Pechino modifica il sistema elettorale di Hong Kong, i contenuti

Pubblicato il 11 marzo 2021 alle 11:34 in Cina Hong Kong

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L’Assemblea nazionale del Popolo (ANP), il massimo organo legislativo della Cina, l’11 marzo, ha approvato una decisione con la quale intende migliorare il sistema elettorale di Hong Kong.

Secondo quanto riferito da Xinhua, l’approvazione della decisione è stata accolta con un fragoroso applauso e 2.895 delegati hanno votato in suo favore. Per Pechino, la decisione dell’11 marzo è un’ulteriore mossa volta a migliorare il sistema politico e legislativo della regione ad amministrazione speciale di Hong Kong, dopo l’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale del 30 giugno 2020.

Dal ritorno di Hong Kong sotto la sovranità della Cina dopo il dominio inglese, il primo luglio 1997, le basi del sistema costituzionale dell’isola sono state sia la Costituzione cinese, sia la “Legge di base della regione amministrativa di Hong Kong e della Repubblica Popolare Cinese”, comunemente nota come Basic Law. Come riportato da Xinhua, il sistema elettorale da allora dottato ad Hong Kong dovrebbe attenersi al principio “un Paese, due sistemi”, essere in linea con la situazione sull’isola e garantire che siano i patrioti a governare Hong Kong. Tutto ciò dovrebbe portare benefici alla protezione della sovranità nazionale, della sicurezza, agli interessi di sviluppo e al mantenimento della prosperità a lungo termine dell’isola. Alla luce di tutto ciò, l’ANP ha deciso di apportare modifiche in grado di migliorare il sistema elettorale di Hong Kong, contenute in nove articoli.

Il primo stabilisce che i concetti “un Paese, due sistemi”, “il popolo di Hong Kong governa Hong Kong” e il principio di un alto livello di autonomia debbano essere implementati in toto. Oltre a questo, l’ordine costituzionale stabilito dalla Costituzione cinese e dalla Basic Law deve essere preservato. Per questo, l’articolo stabilisce che i patrioti debbano governare Hong Kong, che debba essere migliorata l’efficienza della governance locale e che debba essere garantito il diritto di voto e alla candidatura dei residenti permanenti dell’isola.

In base al secondo articolo, sarà istituito un comitato elettorale rappresentativo che sarà responsabile di eleggere il governatore di Hong Kong e una parte dei membri del Consiglio legislativo. Inoltre, il comitato dovrà nominare i candidati per tali posizioni. L’organo sarà composto da cinque grandi categorie formate la prima da persone del mondo degli affari e della finanza, la seconda da professionisti, la terza dalla società civile, da lavoratori e da religiosi, la quarta da membri del Consiglio legislativo e da rappresentanti regionali e, infine, la quinta dai delegati dell’isola all’ANP, alla Conferenza politica consultiva del popolo (CPCP) e negli organi nazionali. In totale il Comitato sarà formato da 1.500 persone, 300 per ogni categoria.

Secondo l’articolo tre, questi dovranno eleggere il governatore dell’isola che sarà poi incaricato dal governo centrale di Pechino. I candidati a tale ruolo saranno nominati da non meno di 188 membri del comitato elettorale di cui almeno 15 per categoria. Il voto sarà segreto e indirizzato ad un solo nome e per diventare governatore sarà necessario ottenere più della metà dei voti. L’articolo 4 stabilisce poi che il Consiglio legislativo avrà 90 membri, 30 in più rispetto allo stato attuale, scelti tramite votazioni del comitato elettorale, votazioni dei gruppi d’interesse detti gruppi funzionali e votazioni distrettuali dirette.

In base all’articolo 5, sarà poi indetto un comitato di verifica delle qualifiche per le candidature che sarà responsabile di controllare tutti coloro che si presenteranno per le cariche aperte ad elezioni. Hong Kong dovrà quindi completare e migliorare il sistema e il meccanismo per garantire che i candidati rispettino quanto previsto dalla Basic Law e da altre leggi in materia.

L’articolo 6 autorizza il Comitato permanente dell’ANP ad emendare l’Allegato 1 della Basic Law sui metodi per individuare il governatore di Hong Kong e l’Allegato 2 per la formazione del Consiglio legislativo e per le procedure di voto. L’articolo 7 stabilisce quindi che, il base a quanto sarà previsto e modificato dal Comitato centrale dell’ANP, il governo di Hong Kong dovrà apportare modifiche alle proprie leggi e organizzare e regolare le attività elettorali in conformità. In base all’articolo 8, poi, il governatore dell’isola dovrà riferire al governo centrale di Pechino su questioni quali le disposizioni per il sistema elettorale e l’organizzazione di elezioni. L’articolo 9, infine, stabilisce che le decisioni entreranno in vigore nel momento in cui saranno pubblicate.

Secondo alcuni critici, quanto stabilito l’11 marzo dall’ANP per riformare drasticamente il sistema elettorale di Hong Kong in modo che siano solamente i patrioti a governare Hong Kong, potrebbe ulteriormente limitare le voci di opposizione nell’isola, dopo anni di sforzi per una maggiore liberalizzazione. Per la Cina, però, le misure adottate saranno necessarie per stabilire un sistema elettorale democratico che rispecchi le caratteristiche di Hong Kong e per garantire la sicurezza nazionale.

Lo scorso 4 marzo, a Pechino sono iniziate le cosiddette “Due sessioni”, ovvero le sedute plenarie annuali dell’Assemblea nazionale del popolo (ANP) e della Conferenza politica consultiva del popolo (CPCP). L’evento si concluderà l11 marzo.

Hong Kong fa ufficialmente parte della Cina dal primo luglio 1997, quando fu ultimato il passaggio della sua sovranità dal Regno Unito al governo di Pechino, secondo una serie di condizioni stabilite nella Dichiarazione congiunta sino-inglese, siglata il 19 dicembre 1984 e registrata come un trattato dall’Onu. In base a tale documento, le relazioni di Hong Kong con il governo centrale sono state regolate dal modello “un Paese, due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza all’isola, che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi adottato da Pechino. Tale principio e modalità di gestione sarebbero dovuti restare in vigore fino al 2047 ma per molti la legge sulla sicurezza nazionale li avrebbe già erosi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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