Bolivia: confermato l’arresto dell’ex presidente Jeanine Añez

Pubblicato il 15 marzo 2021 alle 20:29 in America Latina Bolivia

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Le autorità della Bolivia hanno confermato, sabato 13 marzo, l’arresto dell’ex presidente ad interim del Paese, Jeanine Áñez, accusata di terrorismo, sedizione e cospirazione. Il governo socialista, che ha preso il potere nell’ottobre dello scorso anno, ha incolpato Áñez e vari suoi ex ministri ed ex alti ufficiali delle Forze armate di aver rovesciato l’allora presidente Evo Morales, nel 2019, in un presunto colpo di stato. Questa teoria è stata tuttavia smentita dall’opposizione, che ha sottolineato che la rivolta avvenuta in Bolivia sarebbe stata provocata dallo stesso Morales, che aveva intenzione di rimanere in carica per la quarta volta di seguito, nonostante la Costituzione del Paese consentisse solo due mandati consecutivi.

Secondo quanto riportato da Reuters, l’indagine contro Áñez è iniziata nel mese di dicembre 2020. L’ex presidente ha descritto il suo arresto come un “oltraggio assoluto” e ha ribadito che ciò è stato il risultato di “un’intimidazione politica”, organizzata dal Movimento al Socialismo (MAS), il partito politico di Morales e dell’attuale presidente Luis Arce. “Il governo mi ha accusato di essere stata coinvolta in un colpo di stato che in realtà non è mai avvenuto”, ha aggiunto Añez. Da parte sua, il ministro del Governo, Carlos Eduardo del Castillo, ha sottolineato che “non si sta portando avanti alcuna persecuzione politica e che non si ha intenzione di intimidire chi la pensa diversamente.”

L’ex presidente ad interim della Bolivia è stata trasferita, sabato 13 marzo, dalle Forze speciali per la lotta al crimine (Felcc) alla Procura di La Paz con lo scopo di rilasciare la sua dichiarazione. Le autorità boliviane hanno emesso mandati di arresto anche per gli ex ministri ad interim della Presidenza, Yerko Núñez, del Governo, Arturo Murillo e della Difesa, Luis Fernando López.

Añez ha inviato lettere all’Organizzazione degli Stati americani (OAS) e alla delegazione dell’Unione europea (UE) in Bolivia richiedendo la presenza di una missione di osservazione per valutare oggettivamente il suo arresto e quello dei suoi ministri e ha denunciato di essere vittime di una “violazione sistematica dei diritti umani attraverso un’aberrante persecuzione politica nel Paese”.

In seguito ad un’udienza virtuale, la Corte suprema boliviana ha deciso, domenica 14 marzo, di sottoporre Añez e gli altri ex membri del governo alla carcerazione preventiva per un periodo di quattro mesi, con il fine di evitare “il rischio di fuga”.

Il direttore per le Americhe dell’Organizzazione non governativa Human Rights Watch, José Miguel Vivanco, ha sottolineato, domenica 14 marzo, che i mandati di arresto contro l’ex leader del Paese e i suoi ministri “non contengono alcuna prova che abbiano commesso atti terroristici”. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani in Bolivia (OHCHR), da parte sua, ha chiesto un processo “equo, indipendente e imparziale” sia per Añez sia per i suoi ministri.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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