L’UE accusa la Russia: campagne di disinformazione sulla Germania

Pubblicato il 9 marzo 2021 alle 19:09 in Germania Russia

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Il 9 marzo, l’organo di vigilanza dell’Unione Europea ha riferito che la Germania è l’obiettivo principale delle campagne di disinformazione della Russia. Intanto, i rapporti tra Mosca e Berlino sono ai minimi storici a causa del caso Navalny. 

Secondo il rapporto delle autorità europee competenti, sono stati rilevati almeno 700 casi di segnalazioni deliberatamente false o fuorvianti che miravano a diffondere disinformazione sulla Germania dal 2015. La Franci ne conta oltre 300, l’Italia più di 170 e solo 40 in Spagna. Il monitoraggio è stato lanciato a seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia, annunciata il 26 febbraio 2014, e mira a combattere quella che è percepita come una deliberata campagna diffamatoria da parte della Russia contro altri Paesi.

“La Germania è considerata l’obiettivo principale degli sforzi di disinformazione russi tra gli stati membri europei”, ha riferito il gruppo di monitoraggio europeo, noto come EUvsDisinfo. Nel report si evidenzia che il Cremlino sta cercando di ritrarre la Germania come un Paese guidato da una “russofobia irrazionale” per distogliere l’attenzione dalle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Mosca. Questa strategia “intende creare incertezza, seminare discordia”, secondo l’Unione Europea. “Il doppio linguaggio del Cremlino sfrutta l’impegno dell’Europa e della Germania verso il dialogo”, continua il rapporto.

La Germania è tra i Paesi dell’UE che hanno chiesto l’imposizione di ulteriori sanzioni contro la Russia per l’avvelenamento del rappresentante dell’opposizione russa, Alexei Navalny, che ha ricevuto cure mediche a Berlino. Il 44enne è uno tra i principali critici del presidente russo, Vladimir Putin. Il 20 agosto 2020, mentre si trovava a bordo di un volo diretto da Tomsk, città siberiana in cui si era recato per incontrare i propri alleati in vista delle elezioni regionali di settembre, a Mosca, ha iniziato ad accusare malori, costringendo l’aereo ad un atterraggio d’emergenza ad Omsk, dove è stato trasferito in ospedale. Due giorni dopo, Navalny è stato poi portato a Berlino dove è stato curato nella clinica di Charité della capitale tedesca e ha poi passato la convalescenza in un villaggio nella Black Forest, in condizioni di massima sicurezza. Un laboratorio d’analisi militare tedesco ha determinato che l’avvelenamento fosse avvenuto attraverso un agente nervino sviluppato dalla Novichok. Dopo essere guarito, Navalny ha accusato le autorità russe di essere responsabili dei fatti, avvalorando le sue accuse con alcune prove raccolte dal gruppo di ricerca Bellingcat e con registrazioni telefoniche che incriminerebbero una delle persone incaricate del suo assassinio. Tali accuse sono state respinte in toto da Mosca che si è altresì rifiutata di aprire un’indagine criminale rispetto all’episodio. 

Dopo aver lasciato la Germania, al suo arrivo in Russia il 17 gennaio scorso, Navalny è stato arrestato in connessione a quelle che le autorità hanno definito “gravi violazioni” di una sentenza di detenzione sospesa, ricevuta nel 2014. Molti Paesi occidentali hanno sostenuto che la Russia abbia architettato le accuse a carico di Navalny. La Corte Europea per i diritti umani, ad esempio, ha affermato che si sia trattato di una mossa politica, sostenendo la posizione espressa dello stesso Navalny. Il predecessore di Biden, l’ex presidente Donald Trump, non aveva imposto alcun tipo di misura contro la Russia per il “caso Navalny”. Tuttavia, Biden ha adottato un approccio più duro con il presidente russo Vladimir Putin e ha affermato di aver intenzione di collaborare con gli alleati storici degli USA, in riferimento ai Paesi europei. 

Il 2 febbraio Navalny è stato condannato a quasi tre anni di carcere per aver violato la libertà vigilata e, il 20 febbraio, è stata bocciata la sua richiesta di appello. L’uomo è stato giudicato colpevole anche di calunnia per aver diffamato un veterano della Seconda guerra mondiale ed è stato multato di 11.500 dollari. In particolare, Navalny avrebbe definito “traditori e lacchè corrotti” i personaggi apparsi in un video di sostegno alle riforme costituzionali che hanno consentito a Putin di poter avere altri due mandati alla guida del Paese e, per questo, è stato multato. Navalny ha riferito al tribunale che tali accuse fossero un espediente per distrarre le persone dalle sue domande su Putin e suoi suoi alleati. 

A proposito delle sanzioni europee, Mosca ha accusato il blocco dell’UE di essere mosso da “stereotipi anti-russi”, a causa dei quali prima viene presa una decisione politica e, in seguito, si cercano “arbitrariamente” candidati per metterla in pratica. La dichiarazione ha altresì indicato che le nuove misure si inseriscono in un quadro di “aggravamento senza precedenti” di informazioni anti-russe relative alla visita nel Paese dell’Alto rappresentante europeo per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell, la quale ha attirato diverse critiche da Bruxelles. Per il Ministero russo, dunque, le nuove misure si spiegano come una “compensazione” al presunto danno di immagine dell’UE di fronte alla comunità diplomatica.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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