Brexit: procedura di infrazione dell’UE per l’Irlanda del Nord

Pubblicato il 15 marzo 2021 alle 20:38 in Europa UK

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L’Unione Europea ha avviato un’azione legale contro la Gran Bretagna per aver modificato unilateralmente gli accordi commerciali per l’Irlanda del Nord. Secondo Bruxelles, le azioni di Londra violano l’accordo sulla Brexit. 

Il blocco ha avviato una “procedura di infrazione”, che potrebbe portare a sanzioni da parte dell’UE. Tuttavia, la valutazione del caso richiederà un tempo che potrebbe essere sufficiente a risolvere diversamente la questione. Maros Sefcovic, il principale funzionario dell’UE responsabile delle relazioni con Londra, ha inviato una lettera separata all’omologo britannico David Frost, chiedendo di avviare nuovi colloqui per risolvere la questione. 

Da parte sua, la Gran Bretagna afferma di non aver violato l’accordo. Il 15 marzo, il primo ministro inglese, Boris Johnson, ha dichiarato di aver attuato una semplice decisione tecnica. Il protocollo, ha aggiunto, dovrebbe garantire il commercio tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord, così come attraverso il confine terrestre dell’Irlanda del Nord con l’Irlanda. “Questo è tutto ciò che stiamo cercando di risolvere con alcune misure temporanee e tecniche che riteniamo molto sensate, ma ovviamente non vediamo l’ora di discutere con i nostri amici dell’UE e vedremo dove arriveremo”, ha affermato il primo ministro.

L’accordo per l’uscita della Gran Bretagna dall’UE prevede che la provincia britannica dell’Irlanda del Nord rimanga soggetta ad alcuni regolamenti dell’UE e richiede controlli su alcune merci in arrivo da altre parti del Regno Unito. L’intesa prevede che tali controlli inizino allo scadere di un periodo transitorio che scade alla fine di marzo. La situazione ha già causato l’interruzione di forniture per alcuni supermercati dell’Irlanda del Nord e la Gran Bretagna ha dichiarato che intende estendere unilateralmente il periodo di transizione fino al primo ottobre. La lettera dell’UE chiede di revocare questa decisione. 

Da quando la Gran Bretagna ha lasciato l’UE, alla mezzanotte del 31 gennaio 2020, le relazioni tra Londra e Bruxelles si sono inasprite, con entrambe le parti che accusano l’altra di agire in malafede in relazione all’accordo commerciale in definizione tra le due parti. Il Paese è uscito dall’UE così come desiderato dal 51,89% della popolazione britannica che, il 23 giugno 2016, aveva votato in un referendum popolare. Quanto accaduto è stato definito una “uscita storica” che ha diviso politicamente i britannici nel corso degli ultimi anni, e che, al contempo, ha segnato il più grande cambiamento del Paese sulla scena globale nei tempi moderni. Da un lato, i sostenitori della Brexit hanno affermato che la mossa avrebbe reso il Paese libero di perseguire nuove opportunità e divenire una potenza globale indipendente. Dall’altro lato, invece, i critici hanno messo in luce come uscire dall’Unione Europea significhi minare gli sforzi profusi durante decenni di integrazione e come la mossa rischi di danneggiare l’economia britannica e la posizione di Londra a livello internazionale. 

Gli accordi commerciali per l’Irlanda del Nord sono stati una delle questioni più controverse nei negoziati del Regno Unito per lasciare l’UE e hanno innescato nuovi dubbi da quando il processo Brexit è stato finalizzato. La questione ha risvegliato alcune tensioni interne. Il 3 marzo, i gruppi paramilitari lealisti dell’Irlanda del Nord hanno comunicato al primo ministro britannico, Boris Johnson, di aver temporaneamente ritirato il sostegno all’accordo di pace del Venerdì Santo del 1998, a causa delle crescenti preoccupazioni relative all’accordo sulla Brexit. Nonostante abbiano promesso un’opposizione “pacifica e democratica”, un avvertimento di questo tipo ha causato un forte aumento della pressione su Johnson, sulla sua controparte irlandese, Micheal Martin, e sull’UE. In tale contesto sono intervenuti anche gli Stati Uniti e, il 15 marzo, la Casa Bianca ha esortato Londra e Bruxelles a preservare l’accordo del Venerdì Santo. 

L’accordo di pace del 1998, noto anche come accordo di Belfast, ha messo fine a tre decenni di violenza tra nazionalisti a maggioranza cattolica, a favore di un’Irlanda unita e gli unionisti protestanti, o lealisti, che volevano che l’Irlanda del Nord rimanesse parte del Regno Unito. I gruppi paramilitari hanno affermato di essere determinati a portare avanti una pacifica opposizione unionista al Protocollo dell’Irlanda del Nord, parte del Trattato sulla Brexit del 2020, ma hanno aggiunto un avvertimento. “Per favore, non sottovalutate la forza dei sentimenti su questo tema in tutta la famiglia unionista”, riferisce la lettera. “Se voi o l’UE non siete pronti a onorare la totalità dell’accordo, allora sarete responsabili della distruzione permanente dell’accordo”, continua il testo. La missiva aggiunge che i gruppi non sarebbero tornati a rispettare l’accordo fino a quando i loro diritti non fossero stati ripristinati e il protocollo dell’Irlanda del Nord non fosse stato modificato per garantire il commercio senza restrizioni tra l’Irlanda del Nord e il resto del Regno Unito.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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