Il ruolo della Russia nell’Artico e la rivalità con USA e Cina

Pubblicato il 11 marzo 2021 alle 8:54 in Cina Russia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 10 marzo, il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha incaricato il proprio Governo di preparare un piano di sviluppo per l’Artico entro un mese. L’importanza strategica della regione per Mosca e la rivalità di Stati Uniti e Cina a cui deve far fronte.

La Russia può essere considerata a tutti gli effetti un “Paese artico”, in quanto circa il 53% delle proprie coste si affaccia sull’Oceano Artico, e la sua popolazione nella regione raggiunge quasi i 2 milioni, la metà di quella totale. L’ultimo documento relativo all’Artico redatto da Mosca, intitolato “Principi Fondamentali della Politica dello Stato della Federazione Russa nell’Artico fino al 2035”, risale al 6 marzo 2020. Nel dettaglio, il rapporto definisce gli interessi, obiettivi e meccanismi di implementazione della nazione per i 15 anni successivi.

Dal punto di vista economico, stando al documento, il contributo dell’Artico potrebbe aumentare significativamente entro il 2035 attraverso lo sviluppo di nuovi giacimenti di gas e petrolio. Di fatto, Mosca ritiene che introducendo una delle più grandi province petrolifere del mondo, la piattaforma artica potrebbe produrre fino al 90% di tutto il gas russo e il 25% di petrolio. Ciò garantirebbe alla Russia un posto tra i leader di gas liquefatto naturale nel mercato mondiale, con una produzione annua che può arrivare fino a 120 milioni di tonnellate. Tale aumento dovrebbe portare inoltre a un incremento del traffico merci lungo la rotta del Mare del Nord pari a 160 milioni di tonnellate l’anno entro il 2035, otto volte il livello del 2018. Per il Ministero dello Sviluppo Economico di Mosca, affinché ciò si realizzi sarà necessario stabilire una linea regolare di container tra Murmansk e Petropavlovsk-Kamchatsky, così da poter trasferire il carico su navi dirette in Europa e in Asia.

In ambito militare, la Flotta del Nord si occupa di tutelare le imprese economiche vitali della Russia nella regione. Di stanza nella penisola di Kola, la Marina è composta da diverse unità, tra cui sottomarini lancia-missili e siluri a propulsione nucleare, e velivoli lancia-missili e antisommergibile. Ad integrazione della Flotta del Nord vi è poi la più grande squadra di rompighiaccio nucleare e non del mondo, che conta più di 40 navi. Tali imbarcazioni svolgono un ruolo cruciale non solo per garantire la sicurezza delle coste russe, ma anche per promuovere e osservare il commercio marittimo attraverso la rotta del Mare del Nord.

La regione artica è diventata un’altra area di intensa concorrenza tra Stati per le numerose rotte marittime che si apriranno a causa dei cambiamenti climatici, le riserve di risorse naturali e metalli preziosi, ma soprattutto per la posizione strategica che occupa. In tale quadro, l’interazione tra gli attori internazionali nell’area si svolge sullo sfondo di un complicato intreccio geopolitico, che vede un rinnovato confronto tra Russia e USA e, parallelamente, una crescente rivalità tra Washington e Pechino. Allo stesso tempo, invece, le relazioni russo-cinesi stanno assumendo sempre di più i tratti di un partenariato strategico.

Negli Stati Uniti, le azioni della Russia nell’Artico e “l’infiltrazione” della Cina sono considerate una minaccia per l’Occidente. In particolare, con la sua potenza economica e navale in aumento, Pechino ha iniziato a sottoscrivere diversi progetti di sviluppo nella regione nonostante la sua mancanza di territorio, sottolineando la crescente rilevanza dell’Artico a livello globale. Le principali attività della Cina nell’area riguardano la sfera economica, specie la cooperazione energetica con la Russia. Il 2 dicembre 2019, i due Paesi hanno inaugurato il gasdotto Power of Siberia, un’opera di 3.000 km che collega i campi siberiani russi alla Cina Nordorientale. Inoltre, le aziende di Pechino svolgono un ruolo chiave anche nella costruzione di Arctic LNG-2, il secondo progetto più grande di Mosca per il gas naturale attualmente in fase di sviluppo nell’Artico.

Dal canto opposto, Mosca è preoccupata per l’intensificarsi delle attività militari americane e della NATO nel Nord Europa e nei mari circostanti. A detta del comandante della Flotta del Nord russa, Alexander Moses, la leadership politico-militare degli USA e dell’Alleanza Atlantica, con la scusa di contribuire alla “libertà di navigazione”, sta in realtà attuando misure pratiche per garantirsi una presenza regolare nel Mare di Barents e sulla rotta del Mare del Nord, al fine di migliorare la capacità delle Forze Armate nazionali e congiunte di condurre operazioni militari nell’Artico.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Mariela Langone

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.