Niger: presidente uscente vincitore del premio per la leadership africana

Pubblicato il 9 marzo 2021 alle 6:06 in Africa Niger

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Mahamadou Issoufou, il presidente uscente del Niger, ha vinto il massimo premio africano per la leadership.

Secondo Al Jazeera English, l’8 marzo, Issoufou ha ricevuto il premio Mo Ibrahim 2020 per aver affrontato “sfide apparentemente insormontabili”, che vanno dalla povertà alla ribellione armata e alla desertificazione. In un comunicato del presidente del comitato di premiazione della Fondazione Mo Ibrahim, Festus Mogae, ha dichiarato che “Issoufou ha condotto il suo popolo su un percorso di progresso”, ricordando che oggi il numero di nigerini che vivono sotto la soglia di povertà è sceso al 40% della popolazione totale, rispetto al 48% registrato 10 anni fa.

Il Premio Ibrahim per la leadership africana si basa sulla riconoscenza di traguardi quali il buon governo, il rispetto dei limiti di durata dei mandati e il funzionamento delle elezioni democratiche. Issoufou è il sesto destinatario del premio, che non è stato assegnato in alcuni anni a causa della mancanza di un vincitore adatto. I vincitori del passato includono l’ex presidente liberiano, Ellen Johnson Sirleaf, e l’ex presidente sudafricano, Nelson Mandela, entrambi i quali sono stati anche premi Nobel per la pace. 

Issoufou, 68 anni, si dimetterà a marzo dopo 2 mandati quinquennali. La sua decisione di ritirarsi dal ruolo ha permesso al Niger di avere la prima transizione democratica tra leader eletti da quando il Paese ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel 1960. Stando a quanto riferito da Al Jazeera English, questa transizione democratica ha contrastato la pratica di altri esecutivi dell’Africa occidentale, in cui i presidenti hanno spesso attuato modifiche costituzionali che permettono loro di prolungare la durata dei mandati presidenziali, causando proteste violente.

Tuttavia, il 22 febbraio, sono scoppiate delle proteste contro il presidente neoeletto, Mohamed Bazoum, il quale è stato accusato di aver commesso frode elettorale. La Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI) ha dichiarato che Bazoum ha vinto il ballottaggio con il 55,75% dei voti, mentre il candidato dell’opposizione, Mahamane Ousmane, ha ottenuto il 44,25%.

Stando a quanto riferito da Al Jazeera English, Ousmane ha contestato il risultato delle elezioni, effettuate il 21 febbraio, affermando di aver vinto con il 50,3% dei voti. Le manifestazioni sono iniziate proprio a causa dei presunti brogli elettorali che hanno portato alla vittoria di Bazoum. Il 25 febbraio, il ministro dell’Interno, Alkache Alhada, ha dichiarato ai giornalisti che il bilancio provvisorio della violenza causata dalle proteste è di 2 morti, aggiungendo che sono stati effettuati 468 arresti.

Mohamed Bazoum, è stato ministro degli Interni e braccio destro del presidente uscente Mahamadou Issoufou. I due si sono conosciuti durante le loro attività nell’ambito del sindacato negli anni ’90. Bazoum, a lunga rimasto nell’ombra dell’ex presidente Issoufou, ha assunto numerosi ruoli importanti durante la sua carriera politica, tra cui la gestione del Partito Nigerino per la Democrazia e il Socialismo (PNDS), fondato insieme ad Issoufou.  Nel 2011, Bazoum è stato l’artefice della prima vittoria elettorale di Issoufou. Alla luce di ciò, gli vennero assegnati molti compiti importanti, tra cui consigliare su questioni diplomatiche, economiche e relative alla sicurezza nazionale. Bazoum è stato anche ministro degli Esteri, prima di guidare il Ministero degli Interni.

Il tema centrale della campagna elettorale di Bazoum è stata la continuità, intesa come proseguimento del lavoro fatto dal presidente uscente. Secondo una notizia pubblicata da Africa News il 19 febbraio, restare sul curriculum dell’ex presidente Issoufou potrebbe essere rischioso a causa dei numerosi scandali di corruzione che hanno caratterizzato la presidenza precedente. Tuttavia, secondo Ibrahim Yahya Ibrahim, portavoce del International Crisis Group (ICG), “il nome di Bazoum non è mai stato menzionato nei grandi scandali di corruzione che hanno spesso colpito il Governo di Issoufou”.

Il Niger, attualmente classificato tra i poveri al mondo, è colpito regolarmente da attacchi terroristici da parte di jihadisti che provengono dal confinante Mali, a Ovest, e dalla Nigeria, a Sud-Est. Vale la pena ricordare che il 21 febbraio, durante gli scrutini, 7 operatori elettorali sono stati uccisi quando il loro veicolo ha colpito un ordigno esplosivo nella regione occidentale di Tillaberi. Questa è una zona in cui si è rafforzata la presenza di gruppi armati legati allo Stato Islamico (IS) e ad al-Qaeda, i quali lanciano frequenti attacchi.

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Julie Dickman

di Redazione

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