UE: sanzioni contro la Russia fino al 15 settembre

Pubblicato il 12 marzo 2021 alle 18:27 in Europa Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Unione Europea, il 12 marzo, ha annunciato che le sanzioni contro la Russia saranno attive per altri sei mesi. Da quanto si legge nel comunicato ufficiale, il Consiglio Europeo ha prorogato, fino al 15 settembre, le sanzioni pendenti su 177 cittadini e 48 enti giuridici russi poiché “responsabili di azioni che minano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina”. Le attuali misure varate dall’UE includono restrizioni di viaggio nel territorio dell’Unione Europea, il congelamento dei beni e il divieto di emettere prestiti ad individui ed enti presenti nella lista. Il comunicato ha mostrato che l’elenco delle persone giuridiche include anche le autorità delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk.

In conformità con quanto stabilito dall’UE nel 2015, le sanzioni individuali ed economiche saranno revocate solamente quando la Russia osserverà il contenuto degli accordi di Minsk. Tuttavia, l’agenzia di stampa russa TASS ha dichiarato che “l’UE sta ignorando il fatto che l’Ucraina stessa stia sabotando tali accordi”. Tuttavia, l’Unione Europea non intende procedere alla sospensione delle restrizioni finché la Crimea rimarrà parte della Russia.

Gli accordi di Minsk includono un piano di pace, firmato il 15 settembre 2014, dall’Ucraina, dalla Russia, dalla Repubblica popolare di Donetsk (DNR) e dalla Repubblica popolare di Lugansk, sotto l’egida dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OCSE).

È importante ricordare che le sanzioni che l’Europa ha esteso sono quelle che, il 28 gennaio 2020, erano state imposte contro i 7 cittadini russi che avevano partecipato all’organizzazione delle elezioni in Crimea dell’8 settembre 2020. Tra gli individui nel mirino dell’Europa rientrano il governatore di Sebastopoli, Mikhail Razvozhaev, il primo ministro della Crimea, Yury Gotsanyuk, il presidente dell’Assemblea legislativa di Sebastopoli, Vladimir Nemtsev, il membro del Condiglio della Federazione della capitale, Ekaterina Albataeva, il capo della Commissione elettorale centrale di Sebastopoli, Sergey Danilenko e la sua vice, Lidia Basovau.

Le misure restrittive dell’UE, relative ad azioni che hanno minacciato l’integrità dell’Ucraina, furono sottoscritte, per la prima volta, il 17 marzo 2014, in occasione di una Sessione straordinaria del Consiglio “Affari esteri” sulla situazione in Ucraina. Quell’anno, furono sospesi i preparativi per il vertice G8. Quest’ultimo, che si sarebbe dovuto tenere a Sochi, nel giugno 2014, si tenne, il 4 e il 5 giugno 2014, a Bruxelles, nel formato del G7. Inoltre, i leader dell’Unione Europea sospesero i colloqui bilaterali con la Russia sui visti e sul nuovo accordo Russia-UE.

In aggiunta, nel 2018 e nel 2019, furono varate sanzioni aggiuntive in relazione al caso Skripal e all’incidente di Kerch. Per quanto riguarda il primo, il 4 marzo 2018, l’ex spia russa, Sergej Skripal, residente in Gran Bretagna, a Salisbury, insieme alla figlia, subì un avvelenamento da gas nervino che fu ricondotto alla Russia. Quanto al secondo, il 25 novembre, le cannoniere ucraine, Berdyansk e Nikopol, e il rimorchiatore Yany Kapu attraversarono il confine marittimo russo, violando l’ordine di passaggio. Secondo il servizio di sicurezza federale della Russia (FSB), le navi salparono verso lo stretto di Kerch, un accesso al mare di Azov, dove furono sequestrate dalla Russia a causa della mancanza di risposta a una richiesta di fermarsi. 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.