Regno Unito e Stati Baltici conducono un’operazione marittima congiunta

Pubblicato il 16 marzo 2021 alle 8:43 in Repubbliche Baltiche UK

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La Marina del Regno Unito, dell’Estonia, della Lettonia e della Lituania hanno avviato esercitazioni militari congiunte nel Mar Baltico. A trasmettere la notizia, il 12 marzo, è stata l’agenzia di stampa russa RIA, riprendendo un annuncio dello Stato Maggiore delle Forze di Difesa estoni.

L’esercitazione si svolge nell’ambito della cooperazione della Joint Expeditionary Force (JEF). Quest’ultima è composta dalle fregate Lancaster e Westminster, oltre alla nave di rifornimento Tiderace della Royal Navy britannica, la nave pattuglia Jelgava della Marina lettone, il dragamine Selis e l’imbarcazione di supporto Jovintgis della Flotta lituana, e la nave da guerra Wambola della Marina estone. I Paesi coinvolti dovrebbero sviluppare la protezione delle comunicazioni marittime da attacchi aerei, marittimi e sottomarini, nonché la scorta e la protezione delleimbarcazioni da trasporto e gli spari. Tale operazione è stata definita un “deterrente” alla presenza russa nella stessa regione.

Il Mar Baltico ha una grande importanza strategica sia a livello geopolitico e militare sia economico. Per la Russia, la rotta costituisce un collegamento fondamentale con l’Oceano Atlantico. Di particolare rilievo sono la zona dello Stretto Baltico, il Canale di Kiel e le Isole Aland, che controllano l’ingresso al Golfo di Botnia e al Golfo di Finlandia. I porti degli Stati baltici sono storicamente serviti a trasportare petrolio e altri prodotti russi verso i mercati europei, e a partire dagli anni 2000, Mosca ha altresì diretto i propri flussi di energia attraverso il Mar Baltico, costruendo porti, terminali e nuovi sistemi di gasdotti, tra cui il Nord Stream 2. Allo stesso tempo, la rotta funge da transito anche per le merci occidentali che la Russia importa, rivelandosi cruciale per le economie europee.

In tale contesto, si inserisce il confronto militare tra la NATO e le forze di Mosca. Secondo quanto riportato da RIA, l’11 febbraio, gli USA hanno inviato per la prima volta 4 bombardieri strategici B-1B Lancer alla Norvegia, per rafforzare la presenza dell’Alleanza nella regione Baltica. I velivoli saranno posizionati all’aeroporto di Orland, dove arriveranno anche più di 200 soldati americani. Tale dispiegamento di forze al confine settentrionale della Russia è stato una delle prime decisioni dell’amministrazione del neopresidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Il B-1B è particolarmente difficile da contrastare. In questi velivoli è stato implementato un concetto di svolta della difesa aerea, realizzato ad altitudini molto basse e vicinissime al suolo. Inoltre, nella progettazione sono utilizzate tecnologie di riduzione della visibilità radar, che rendono “Lancer” un bersaglio difficile da intercettare per la difesa aerea. A settembre 2020, RIA ha riferito che, anche nel comparto della Marina, gli USA stavano negoziando con il Governo norvegese per dispiegare sottomarini nucleari della classe “Seawolf” alla base di Olawvern. In caso ciò avvenisse, il Pentagono sarebbe in grado di monitorare i sottomarini della Flotta del Nord russa.

Tuttavia, RIA ha sottolineato che tali sviluppi non sono in grado di fornire un vantaggio decisivo alla NATO, in quanto Mosca vanta ancora una potente difesa aerea nella regione, oltre a una rilevante presenza della Marina. Proprio quest’ultima è stata potenziata con l’arrivo di 6 navi da guerra all’avanguardia, dopo l’annuncio dell’ordine da parte del comandante in capo della Marina, Nikolai Yevmenov, il 18 maggio 2020. Tutte le corvette della classe Karakurt del Progetto 22800 sono armate con missili da crociera Kalibr, mentre 4 sono dotate anche di sistemi antiaerei Pantsir-M.

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Mariela Langone

di Redazione

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