Stati Uniti condannano la pulizia etnica in Tigray

Pubblicato il 11 marzo 2021 alle 12:30 in Etiopia USA e Canada

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Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha condannato gli atti di “pulizia etnica” nella regione del Tigray, in Etiopia, attualmente colpita da un conflitto, chiedendo “piena responsabilità” del Governo etiope e il ritiro delle truppe eritree.

Secondo quanto riferito da Al Jazeera English, testimoniando davanti al Congresso degli Stati Uniti il 10 marzo, Blinken ha dichiarato di non accettare forze di sicurezza nella regione che abusino dei diritti umani del popolo del Tigray o che commettano atti di pulizia etnica. Citando rapporti che documentano atti di atrocità in corso, Blinken ha chiesto un’indagine indipendente sulle condizioni dei civili nella regione settentrionale del Tigray, in modo tale da avviare un processo di riconciliazione cosicché il Paese possa “andare avanti politicamente”.

I commenti di Blinken sono arrivati ore dopo che Berhane Kidanemariam, il vicecapo della missione presso l’ambasciata etiope a Washington, DC, si è dimessa dal suo ruolo, accusando Ahmed Abiy, il primo ministro etiope, di condurre l’Etiopia “su un sentiero oscuro verso la distruzione e la disintegrazione”. Nello specifico, Kidanemariam ha dichiarato di essersi ritirata dalla missione per “protestare contro la guerra genocida nel Tigray”. Inoltre, la diplomatica ha accusato il Governo etiope di travisare le condizioni sul terreno di conflitto e di non essere stato chiaro sulla “presenza di potenze straniere”, un riferimento alle truppe eritree.

In una dichiarazione rilasciata il 9 marzo a un consiglio dell’Unione Africana, Abiy ha informato che il suo Governo ha preso “misure concrete per affrontare le presunte violazioni dei diritti umani”, confermando la sua volontà di collaborare con le agenzie delle Nazioni Unite pertinenti ai fini delle indagini.

Già il 27 febbraio, il dipartimento di Stato americano ha pubblicato un comunicato ufficiale in cui ha condannato le uccisioni, gli spostamenti forzati, le aggressioni sessuali e altre “gravissime” violazioni e abusi dei diritti umani che sono state segnalate da relazioni provenienti da più attori. Tra questi, è possibile citare il documento redatto da Amnesty International (AI) il 26 febbraio, il quale ha mostrato che tra il 19 e il 19 novembre 2020, le truppe eritree che operano nella città etiope di Axum, nella regione del Tigray, hanno commesso una serie di violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario, compresa l’uccisione di centinaia di civili.

A queste rivelazioni si è aggiunto un report del Governo statunitense, reso noto al pubblico il 26 febbraio dal New York Times, che ha stabilito che i militari etiopi e i combattenti ad essi affiliati stanno effettuando una campagna sistematica di pulizia etnica nel Tigray e in particolare nella parte occidentale, confinante con la regione di Amhara. In questo contesto, il dipartimento di Stato ha richiesto il ritiro immediato di tutte le forze che operano nella regione settentrionale del Paese e l’apertura di un’indagine imparziale per investigare sui massacri.

Vale la pena ricordare che, il 4 novembre 2020, il Governo federale etiope ha dichiarato guerra alla sua regione settentrionale del Tigray, uno dei 10 Stati federali semi-autonomi organizzati secondo linee etniche in Etiopia. I tigrini sono stati a lungo molto influenti e dominanti nel Paese, controllando il Governo per tre decenni. Da quando l’attuale primo ministro, Abiy Ahmed, è salito al potere nel 2018, i leader del Tigray si sono lamentati di essere ingiustamente presi di mira nei procedimenti per corruzione, rimossi dalle posizioni di vertice e ampiamente considerati come capri espiatori per i problemi del Paese.

Nel novembre 2019, il primo ministro e il presidente del Fronte Democratico Rivoluzionario Popolare Etiope (EPRDF) hanno unificato i partiti costituenti della coalizione di Governo, istituendo il cosiddetto “Partito della Prosperità”. Il TPLF ha considerato illegale questa fusione, pertanto non ha partecipato. La faida tra il Governo e il TPLF è diventata più intensa dopo che il Tigray ha tenuto le proprie elezioni a settembre del 2020, sfidando il Governo di Abiy che ha rinviato le elezioni nazionali a causa della pandemia. Di conseguenza, l’esecutivo ha stabilito che il Governo del Tigray era illegale e, in cambio, il Tigray ha dichiarato di non riconoscere più l’amministrazione di Abiy.

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Julie Dickman

di Redazione

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