Nigeria: sequestro di massa in una scuola primaria

Pubblicato il 15 marzo 2021 alle 15:08 in Africa Nigeria

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Il 15 marzo, un gruppo di uomini armati ha rapito un numero incerto di studenti e di insegnanti di una scuola primaria nello Stato di Kaduna, in Nigeria Nord-occidentale, tre giorni dopo che 39 di studenti sono stati sequestrati nella medesima regione.

Stando a quanto riferito dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, Samuel Aruwan, commissario statale per gli affari interni dello Stato di Kaduna, ha dichiarato che i funzionari statali stanno cercando di ottenere dettagli sul numero effettivo di persone che sono state sequestrate e che rilasceranno una dichiarazione completa non appena possibile. La notizia è arrivata dopo che il giorno precedente, il 14 marzo, un gruppo di uomini armati ha preso d’assalto la Government Science Secondary School di Ikara, tentando di sequestrare gli studenti. Tuttavia, questi ultimi sono riusciti ad avvisare per tempo le forze di sicurezza locali che, dopo un lungo e violento scontro, sono riusciti a far fuggire i criminali.

Si tratta del quinto rapimento di massa che avviene nel Paese dell’Africa occidentale. Il Nord della Nigeria, e in particolare il Nord-Ovest, è ormai regolarmente colpito da sequestri di massa di studenti. I nigeriani utilizzano il termine “banditi” per riferirsi agli uomini armati che sono soliti effettuare questi rapimenti per riscatto. L’11 marzo, un gruppo di uomini pesantemente armati ha assaltato il Federal College of Forestry Mechanization di Afaka, situato nello Stato di Kaduna, sequestrando 39 studenti che devono ancora essere liberati. Il 26 febbraio, un gruppo di banditi ha rapito 279 studentesse nello Stato di Zamfara, che sono state rilasciate il 2 marzo. Ancora prima, il 16 febbraio, sono stati rapite circa 42 persone, tra studenti e insegnanti, dal Government Science College a Kagara. La scuola è situata a circa 260 chilometri a Nord-Ovest dalla capitale nigeriana, Abuja, una delle regioni più colpite da questo genere di rapimenti. Circa due mesi prima, l’11 dicembre 2020, 344 studenti di Kankara, a Nord-Ovest del Paese, sono stati sequestrati da un gruppo criminale guidato da Awwalun Daudawa, che lavorava per Boko Haram.

Il quadro di sicurezza del Nord della Nigeria è complesso, essendo caratterizzato da conflitti perpetrati a Nord-Est da jihadisti e a Nord-Ovest dai cosiddetti gruppi di banditi che, oltre ad effettuare rapimenti per riscatto, prendono di mira i minatori e i commercianti del settore dell’estrazione dell’oro, il quale è largamente non regolamentato. Il fenomeno del banditismo deriva da una lunga competizione per la terra e le risorse idriche tra i pastori Fulani e gli agricoltori Hausa, entrambe etnie che nel tempo hanno mobilitato gruppi armati, anche noti come “banditi” o “vigilantes”, per proteggersi. Il degrado ambientale legato al cambiamento climatico e la forte crescita della popolazione hanno intensificato questa lotta. Inoltre, a causa dell’incremento del commercio di armi leggere e di piccolo calibro nell’area, sono proliferate molte bande organizzate che operano da foreste non governate. Secondo un rapporto redatto dall’International Crisis Group (ICG) il 18 maggio 2020, nell’ultimo decennio migliaia di persone sono state uccise e decine di migliaia sono state sfollate a causa della violenza nell’area. Molti di questi sono fuggiti nel confinante Niger.

Secondo quanto emerso da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), i gruppi di banditi starebbero formando delle alleanze con Boko Haram, il più importante gruppo terroristico jihadista che opera in Nigeria, soprattutto nella regione settentrionale. L’organizzazione è nata nel 2002 come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della Sharia. Nel 2013, le forze di sicurezza e i militanti civili della Civilian Joint Task Force (CJTF), hanno represso Boko Haram, costringendo il gruppo armato a lasciare le città e a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha perpetrato attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili.

Di fronte al quadro di violenza e insicurezza che colpisce il Nord-Ovest, il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha emanato numerose direttive. Tra queste, il 2 marzo, Buhari ha dichiarato il divieto di volo nei cieli che sovrastano lo Stato di Zamfara, l’epicentro del banditismo nel Nord-Ovest, oltre a vietare le attività minerarie su tutto il territorio statale. Il 3 marzo, il presidente ha ordinato alle agenzie di sicurezza di sparare a vista a chiunque porti armi illegali come gli AK-47.

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Julie Dickman

di Redazione

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