Paesi Bassi: al via le elezioni legislative, tre giorni di voto a causa della pandemia

Pubblicato il 15 marzo 2021 alle 15:54 in Europa Paesi Bassi

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Nei Paesi Bassi si sono aperti i seggi per le elezioni legislative, che dureranno tre giorni e vedranno un numero record di 37 partiti candidati a un posto in Parlamento. Il voto è visto come una sorta di referendum sulla gestione della pandemia da parte del governo. Circa 13 milioni di persone nel Paese potranno votare.

Il tema del coronavirus ha dominato il periodo della campagna elettorale, con i partiti di opposizione che hanno criticato la gestione dell’emergenza sanitaria e hanno presentato strategie per la ripresa economica una volta arrestati i contagi. È stato confermato che più di 16.000 persone sono morte a causa del Covid-19 nei Paesi Bassi.

Il primo ministro, Mark Rutte, entrato in carica per la prima volta nel 2010 e da allora diventato uno dei leader più longevi d’Europa, ha mantenuto la sua immagine di uomo dalla mano ferma durante il periodo di crisi. Si prevede che otterrà la maggioranza alla Camera bassa del Parlamento, composta da 150 seggi, e che si assicurerà un quarto mandato.

I primi due giorni di votazioni, ovvero lunedì 15 e martedì 16 marzo, voteranno i gruppi più vulnerabili e le persone ad alto rischio, come gli anziani, anche se è previsto che gli over 70 possano scegliere di votare per posta. La giornata di mercoledì 17 marzo sarà invece dedicata al resto della popolazione. La campagna elettorale continuerà fino a martedì, interrompendosi solo nella data ufficiale delle elezioni, ovvero mercoledì 17. Dopo che i voti saranno contati, inizierà il processo di formazione della prossima coalizione di governo.

Una serie di sondaggi, pubblicati questa settimana, ha mostrato che il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) di Rutte, di orientamento conservatore, dovrebbe prendere tra il 21 e il 26% dei voti, mentre il Partito per la Libertà (PVV), del rivale Geert Wilders, dai caratteri anti-islamici, nazionalisti e populisti, dovrebbe ottenerne tra l’11 e il 16%. Il governo di Rutte è in carica in maniera provvisoria da gennaio, quando si è formalmente dimesso per uno scandalo riguardante i sussidi per l’infanzia. La decisione è stata presa dopo un’inchiesta parlamentare, del dicembre 2020, in cui è stato scoperto che alcuni burocrati fiscali accusavano ingiustamente le famiglie olandesi di frode. Il rapporto, redatto a seguito dell’indagine, ha precisato che circa 10.000 famiglie sarebbero state costrette a pagare ingiustamente le multe, rimborsando decine di migliaia di euro di sussidi e portando in alcuni casi le persone alla bancarotta, all’indebitamento oppure al divorzio o alla disoccupazione. Lo scandalo è stato definito dalla Commissione d’inchiesta olandese “un’ingiustizia senza precedenti”. Il gabinetto è rimasto in questo periodo temporaneamente in carica per gestire la crisi dovuta alla pandemia di coronavirus.

Il voto arriva mentre i casi di Covid-19 continuano ad aumentare da mesi in tutto il Paese. Il National Institute for Health (RIVM) ha sconsigliato qualsiasi allentamento del blocco, affermando che gli ospedali potrebbero ancora essere sopraffatti da una terza ondata di pandemia aggravata dalla presenza di varianti più contagiose. Il governo ha di recente confermato la maggior parte delle restrizioni imposte per contenere le infezioni e ha prorogato il coprifuoco, previsto dalle 21:00 alle 4:30, fino al 31 marzo. Nella giornata di domenica 14 marzo, all’Aia, la polizia ha interrotto una protesta cui hanno partecipato migliaia di persone che si sono opposte al blocco e al coprifuoco notturno. Gli agenti hanno utilizzato cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti. L’imposizione del coprifuoco, il primo nel Paese dalla Seconda guerra mondiale, ha provocato diversi giorni di disordini già a gennaio, quando è stato annunciato per la prima volta.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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