Una “guerra navale” tra Iran e Israele

Pubblicato il 14 marzo 2021 alle 16:16 in Iran Israele

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Iran ha denunciato il “sabotaggio” della nave iraniana che il 10 marzo è stata colpita da un ordigno nel Mar Mediterraneo. Intanto circolano le notizie su ripetuti attacchi israeliani contro petroliere iraniane dirette in Siria. 

La nave mercantile, chiamata Iran Shahr-e-Kord e di proprietà dell’Iran Shipping Lines (IRISL), era in rotta dall’Iran all’Europa quando il suo scafo è stato colpito da “un ordigno esplosivo”, secondo quanto riferito dal portavoce del gruppo, Ali Ghiasian. L’Iran “ha ricevuto informazioni che confermano che la nave ha subito un attacco di sabotaggio”, ha reso noto in un comunicato il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran, Saeed Khatibzadeh. Questo ha confermato che l’incidente aveva “causato danni alla nave”, senza approfondire l’entità di questi ultimi e ha condannato l’assalto come “una flagrante violazione del diritto internazionale e del diritto marittimo”. Anche Ghiasian ha definito l’attacco “un’azione terroristica e un esempio di pirateria marittima”. Un piccolo incendio è scoppiato nel punto in cui si era verificata l’esplosione, ma si è spento rapidamente e nessuno dell’equipaggio è rimasto ferito, secondo le autorità iraniane. Il Ministero degli Esteri iraniano ha quindi aggiunto che Teheran sta svolgendo una serie di indagini per “identificare i responsabili”.

L’assalto si è verificato due settimane dopo che una nave di proprietà israeliana era stata colpita da un’esplosione nel Golfo di Oman, il 25 febbraio. Israele ha accusato l’Iran di essere coinvolto nell’attacco, un’accusa che la Repubblica Islamica ha negato con forza. Il 12 marzo, alcuni funzionari israeliani intervistati dalla stampa non hanno voluto rilasciare commenti quando è stato chiesto loro se Israele fosse implicato nell’incidente contro il vettore iraniano. La nave, battente bandiera iraniana, è tra quelle designate dagli Stati Uniti come soggette a sanzioni. Era stata fermata in Libia nel 2019 ma successivamente rilasciata. Una terza fonte legata al settore della sicurezza marittima ha riferito a Reuters che altre tre navi iraniane sarebbero state danneggiate, nelle ultime settimane, da cause sconosciute, durante la navigazione attraverso il Mar Rosso.

Secondo quanto riferito il 9 marzo dal Wall Street Journal, che cita funzionari statunitensi, dal 2019 Israele ha preso di mira almeno 12 navi dirette in Siria, la maggior parte delle quali trasportava petrolio iraniano, mine e altre armi. Alcuni degli attacchi hanno avuto luogo nel Mar Rosso e altri in aree non specificate. I mezzi non sono mai stati affondati, ma almeno due delle navi sono state costrette a rientrare in porto in Iran. Secondo il rapporto a cui fa riferimento l’articolo, Israele stava cercando di fermare il commercio di petrolio perché credeva che i profitti stessero finanziando i militanti estremisti finanziati dall’Iran nella regione. A tale proposito, il quotidiano britannico The Times ha collegato tali attacchi ad una fuoriuscita di petrolio vicino alle coste israeliane e libanesi, che si è verificata a febbraio. Israele aveva accusato una nave cisterna iraniana che trasportava petrolio greggio in Siria per la fuoriuscita. Tuttavia, il Times ha affermato che l’incidente “sarà ora visto sotto una luce diversa”, in riferimento ad una possibile responsabilità israeliana. La fuoriuscita è stata descritta come uno dei peggiori disastri ecologici mai registrati da Israele, ha portato circa mille tonnellate di catrame sulla costa israeliana e almeno due tonnellate nel Libano meridionale. L’operazione di pulizia potrebbe richiedere mesi o addirittura anni.

In un complesso contesto regionale, le relazioni tra Israele e Iran rimangono estremamente difficili. Il 4 marzo, il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, ha affermato che i piani adottati dalle forze israeliane sono in continuo aggiornamento, in vista di un possibile attacco contro i siti nucleari dell’Iran. Le parole di Gantz sono state pronunciate nel corso di un’intervista televisiva con Fox News, in cui il ministro ha dichiarato che le forze di difesa israeliane sono pronte ad agire autonomamente, laddove ve ne sia bisogno, ovvero senza attendere che sia la comunità internazionale ad ostacolare la “escalation nucleare” messa in atto da Teheran. I piani, ha affermato il ministro, non verranno finalizzati fino a quando non si deciderà di condurre un attacco, ma Israele è “pronto a combattere”. Israele, con queste dichiarazioni, continua a mettere pressione sugli Stati Uniti, chiedendo di mantenere una linea dura contro l’Iran. Ad oggi, Washington e Teheran sono bloccate in una situazione di stallo, in cui ciascuna aspetta che sia l’altra ad agire per prima sulla questione del nucleare iraniano.

A tale proposito, il 13 marzo, gli Stati Uniti hanno annunciato di aver avviato discussioni diplomatiche indirette con l’Iran, che passano tramite i Paese europei, e sono mirate ad avviare un dialogo sul ritorno all’accordo per il nucleare iraniano del 2015, noto anche come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA). Tale intesa era stata firnata durante l’amministrazione di Barack Obama, il 14 luglio 2015, a Vienna, da parte di Iran, Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Unione Europea. il JCPOA prevede la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale e ispezioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica presso gli impianti iraniani. L’8 maggio 2018, durante la presidenza di Donald Trump, Washington si è ritirata unilateralmente dall’accordo, imponendo nuove sanzioni contro Teheran che hanno, da un lato, aggravato le condizioni economiche del Paese mediorientale, e, dall’altro lato, acuito le tensioni tra Iran e Stati Uniti.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.