Mosca nega di aver ricevuto i piani di pace sul Donbass

Pubblicato il 11 marzo 2021 alle 17:50 in Russia Ucraina

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Il portavoce della Federazione Russa, Dmitry Peskov, ha dichiarato, giovedì 11 marzo, che il Cremlino non ha ancora ricevuto proposte da Kiev per l’organizzazione di colloqui ad alto livello tra il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, e l’omologo ucraino, Volodymyr Zelens’kyj. L’asse Mosca-Kiev, stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa russa TASS, dovrebbe discutere del piano elaborato dall’Ucraina, dalla Francia e dalla Germania per la risoluzione del conflitto in Donbass.

Nel Donbass, nel mese di febbraio,  le autorità ucraine hanno più volte denunciato la violazione del “cessate il fuoco” da parte delle forze separatiste delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk. Ragion per cui, il 9 marzo, la Francia e la Germania hanno elaborato una serie di “proposte cluster” con lo scopo di normalizzare la situazione nella regione. Nel dettaglio, il capo dell’ufficio del presidente ucraino, Andrej Ermak, ha specificato che Kiev ha finalizzato il piano proposto da Parigi e Berlino e che all’appello manca solo il via libera di Mosca.

Il nuovo piano di pace è stato accolto da Mosca con sorpresa. Stando a quanto riferito dal quotidiano russo Kommersant, per il Ministero degli Esteri russo e il Cremlino, mercoledì 10 marzo sarebbe stata la prima volta in cui hanno sentito parlare del piano per il Donbass. “Qual è il piano di pace? Non ne sappiamo nulla”, così ha reagito il viceministro degli Esteri russo, Andrej Rudenko, alla richiesta dei giornalisti di fornire maggiori informazioni sulla questione. Più tardi, l’11 marzo, Mosca ha lamentato la mancanza di dialogo da parte dell’Ucraina poiché non le è ancora stato comunicato né il contenuto del piano d’azione né le date di un eventuale incontro tra i vertici russi e ucraini. Il portavoce di Putin, in conferenza stampa, ha osservato che Mosca sarebbe intenzionata a partecipare ad un incontro bilaterale tra i capi di stato della Russia e dell’Ucraina, così come accoglierebbe positivamente colloqui nel quadro del “Quartetto Normandia”, ovvero Germania, Francia, Russia e Ucraina. Mosca, sottolineando la mancata ricezione di documenti circa il piano, ha aggiunto che, a prescindere dalla tipologia e dai partecipanti del summit, esso dovrebbe essere organizzato nelle modalità più consone ad una questione di così alto livello.

Come è già stato anticipato, l’esistenza di un piano di pace è stata annunciata la sera del 9 marzo dal capo dell’ufficio del presidente ucraino, Andrej Ermak. Stando a quanto riportato dai media del Paese, l’incontro del quartetto Normandia si svolgerà alla fine di marzo. La conferma è arrivata, il 10 marzo, dal politologo della delegazione di Kiev al Gruppo di Contatto Trilaterale (GCT), Oleksiy Arestovich, in onda sul canale televisivo Ukraine 24. L’ospite ha riferito che l’incontro è programmato per fine marzo e che solo allora verrà rivelato il contenuto del piano. “La Russia è consapevole di ciò che sta accadendo” ha proseguito.

Emark non ha rivelato alcun dettaglio aggiuntivo sul piano, dato il suo carattere strettamente confidenziale. Si è limitato a confermare che al suo interno sono previste delle proposte “cluster” che, se concordate, potrebbero diventare la base per una futura “road map” per normalizzare il conflitto e permettere, in futuro, lo svolgimento di elezioni in Donbass. Ermark si è detto soddisfatto del programma poiché non solo è perfettamente in linea con gli accordi di Minsk e la Formula di Steinmeier, ma è anche conforme alle norme di diritto internazionale. Il funzionario ucraino ha definito il piano franco-tedesco molto “solido”.

Il quotidiano Kommersant, al fine di raccogliere maggiori informazioni sulla questione, ha intervistato il capo del Centro ucraino di analisi politica PENTA, Vladimir Fesenka. Quest’ultimo ha spiegato che le “proposte cluster” a cui fa riferimento Kiev quasi sicuramente indicano un insieme di questioni interconnesse che potrebbero rappresentare le fondamenta per giungere ad un compromesso tra i Paesi. Parlando del “nuovo piano”, l’esperto ha suggerito che potrebbe includere una nuova versione della road map per l’attuazione dei famosi accordi di Minsk.

Questi ultimi sono composti dal protocollo di Minsk e gli accordi di Minsk II. Il primo piano di pace era stato firmato il 5 settembre 2014 dall’Ucraina, dalla Russia, dalla Repubblica Popolare di Donetsk (DNR) e dalla Repubblica Popolare di Lugansk, sotto l’egida dell’OCSE. Tuttavia, l’obbligo per il cessate il fuoco non venne rispettato e i combattimenti proseguirono ulteriormente. Pertanto, un anno dopo, il 12 febbraio 2015, i leader del “quartetto Normandia”, Germania, Francia, Ucraina e Russia, concordarono un nuovo cessate il fuoco e sottoscrissero un nuovo pacchetto di misure per l’attuazione degli accordi del 2014, l’accordo di Minsk II. Nel 2016, l’allora ministro degli Affari Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, propose una versione più semplificata dei precedenti accordi. Nella formula, che venne chiamata in onore del politico, si fa riferimento ad “elezioni oneste e democratiche” da tenere nei territori separatisti. Esse dovranno svolgersi in conformità con la legge ucraina e dovranno necessariamente essere supervisionate dall’OCSE. Nel caso in cui quest’ultima valuti valide e trasparenti le elezioni, allora ai territori sarà assegnato uno “status speciale”, ovvero un sistema particolare di autogoverno. A quel punto, stando alla formula di Steinmeier, i territori torneranno sotto il controllo del governo ucraino. 

 

di Redazione

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