Nigeria-Regno Unito: accordo per restituire proventi illeciti

Pubblicato il 10 marzo 2021 alle 10:21 in Nigeria UK

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Il Regno Unito e la Nigeria hanno firmato un accordo per restituire a quest’ultima 4,2 milioni di sterline, equivalenti a 5,84 milioni di dollari, recuperati da un ex governatore statale che è stato incarcerato a Londra per riciclaggio di denaro.

 Secondo Al Jazeera English, James Ibori, che è stato il governatore dello Stato del Delta, produttore di petrolio della Nigeria meridionale, dal 1999 al 2007, si è dichiarato colpevole alla Southwark Crown Court di Londra nel 2012 di 10 accuse di frode e riciclaggio di denaro. Ha ricevuto una condanna a 13 anni di carcere per aver utilizzato fondi pubblici per acquistare case e auto di lusso e un jet privato.

Il Ministero degli Interni e degli Esteri del Regno Unito ha dichiarato in un comunicato che si tratta della prima volta che il denaro recuperato dai criminali sarà restituito dal Regno Unito alla Nigeria, da quando è stato firmato un accordo nel 2016 per recuperare e restituire i proventi della corruzione in modo “responsabile e trasparente”. Abubakar Malami, il procuratore generale della Nigeria, ha informato che i fondi saranno utilizzati per aiutare a completare una serie di progetti infrastrutturali, tra cui una strada che collega la capitale, Abuja, e il centro commerciale del Nord Kano. In aggiunta, Malami ha dichiarato: “Sono sicuro che sia il Governo nigeriano sia quello britannico rimangono impegnati in tutte le azioni positive per combattere la corruzione e i flussi finanziari illeciti”.

Il ministro degli Interni del Regno Unito, Susan Williams, ha descritto l’accordo come “un momento significativo”, dicendo che ha inviato un chiaro messaggio ai criminali i quali verranno perseguiti “senza sosta”, mentre il ministro dell’Africa, James Duddridge, ha dichiarato che i due Paesi continueranno a lavorare insieme “per affrontare il crimine e la corruzione”.

Stando a quanto riferito da Al Jazeera English, Ibori è stato a un certo punto uno degli uomini più ricchi e potenti della Nigeria. Per gli attivisti anticorruzione in Nigeria, il caso di Ibori è diventato una pietra miliare, in quanto nessuno della sua importanza era mai stato perseguito con successo nello Stato africano. Inoltre, anche il Regno Unito non ere ben visto fino adesso, in quanto sembrava essere troppo compiacente sui proventi della corruzione nigeriana riciclati sul proprio territorio.

La lotta contro la corruzione è una delle priorità dell’attuale Governo guidato dal presidente Buhari, sin dall’inizio del suo primo mandato iniziato nel 2015. Secondo le Nazioni Unite, la corruzione è uno dei principali ostacoli che impedirà alla Nigeria sia di concretizzare l’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile sia di raggiungere l’obiettivo di sollevare più di 100 milioni di nigeriani dalla povertà nel corso del prossimo decennio.

Secondo un sondaggio effettuato dal United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC) nel 2019, di tutti i cittadini nigeriani che hanno avuto almeno un contatto con un pubblico ufficiale nei 12 mesi precedenti all’indagine, il 30,2% ha dovuto pagato una tangente in cambio di servizi. Nel 2016 la percentuale era più alta ed equivaleva al 32,3%. Nonostante questo calo, il rapporto dimostra che chi ha pagato, o ha dovuto pagare, tangenti ad un pubblico ufficiale, ha continuato a farlo con frequenza. Un rapporto redatto da organizzazioni che si occupano di trasparenza e corruzione informa che ci sono ampie prove che testimoniano che nel corso della storia della Nigeria, i militari, i politici, e i funzionari pubblici hanno approfittato delle loro posizioni per estrarre più denaro possibile dallo Stato, dai privati e dalle aziende, nonché dall’economia e dalle risorse petrolifere.

Un esempio concreto di corruzione nel settore petrolifero è quello della compagnia statale Nigerian National Petroleum Corporation (NNPC). Ad oggi, il settore petrolifero costituisce il più grande flusso di entrate del Governo: secondo il Nigerian Bureau of Statistics, nel 2020 gli introiti del settore hanno finanziato oltre il 70% del bilancio statale. Secondo un’indagine condotta da Aaron Sayne, Alexandra Gillies e Christina Katsouris, presso il Natural Resource Governance Institute, la quantità di petrolio distribuita dalla NNPC valeva circa 41 miliardi di dollari nel 2013. All’inizio del 2014, il governatore della Banca Centrale della Nigeria, Lamido Sanusi, ha lanciato l’allarme per la scomparsa di 20 miliardi di dollari di entrate da vendita di petrolio dell’azienda statale.

Secondo le conclusioni dello studio, l’approccio dell’azienda alle vendite di petrolio è stato colpito da elevati rischi di corruzione e per questo non riesce a massimizzare i rendimenti per la nazione. In più di 40 anni, la società non ha sviluppato le proprie capacità commerciali o operative, né ha facilitato la crescita del settore attraverso investimenti esterni. Al contrario, ha accumulato inefficienza ed ha ereditato in generale una cattiva gestione dell’impresa. Le sue mancanze sono state descritte da una serie di rapporti molto severi, molti dei quali commissionati dal Governo stesso.

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Julie Dickman

di Redazione

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