Algeria: annunciate elezioni legislative anticipate

Pubblicato il 13 marzo 2021 alle 7:15 in Africa Algeria

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Il presidente dell’Algeria, Abdelmadjid Tebboune, ha stabilito che le elezioni legislative anticipate si terranno il 12 giugno prossimo. Il voto è una delle promesse fatte dal capo di Stato ai movimenti di protesta di febbraio 2019.

L’annuncio è giunto l’11 marzo, attraverso un comunicato della presidenza algerina, dopo che, già il 18 febbraio, Tebboune aveva annunciato lo scioglimento della Camera bassa del Parlamento e l’organizzazione di elezioni legislative anticipate, volte a dare più spazio alla componente giovanile del Paese. Come specificato, seguiranno altresì elezioni amministrative, volte a nominare nuovi sindaci e membri delle giunte comunali. In tal modo, il capo di Stato mira a rispondere a una delle richieste principali della popolazione algerina, scesa in piazza per mesi, a partire dal 22 febbraio 2019, chiedendo il rinnovo dell’élite politica al potere. Era stata una simile mobilitazione a provocare la caduta dell’allora presidente in carica, Abdelaziz Bouteflika, al potere per circa venti anni, e la successiva nomina di Tebboune, il 12 dicembre 2019.

Tuttavia, nell’ultimo anno, il Paese Nord-africano ha continuato a far fronte a un quadro economico sempre più fragile, ulteriormente esacerbato dalla pandemia di Coronavirus e dal calo dei prezzi di petrolio, le cui esportazioni sono essenziali per l’Algeria. Motivo per cui, il popolo algerino non si definisce ancora soddisfatto e, nel corso delle ultime tre settimane, si è nuovamente riversato per le strade del Paese, chiedendo un reale cambiamento all’interno di una classe politica definita corrotta e il ritiro dell’esercito dal panorama politico algerino. Tebboune, da parte sua, ha precedentemente promesso che le elezioni legislative si sarebbero tenute “lontano dal denaro, corrotto o no”, e sarebbero state “aperte porte ai giovani”. Lo Stato, ha affermato il presidente, si impegna a finanziare “gran parte” delle spese della loro campagna elettorale.

Nel tentativo di soddisfare un’altra delle richieste della popolazione algerina, il 7 marzo, il governo di Algeri ha approvato una nuova legge elettorale, volta a scongiurare casi di corruzione e a dare all’elettorato un maggiore margine di scelta. Le prossime elezioni vedranno, per la prima volta, l’adozione di un sistema di liste aperte nella selezione dei candidati, come approvato dalla legge elettorale adottata dal presidente, la quale, come specificato, varrà soltanto per le elezioni del 12 giugno. Nello specifico, a ciascun partito è stato richiesto di raccogliere almeno 25.000 firme da 23 province, le cosiddette wilaya, su 58 totali, a condizione che il numero di firme da ciascuna provincia non sia inferiore a 300. Tutti i partiti, siano essi nuovi o già istituiti, verranno posti su uno stesso piano, ovvero avranno tutti la possibilità di competere in base a pari opportunità. Non da ultimo, la nuova legge prevede che ciascuna lista di candidati sia composta almeno per metà da donne o da individui con età inferiore ai 40 anni, mentre un terzo delle persone incluse dovrà essere in possesso di un diploma di laurea.

Nel corso del suo mandato, Tebboune si è impegnato ad apportare cambiamenti di tipo politico ed economico. In tale quadro, la popolazione algerina era stata chiamata alle urne, il primo novembre 2020, per votare gli emendamenti costituzionali proposti dallo stesso presidente, considerati la pietra miliare di una “nuova Repubblica”. Sebbene sia stata raggiunta la maggioranza necessaria all’approvazione, il dato maggiormente evidenziato è stato il basso tasso di affluenza, pari al 23,7%, il che ha messo in luce come il presidente Tebboune non fosse ancora riuscito a conquistare la fiducia dei cittadini algerini in circa un anno dall’inizio del suo mandato.

Nelle settimane successive, l’esecutivo algerino ha assistito ad una fase di stallo, apparentemente determinata dall’assenza della più alta carica con poteri legislativi, il capo di Stato, il quale si è recato più volte in Germania dopo essere stato colpito dal Coronavirus. Poi, il 21 febbraio scorso, Tebboune ha effettuato un rimpasto di governo definito “limitato”, riguardante i Ministeri “tecnici” e non quelli politici o sovrani, i cui rappresentanti saranno preservati fino alle prossime elezioni anticipate. Si è trattato del quarto rimpasto di governo verificatosi in Algeria dal 2 gennaio 2020.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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