Libia: l’esercito libera 120 migranti tenuti in ostaggio dai trafficanti

Pubblicato il 11 marzo 2021 alle 19:07 in Immigrazione Libia

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Le forze di sicurezza libiche hanno riferito di aver liberato 120 persone tenute prigioniere e torturate dai trafficanti di esseri umani nella città nord-occidentale di Bani Walid. I migranti e i rifugiati fatti evadere, per lo più di nazionalità egiziana, sono stati rilasciati, mercoledì 10 marzo, dopo “un’incursione mattutina nelle tane dei trafficanti”, ha specifcato, in un comunicato, la 444esima brigata d’élite. I sequestratori, ha aggiunto l’esercito, sottoponevano i migranti a “torture ed estorsioni”, come testimoniato anche dalle persone liberate.

La stessa brigata aveva già effettuato, la scorsa settimana, sempre a Bani Walid, un’operazione simile contro i trafficanti di esseri umani che gestiscono un centro ai margini del deserto, circa 170 chilometri sud-est della capitale, Tripoli. In seguito a quel raid erano stati scoperti 6 nascondigli ed erano stati liberati 70 migranti e rifugiati di diverse nazionalità. Le forze di sicurezza, dopo l’intervento, avevano sottolineato che “uno dei trafficanti più famosi del Paese era stato arrestato insieme ad altri criminali stranieri che stavano abusando, uccidendo e torturando le loro vittime”.

La Libia è diventata il principale punto di transito per i migranti africani che sperano di raggiungere l’Europa. I trafficanti spesso raggirano gruppi di persone in difficoltà facendoli salire su gommoni mal equipaggiati che non sono in grado di resistere al viaggio attraverso il Mar Mediterraneo. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM), più di 20.000 migranti sono morti nel Mediterraneo dal 2014. Oltre 17.000 di loro hanno perso la vita percorrendo la rotta del Mediterraneo centrale, descritta dalle Nazioni Unite come la più pericolosa al mondo. Alcuni migranti fuggono da conflitti o persecuzioni, mentre molte delle centinaia di migliaia di persone soccorse in mare negli ultimi anni fuggono dalla povertà. Nel 2020, sono stati registrati 381 morti e 597 dispersi nella rotta del Mediterraneo centrale, secondo i dati delle Nazioni Unite.

Le agenzie internazionali hanno altresì denunciato la pratica di riportare in Libia persone soccorse in mare, affermando che la situazione caotica del Paese e le pessime condizioni dei centri di detenzione non permettono di definire lo Stato nordafricano un “porto sicuro”. Dal febbraio 2017, almeno 36mila persone sono state intercettate dalla Guardia costiera libica e rimpatriate, stando alle stime delle Nazioni Unite. Il 5 febbraio, la filiale libica dell’IOM ha dichiarato che circa 800 migranti, diretti in Europa, erano stati intercettati nel Mediterraneo, al largo del Paese nordafricano, e riportati indietro, nelle 24 ore precedenti. Più di 1.000 erano partiti dalle coste libiche. Secondo quanto riferito dall’agenzia, coloro che erano stati fermati dalla Guardia costiera erano stati poi portati nei centri di detenzione della Libia. Nella stessa giornata, altri 116 rifugiati erano stati intercettati nelle acque al largo delle coste libiche e tratti in salvo dalla Sea Watch, che ha definito il 5 febbraio “uno dei giorni più impegnativi da molto tempo, forse anche da anni” per il Mediterraneo centrale.

Stando alle stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di febbraio 2021, sono giunti in Europa, via mare e via terra, poco più di 4.000 migranti. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri risulta essere la Spagna, con oltre 4.040 arrivi, seguita dall’Italia e dalla Grecia, con 590 arrivi. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni stima che il numero di morti e dispersi in mare, fino al 9 marzo 2021, ammonti a 221. Tali numeri segnano una diminuzione rispetto alle cifre del gennaio 2020, quando arrivarono in territorio europeo via mare e via terra circa 9.000 stranieri e persero la vita in 229. Per quanto riguarda l’Italia, i dati del Ministero dell’Interno riferiscono che, dal primo al 26 febbraio, sono sbarcati 4.536 migranti. Si tratta di un aumento significativo rispetto ai 2.359 sbarcati in Italia nello stesso periodo del 2020. Le prime cinque nazionalità dei migranti sono quella tunisina, ivoriana, bangladese, guineana ed eritrea. Dall’inizio dell’anno, invece, i minori non accompagnati ammontano a 398.

di Redazione

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