Inizia il tour in Asia degli Stati Uniti

Pubblicato il 15 marzo 2021 alle 15:48 in Giappone USA e Canada

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Il 15 marzo è iniziato il tour in Asia del segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, e del segretario alla Difesa, Lloyd Austin. Giappone e Corea del Sud sono le prime tappe previste. 

A Tokyo, i rappresentanti statunitensi terranno i cosiddetti “incontri due più due” che prevedono la partecipazione della leadership diplomatica e militare dei due Paesi. Il 17 marzo, Blinken e Austin si recheranno a Seul, in Corea del Sud. Successivamente, è previsto un incontro con le controparti cinesi, Yang Jiechi e Wang Yi ad Anchorage, in Alaska. Secondo gli analisti statunitensi, il tour asiatico ha due fini fondamentali: ricostruire i legami con gli alleati nella regione e creare un gruppo compatto per fronteggiare la Cina.

Il tour di Blinken e Austin nell’Asia orientale arriva sulla scia di una svolta nei colloqui, comunicata l’8 marzo, riguardanti la condivisione dei costi per il mantenimento delle truppe statunitensi di stanza in Giappone e Corea del Sud, una questione che aveva inasprito i legami bilaterali durante l’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Gli accordi in questione miglioreranno la posizione degli Stati Uniti in Asia, preservando il sostegno di Tokyo e Seoul contro eventuali minacce da parte di Pechino e Pyongyang. Al centro di questo sforzo si inserisce il Quadrilateral Security Dialogue, un’alleanza informale tra Stati Uniti, Giappone, Australia e India che secondo i quattro Paesi mira a sostenere un “Indo-Pacifico aperto e libero”.

Il cosiddetto gruppo Quad è un forum strategico informale riunitosi per la prima volta nel 2004, in risposta a catastrofi naturali che avevano interessato l’Oceano Pacifico. Di recente, il gruppo si è concentrato sulla tematica dell’apertura e della libertà della regione Indo-Pacifica. Pechino ritiene che il gruppo Quad avrebbe come obiettivo il contenimento dello sviluppo regionale cinese e aveva avanzato l’ipotesi, smentita poi dal primo ministro giapponese, che i quattro Paesi stessero creando una mini-NATO asiatica. Australia, USA, Giappone e India hanno tutte di recente attraversato momenti di conflittualità più o meno accesi con la Cina e gran parte delle tematiche di scontro sono ancora oggi aperte.

Sottolineando l’importanza della regione nella politica estera degli Stati Uniti, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che si è insediato il 20 gennaio, ha presieduto il primo vertice del Quad, il 12 marzo. In tale contesto, i leader si sono impegnati a lavorare a stretto contatto sulla lotta al COVID -19, sulla questione dei cambiamenti climatici e sulle principali minacce alla sicurezza. La Cina non è stata nominata esplicitamente, ma i Paesi hanno fatto riferimento alla crescente tensione nella regione, sottolineando l’importanza di lottare per la libertà in Asia, valorizzando la democrazia e scongiurando la coercizione. Hanno anche fatto riferimento all’importanza di difendere l’applicazione del diritto internazionale nel Mar Cinese Orientale e Meridionale, dove Pechino è coinvolta in controversie territoriali con molti dei suoi vicini, tra cui Giappone, Filippine, Malesia e Vietnam. Nel comunicato congiunto reso noto dopo l’incontro, si ribadisce anche “l’impegno del gruppo per la completa denuclearizzazione della Corea del Nord”.

Quest’ultima questione è di particolare importanza per Seul, considerando i rapporti tesi nella penisola. Le due Coree si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace. Dopo aver combattuto la guerra di Corea dal 1950 al 1953, il 27 luglio 1953, i rispettivi Paesi firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che mise fine al conflitto armato. Tuttavia, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato un trattato di pace e, ad oggi, quello tra i due Paesi è ancora il confine maggiormente militarizzato al mondo. Nel corso del 2020, le relazioni tra la Corea del Sud e la Corea del Nord avevano visto un progressivo peggioramento, nell’ambito del quale la seconda aveva dapprima interrotto la linea diretta di comunicazione tra i due eserciti e poi aveva fatto esplodere l’edificio in cui era situato l’ufficio di collegamento intra-coreano, nella città nordcoreana di Kaesong, al confine con la Corea del Sud, il 16 giugno 2020. Tale struttura fungeva da ambasciata de facto tra i governi di Seoul e Pyongyang ed era stata istituita il 14 settembre 2018, in un momento di distensione nei rapporti bilaterali.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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