Mali: annunciate le elezioni presidenziali per il 2022

Pubblicato il 10 marzo 2021 alle 8:47 in Africa Mali

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Il Mali, che è attualmente guidato da un Governo ad interim dal colpo di Stato del 18 agosto 2020, terrà le elezioni presidenziali nel marzo 2022.

Stando a quanto riferito dalla stampa togolese, l’annuncio è arrivato alla fine del secondo incontro del gruppo di sostegno alla transizione in Mali, tenutosi l’8 marzo a Lome, capitale del Togo. L’incontro è stato co-presieduto dalle Nazioni Unite, dall’Unione Africana e dalla Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS).

Secondo le dichiarazioni del ministro degli Affari Esteri maliano, Zeiny Moulaye, le elezioni si terranno in linea con la Carta della Transizione adottata nel settembre 2020 in Mali a seguito nella nomina dell’esecutivo ad interim. Il ministro Moulaye ha anche annunciato che nel quadro delle prossime elezioni verrà istituita una nuova Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), la quale comprenderà i rappresentanti dell’amministrazione, della classe politica e della società civile.

Il 18 agosto 2020 un consiglio di militari ha effettuato un colpo di Stato in Mali, rovesciando così l’ex presidente Ibrahim Boubacar Keita. Il 12 settembre 2020 è stato nominato un governo di transizione composto da una giunta militare, il quale ha un termine di 18 mesi per guidare il Paese verso nuove elezioni ed una pace duratura.

In merito all’attuale esecutivo, la posizione dell’ECOWAS non è stata favorevole fin da subito. Di fatto, l’organizzazione ha inizialmente denunciato il colpo di Stato avviato dal Comitato Nazionale per la Salvezza del Popolo (CNSP), un grupo militare, perché, in linea con la comunità internazionale, non intendeva appoggiare un Governo composto da membri dell’esercito. Per questo motivo, il 20 agosto 2020, l’ECOWAS ha imposto delle dure sanzioni economiche contro il Mali, in modo tale da fare pressione sulle autorità per ripristinare rapidamente un esecutivo composto da civili.

 Alla fine del vertice del 7 settembre 2020, l’ECOWAS ha dato un ultimatum alla giunta militare per nominare un presidente e un premier transitorio, chiedendo di non andare oltre il 15 settembre. Tuttavia, questa scadenza non è stata rispettata. Soltanto il 5 ottobre 2020 sono stati nominati i componenti, quasi tutti militari, dell’attuale Governo ad interim. Il giorno seguente, il 6 ottobre, è stata resa nota la revoca delle sanzioni. A seguito del golpe, l’ECOWAS ha preso una posizione dura contro la giunta militare per non mostrare debolezza di fronte a prese di potere di questo genere. In particolare, la Costa d’Avorio e la Guinea, in quanto anche le loro piazze hanno protestato contro i rispettivi presidenti, Alassane Ouattara e Alpha Condé, per la loro terza nomina presidenziale.

Negli ultimi anni, il Mali si è trovato ad affrontare una profonda crisi con gravi conseguenze politiche, sociali, economiche ed umanitarie. La crisi deriva da condizioni strutturali di lunga data, quali la debolezza delle istituzioni statali, l’inefficacia dell’amministrazione del governo e gli effetti del degrado ambientale. In particolare, una causa fondamentale è la coesione sociale fragile dovuta dai sentimenti delle comunità del Nord del Paese che si sentono trascurate, emarginate e trattate ingiustamente dal governo centrale.

Queste condizioni sono state aggravate da fattori di instabilità più recenti, tra cui la corruzione, il nepotismo, l’abuso di potere, le lotte interne e il deterioramento delle capacità dell’esercito nazionale. Questo clima di insicurezza ha creato un terreno favorevole alla diffusione di attacchi terroristici, proliferazione delle armi, contrabbando di droga e altre attività criminali correlate, che continueranno a minare lo sviluppo del Mali nel futuro.

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Julie Dickman

di Redazione

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