East Med Gas Forum: entra in vigore lo Statuto e aderisce anche la Francia

Pubblicato il 10 marzo 2021 alle 17:59 in Egitto Francia

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I Paesi fondatori dell’East Mediterranean Gas Forum (EMGF) hanno annunciato, martedì 9 marzo, durante una riunione di alto livello al Cairo, l’entrata in vigore del loro Statuto, che trasforma la piattaforma di dialogo in un’organizzazione internazionale regionale con sede nella capitale egiziana. La notizia è stata rilasciata al termine del primo incontro ministeriale, avvenuto in via virtuale, tra gli Stati membri dell’EMGF, ovvero Egitto, Palestina, Giordania, Grecia, Cipro, Italia e Israele. L’EMGF, costituitosi nel gennaio 2019, mira a  facilitare la creazione di un mercato del gas regionale nel Mediterraneo orientale e ad approfondire la collaborazione e il dialogo strategico tra i Paesi produttori, consumatori e di transito della zona. Al Forum non partecipano Stati quali Turchia e Libano a causa, rispettivamente, delle persistenti tensioni con Grecia e Cipro e della presenza di Israele.

Durante la riunione, i ministri hanno concordato l’agenda di lavoro dell’EMGF per il 2021. Il programma “illustra le tappe principali mirate sia alla finalizzazione della configurazione organizzativa, sia alle attività di cooperazione nel settore del gas, inclusi studi, iniziative e workshop”, si legge nella dichiarazione congiunta sottoscritta al termine dell’incontro. Le delegazioni dei Paesi membri hanno, a tal proposito, discusso dello sviluppo di una strategia a lungo termine per il Forum e del lancio di due nuove iniziative sulla decarbonizzazione del gas e sul gas naturale liquefatto come carburante per le navi, in linea con le tendenze globali ambientali. per questo motivo, saranno formati gruppi di lavoro dedicati, costituiti da esperti, che prepareranno una road-map per il lungo periodo. Inoltre, verrà formato un gruppo di lavoro apposito per ciascuna delle due iniziative. Cipro, come primo membro fondatore del Forum in ordine alfabetico, assumerà la prima presidenza dell’organizzazione nel gennaio del prossimo anno. 

Nel corso del dibattito, i ministri hanno altresì esaminato le richieste di altri Paesi desiderosi di partecipare al Forum. Nello specifico, è stata accolta la domanda di ingresso della Francia, che entra nell’EMGF come Stato membro, e quella degli Stati Uniti, che sono entrati in qualità di osservatori. Osama Mobarez, sottosegretario egiziano al Ministero del Petrolio, è stato nominato segretario generale ad interim del Forum. I ministri hanno concordato di tenere la loro prossima riunione ministeriale, sempre al Cairo, intorno alla fine del 2021. Nella dichiarazione congiunta, i Paesi membri hanno sottolineato che il Forum contribuirà a sviluppare un mercato regionale del gas sostenibile e a massimizzare l’uso delle risorse di gas nella regione del Mediterraneo orientale nel pieno rispetto del diritto degli Stati sulle loro risorse naturali in conformità con il diritto internazionale. L’organizzazione, inoltre, fungerà da piattaforma per un dialogo politico strutturato sul gas naturale, hanno concluso i ministri.

EastMed si estenderà per 1900 chilometri circa e, secondo quanto sottolineato dai tre Paesi, si pone quale alternativa per l’Europa, attualmente dipendente dalla Russia e dalla regione caucasica per quanto riguarda l’offerta di gas. Secondo il progetto presentato, il gasdotto partirà dalle riserve di gas naturale israeliane del bacino del Mar di Levante, per poi dirigersi verso Cipro, Creta e terminare in Grecia. Successivamente, dalla Grecia il gas giungerà in Italia attraverso un ulteriore gasdotto. Il progetto, secondo le stime, ha un valore di circa 6 miliardi di euro e, nel giro di 7 anni, soddisferà il 10% del fabbisogno di gas naturale dell’Unione Europea.

L’EastMed ha portato con sé attriti a livello politico tra Grecia e Cipro da un lato e Turchia dall’altro. Tali tensioni risultano collegate alla disputa territoriale tra Ankara e Nicosia in merito alla sovranità sulle acque a largo di Cipro, ricche di gas naturale, dove la Turchia conduce operazioni di trivellazione dallo scorso maggio.

Nel frattempo, Israele e Cipro hanno raggiunto un’intesa sulle riserve di gas a cavallo del loro confine marittimo. Lo ha riferito, sempre nella giornata di martedì 9 marzo, la ministra dell’Energia cipriota, Natasa Pilides, la quale ha definito la mossa un passo fondamentale verso la risoluzione di un impasse sulle risorse offshore che dura da circa nove anni. Lo sviluppo del giacimento  Afrodite, al largo delle coste cipriote, è stato bloccato perché una piccola parte di esso si estende nella zona marittima di Israele e in un altro giacimento di gas presente in quella zona. La riserva è stata scoperta per la prima volta nel 2011 ma l’accordo tra Egitto e Cipro per realizzare questa pipeline marittima è stato siglato nel settembre 2018. Adesso i due governi consentiranno alle società coinvolte su entrambi i lati della linea di demarcazione tra le zone economiche esclusive (ZEE) di Cipro e Israele di sedersi insieme ad un tavolo e programmare, entro il prossimo semestre, un’agenda di intese dettagliate. 

Il ministro Pilides ha dichiarato di aver concordato con l’omologo israeliano, Yuval Steinitz, un quadro per risolvere il problema e ha affermato che le linee guida sarebbero state trasmesse alle società coinvolte nel progetto. “Il quadro sarà definito in una lettera congiunta che è in preparazione. Siamo entrambi molto soddisfatti di essere ora a questo punto dopo nove anni di discussioni”, ha detto il ministro di Nicosia davanti ai giornalisti. Steinitz ha aggiunto che ci sono “buone possibilità di arrivare ad una risoluzione finale”. “Niente è certo, ma ci sono buone probabilità che questo possa portarci alla risoluzione di questo piccolo ma significativo ostacolo nelle meravigliose relazioni di cooperazione tra Cipro e Israele in materia di energia e su molte altre questioni”, ha riferito il ministro, citato dall’agenzia di stampa Cyprus News Agency. Nel 2019, Nicosia aveva firmato una concessione di 25 anni con Noble Energy, Shell e Delek Drilling per lo sfruttamento del giacimento Afrodite, il più grande deposito di gas di Cipro, che rappresenta un’enorme risorsa per Nicosia. Il deposito possiede una riserva accertata di 140 miliardi di metri cubi.

In conclusione, per comprendere la centralità del Mediterraneo, non solo per il gas, è utile citare che, lunedì 8 marzo , Tel Aviv, Nicosia e Atene hanno firmato un memorandum d’intesa per la realizzazione del progetto “EuroAsia Interconnector”, una vera e propria autostrada elettrica con un mega cavo sottomarino dalla capacità totale di 2000 MW. Con una lunghezza totale di 1.208 km, Il cavo crea un percorso alternativo affidabile per il trasferimento di energia elettrica da e verso l’Europa. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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