Mediterraneo Orientale: notizie di un’esercitazione militare Turchia-USA

Pubblicato il 16 marzo 2021 alle 20:36 in Turchia USA e Canada

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Il 16 marzo, i media turchi hanno affermato che la Turchia parteciperà ad esercitazioni militari guidate dagli Stati Uniti, nel Mediterraneo orientale. 

Anche la stampa greca ha diffuso la notizia, affermando che l’emittente televisiva turca Radio & Television (TRT) ha reso noto che la fregata turca TCG Gemlik, il 16 marzo, avrebbe preso parte ad un’esercitazione con la portaerei statunitense USS Dwight D. Eisenhower, a Sud di Rodi. La stessa fonte, citando informazioni ottenute dalle forze di sicurezza di Ankara, ha affermato che l’esercitazione sarebbe stata ampliata con la partecipazione di più aerei e fregate della Marina turca, a partire dal 18 marzo. La notizia è stata poi pubblicata anche sul quotidiano turco Daily Sabah, che ha aggiunto che la finalità di tali attività è quella di aumentare l’interoperabilità nel Mediterraneo orientale.

La notizia arriva lo stesso giorno in cui Grecia e Turchia hanno iniziato un secondo ciclo di colloqui esplorativi, ad Atene, con lo scopo di trovare strategie per affrontare la controversia riguardante i confini marittimi e le esplorazioni energetiche nel Mediterraneo orientale, in vista del prossimo vertice del Consiglio Europeo, il 25 e il 26 marzo. Il primo round di incontri bilaterali in questo formato si era tenuto il 25 gennaio ad Istanbul. I colloqui esplorativi sono informali e non vincolanti, ma hanno l’obiettivo di gettare le basi per futuri negoziati formali. Tuttavia, Atene e Ankara hanno tenuto, dal 2002 al 2016, almeno 60 cicli di colloqui e, ad oggi, scarsi progressi sono stati compiuti verso la normalizzazione delle relazioni greco-turche. Quello del 25 gennaio, è stato il primo incontro esplorativo tra i due Paesi dopo circa 5 anni

La Turchia e la Grecia hanno opinioni contrastanti per quanto riguarda i diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione del Mediterraneo Orientale, non trovandosi d’accordo sul limite dell’estensione delle rispettive piattaforme continentali. Prima del riaccendersi delle tensioni militari, ferme ognuna sulla propria posizione, le due Nazioni, che fanno entrambe parte della NATO, avevano firmato accordi concorrenti sui rispettivi confini marittimi. In particolare, la Grecia aveva siglato un’intesa con l’Egitto il 6 agosto 2020 per la definizione di una zona economica esclusiva tra i due Paesi, mentre la Turchia lo scorso 27 novembre 2019, aveva firmato un accordo simile con il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, suscitando l’indignazione di Grecia, Cipro ed Egitto, che avevano accusato il presidente turco Erdogan di aver violato i loro diritti economici nel Mediterraneo. Da parte sua, alla luce dell’intesa turco-libica, però, Erdogan aveva definito “senza valore” il successivo patto tra Grecia ed Egitto e aveva ribadito che l’unico accordo ad avere validità nella regione fosse quello tra la Turchia e il Governo di Tripoli.  

Il ministro della Difesa della Turchia, Hulusi Akar, ha partecipato insieme ad altri leader militari ad un’esercitazione militare marittima nella acque contese tra Grecia e Turchia, il 6 marzo, a bordo della nave da ricerca Oruc Reis. Nella stessa giornata il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato che Ankara non cederà sulla questione dei propri diritti nel Mediterraneo orientale. “Non vogliamo ottenere sovranità su terra o acque di altri Paesi. Stiamo solo cercando di proteggere la nostra patria e i nostri diritti”, ha dichiarato Erdogan. Il presidente turco ha poi aggiunto che Ankara rispetterà tale impegno “a tutti i costi”. La Turchia ha inviato la Oruc Reis e altre navi da guerra nelle acque contese con la Grecia dallo scorso 10 agosto 2020. In tale data, in particolare, l’imbarcazione turca si era recata al largo delle isole greche di Kastellorizo e Rodi, dove Atene rivendica la propria sovranità. Da allora, la Grecia aveva quindi deciso di mettere in allerta le proprie forze armate e, insieme all’Unione europea (UE), aveva chiesto ad Ankara di fermarsi. Quest’ultima, però, ha più volte prolungato le missioni della Oruc Reis e le tensioni tra le parti erano notevolmente cresciute.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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