell’Asia orientale arriva sulla scia di una svolta nei colloqui, comunicata l’8 marzo, riguardanti la condivisione dei costi per il mantenimento delle truppe statunitensi di stanza in Giappone e Corea del Sud, una questione che aveva inasprito i legami bilaterali durante l’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Gli accordi in questione miglioreranno la posizione degli Stati Uniti in Asia, preservando il sostegno di Tokyo e Seoul contro eventuali minacce da parte di Pechino e Pyongyang. Al centro di questo sforzo si inserisce il Quadrilateral Security Dialogue, un’alleanza informale tra Stati Uniti, Giappone, Australia e India che secondo i quattro Paesi mira a sostenere un “Indo-Pacifico aperto e libero”.

Il cosiddetto gruppo Quad è un forum strategico informale riunitosi per la prima volta nel 2004, in risposta a catastrofi naturali che avevano interessato l’Oceano Pacifico. Di recente, il gruppo si è concentrato sulla tematica dell’apertura e della libertà della regione Indo-Pacifica. Pechino ritiene che il gruppo Quad avrebbe come obiettivo il contenimento dello sviluppo regionale cinese e aveva avanzato l’ipotesi, smentita poi dal primo ministro giapponese, che i quattro Paesi stessero creando una mini-NATO asiatica. Australia, USA, Giappone e India hanno tutte di recente attraversato momenti di conflittualità più o meno accesi con la Cina e gran parte delle tematiche di scontro sono ancora oggi aperte.

Sottolineando l’importanza della regione nella politica estera degli Stati Uniti, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che si è insediato il 20 gennaio, ha presieduto il primo vertice del Quad, il 12 marzo. In tale contesto, i leader si sono impegnati a lavorare a stretto contatto sulla lotta al COVID -19, sulla questione dei cambiamenti climatici e sulle principali minacce alla sicurezza. La Cina non è stata nominata esplicitamente, ma i Paesi hanno fatto riferimento alla crescente tensione nella regione, sottolineando l’importanza di lottare per la libertà in Asia, valorizzando la democrazia e scongiurando la coercizione. Hanno anche fatto riferimento all’importanza di difendere l’applicazione del diritto internazionale nel Mar Cinese Orientale e Meridionale, dove Pechino è coinvolta in controversie territoriali con molti dei suoi vicini, tra cui Giappone, Filippine, Malesia e Vietnam. Nel comunicato congiunto reso noto dopo l’incontro, si ribadisce anche “l’impegno del gruppo per la completa denuclearizzazione della Corea del Nord”.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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