Pechino chiede a Parigi di cancellare una visita a Taiwan

Pubblicato il 16 marzo 2021 alle 9:41 in Cina Francia Taiwan

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L’ambasciatore cinese in Francia, Lu Shaye, ha scritto una lettera al presidente del gruppo per l’amicizia con Taiwan del Senato francese, Alain Richard, chiedendogli di cancellare la visita a Taipei di una delegazione parlamentare francese che sarebbe in fase di pianificazione. La notizia è stata diffusa dapprima dal quotidiano francese La Lettre A il 15 marzo per poi essere riportata dai media taiwanesi e cinesi il giorno dopo.

La lettera dell’ambasciatore Lu è stata inviata a Richard il 18 febbraio scorso, dopo che la Cina ha appreso la notizia di un viaggio a Taipei di una delegazione parlamentare francese, previsto per l’estate del 2021, dal sito web del gruppo per l’amicizia con Taiwan del Senato. Secondo quanto riferito sulla piattaforma, lo scopo della visita sarebbe quello di analizzare tutte le “misure esemplari” adottate da Taiwan nella lotta al coronavirus. Dall’inizio della pandemia, nell’isola sono stati registrate un totale di 990 casi e 10 decessi legati alla malattia.

Nella lettera, il diplomatico cinese ha condannato il viaggio in questione, ribadendo che al mondo esiste una sola Cina di cui Taiwan è una parte inscindibile. Secondo Lu, una visita del gruppo per l’amicizia con Taiwan potrebbe danneggiare tale principio, nonché inviare segnali erronei alle forze indipendentiste dell’isola. Per Pechino, un simile viaggio potrebbe quindi mettere a rischio lo status quo tra le due sponde dello Stretto di Taiwan. Alla luce di tali motivazioni, nella sua lettera, l’ambasciatore cinese ha chiesto alla Francia di evitare qualsiasi forma di contatto ufficiale con le autorità taiwanesi in futuro.

Stando ai media francesi, da parte sua, il senatore Richard, appartenente al partito del presidente francese, Emmanuel Macron, La Republique en Marche, non avrebbe affatto apprezzato la lettera dell’ambasciatore Lu e risponderà presto in maniera chiara. Intanto, il rappresentante delle autorità di Taipei in Francia, Wu Zhizhong, ha affermato che gli scambi tra il Parlamento francese e Taiwan sono in corso da anni e ha ribadito la stima nei confronti di Richard. I media taiwanesi hanno poi affermato che Pechino, con la lettera dell’ambasciatore Lu, abbia fatto pressioni sulla Francia.

La Cina considera Taiwan una sua provincia, in base al principio “una sola Cina” che riconosce il solo governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla RPC. Dall’ascesa dell’attuale leader del governo di Taiwan, Tsai Ing-wen, a capo del Partito Progressista Democratico (PDD), nel 2016, Pechino ha tagliato i ponti con le istituzioni dell’isola in quanto Tsai, rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola l’11 gennaio 2020, ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina”. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

Al momento, a livello internazionale, il governo di Taipei è impegnato ad intensificare i propri rapporti con vari Paesi e in particolar modo con gli USA, suo maggior fornitore d’armi di difesa. Durante l’amministrazione dell’ex presidente, Donald Trump, Washington ha adottato più iniziative volte ad intensificare i propri legami con Taipei, nonostante, dal primo gennaio 1979, gli USA abbiano riconosciuto ufficialmente il governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino, rinunciando a riconoscere la legittimità del governo di Taiwan.  

Anche con l’ascesa del nuovo presidente statunitense, Joe Biden, gli USA sembrerebbero voler continuare a sostenere Taiwan come dimostrato, ad esempio, dall’invito formale, per la prima volta, rappresentante delle istituzioni di Taiwan negli Stati Uniti, Hsiao Bi-khim, alla cerimonia di giuramento di Biden del 20 gennaio scorso.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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