Qatar-Egitto: un riavvicinamento ancora ambiguo

Pubblicato il 10 marzo 2021 alle 16:49 in Egitto Qatar

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In un clima caratterizzato da una progressiva distensione delle tensioni nella regione del Golfo, il Qatar e l’Egitto hanno continuato a tenere incontri di tipo diplomatico. La mancanza di informazioni a riguardo ha, però, fatto sorgere diversi interrogativi.

L’8 marzo, una delegazione qatariota, guidata dal direttore del Dipartimento di Affari Legali presso il Ministero degli Affari Esteri, Mohammed bin Hamad al-Thani, si è recata al Cairo, per una visita di due giorni in cui si sono tenuti colloqui con funzionari egiziani del Ministero degli Esteri. Il fine è stato discutere degli sviluppi successivi alla cosiddetta dichiarazione di al-Ula, firmata il 5 gennaio scorso, con la quale l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti (UAE), l’Egitto e il Bahrein hanno deciso di porre fine alla crisi del Golfo, che ha visto il Qatar oggetto di un embargo dal 5 giugno 2017.

Un simile disgelo delle tensioni ha consentito anche al Cairo di riavvicinarsi a Doha. Le due parti, in una serie di contatti e meeting, si sono dette disposte a riprendere le loro relazioni diplomatiche, nominando ambasciatori per le rispettive rappresentanze diplomatiche entro la fine di marzo. A tal proposito, stando a quanto rivelato da alcune fonti, nel corso dei colloqui dell’8 e 9 marzo, i funzionari hanno discusso delle modalità per garantire il lavoro in sicurezza di diplomatici e ambasciatori, per organizzare una visita del ministero degli Esteri egiziano a Doha e per attuare le clausole dell’accordo di al-Ula. Stando a quanto trapelato, l’obiettivo del bilaterale è stato “accelerare la ripresa delle relazioni”, risolvendo questioni perlopiù amministrative a livello consolare, tra cui la presenza di comunità egiziane e qatariote nei rispettivi Paesi. Nessun funzionario ha, però, parlato del destino delle questioni che hanno portato allo scoppio della crisi del Golfo, come il sostegno del Qatar alla Fratellanza Musulmana e l’approccio “negativo” adottato dall’emittente quatariota al-Jazeera nei confronti dell’Egitto.

La riapertura dei canali diplomatici fa seguito a quella dello spazio aereo egiziano, avvenuta il 12 gennaio scorso, che ha consentito di operare un volo al giorno tra le due capitali. Tuttavia, come evidenziato dal quotidiano al-Arab, la relazione tra Egitto e Qatar risulta essere tuttora caratterizzata da ambiguità, vista altresì l’assenza di informazioni chiare su una possibile soluzione concreta di alcune questioni “controverse”. Secondo alcuni analisti, ciò potrebbe indicare che, in realtà, vi sono preoccupazioni, dalla parte egiziana, non ancora del tutto dissipate, il che potrebbe provocare lo scoppio di questioni politiche in qualsiasi momento. A tal proposito, l’ex ministro degli Esteri egiziano, Mohamed Orabi, in una dichiarazione al quotidiano, ha affermato che Il Cairo, ad oggi, non ha ancora percepito alcun segnale che dimostri la serietà di Doha nel voler ripristinare le relazioni tra loro e instaurare legami di cooperazione congiunta in diversi campi. Motivo per cui, secondo alcuni, Il Cairo starebbe tuttora cercando opportunità per monitorare e valutare le politiche del Qatar nei suoi confronti, per assicurarsi che non si tratti di mere manovre politiche. A ragione di ciò, riferisce al-Arab, negli ultimi incontri sono stati altresì discusse le tempistiche necessarie a Doha per “adeguare” i suoi comportamenti e riorganizzare i dossier in cui è coinvolta insieme ad altre parti ostili all’Egitto, tra cui la Turchia. Tali questioni richiedono tempo e ciò, afferma al-Arab, l’Egitto sembra averlo compreso. 

La cosiddetta “crisi del Golfo” era scoppiata il 5 giugno 2017 e ha visto protagonisti il Qatar, da un lato, ed Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain, dall’altro lato. Nello specifico, Doha è stata accusata di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Come conseguenza, le è stato imposto un embargo diplomatico, economico e logistico. Dopo mesi in cui era stato già segnalato un crescente disgelo delle tensioni, il 5 gennaio, i Paesi fautori del blocco hanno deciso di porvi ufficialmente fine e, nella dichiarazione finale di al-Ula, hanno affermato di voler unire i propri sforzi per far fronte alle minacce comuni, Iran in primis.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione