Italia-Cipro: Di Maio in visita a Nicosia

Pubblicato il 9 marzo 2021 alle 18:02 in Cipro Italia

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Il ministro italiano degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, si è recato in visita a Nicosia, martedì 9 marzo, per incontrare l’omologo cipriota, Nikos Christodoulides, e il presidente dell’isola, Nicos Anastasiades. Focus delle discussioni sono stati i temi della lotta al Covid, della ripresa economica, dell’immigrazione, della Libia e del Mediterraneo Orientale. “Le relazioni tra Italia e Cipro sono eccellenti”, ha dichiarato il capo della Farnesina, aggiungendo: “Continueremo a lavorare per approfondire ulteriormente la collaborazione tra i nostri due Paesi”. La visita del ministro degli Esteri italiano è giunta in un momento cruciale per le sorti del Mediterraneo orientale, dove la Grecia e la Turchia sono alla ricerca di una soluzione per la questione della demarcazione dei rispettivi confini marittimi e Cipro diventa sempre più centrale nelle trattative per la costruzione dell’Eastmed. “La nostra comune appartenenza alla famiglia mediterranea ed europea è la premessa su cui costruire un rapporto sempre più ampio e articolato. Da tale comune appartenenza scaturiscono infatti straordinarie opportunità che vogliamo cogliere lavorando insieme”, ha affermato Di Maio.

Primo argomento al centro dell’incontro è stato quello economico. “Nei colloqui di oggi abbiamo ribadito l’intenzione di rafforzare ulteriormente la cooperazione economica e gli investimenti soprattutto in settori strategici. Dobbiamo lavorare per riportare l’interscambio tra Italia e Cipro ai livelli che si registravano prima dell’emergenza sanitaria”, ha spiegato il ministro degli Esteri italiano in una dichiarazione al termine della visita. Secondo i dati raccolti tra gennaio e novembre 2020, l’Italia figura attualmente come il secondo fornitore di Cipro, con una quota di mercato dell’8,2%. Al contempo, Cipro è il 61esimo mercato di destinazione dell’export italiano, mentre l’Italia è il 21esimo mercato di destinazione dell’export cipriota. Le esportazioni italiane sono diminuite negli ultimi due anni ma continuano a rimanere alte, con un valore di 642 milioni di euro. Da parte sua, il ministro Christodoulides ha rilevato che gli scambi tra i due Paesi rimangono ampi e ha accolto con favore l’iniziativa della Camera di Commercio Italo-Cipriota, che, lo scorso dicembre, ha organizzato il terzo “Cyprus-Italy Business Forum”, un evento con l’obiettivo di creare condizioni favorevoli e opportunità di sviluppo, commercio e cooperazione turistica. Allo stesso tempo, il ministro cipriota ha osservato che, nel campo della Ricerca e dell’Innovazione, il governo di Nicosia ha proposto la firma di un “Programma Esecutivo” bilaterale con l’obiettivo di finanziare progetti di ricerca congiunti.

Nel corso dell’incontro tra Di Maio e l’omologo di Nicosia, sono stati poi affrontati i principali temi dell’agenda europea, ovvero la lotta alla pandemia e la cooperazione sui vaccini, ma anche il dossier migratorio. Rispetto a quest’ultimo punto, le parti hanno riconosciuto entrambe la necessità di “rafforzare il dialogo tra tutti gli Stati membri per raggiungere un compromesso soddisfacente nei negoziati per il nuovo Patto su migrazioni e asilo”. Secondo il ministro degli Esteri italiano, benchè le proposte della Commissione riconoscano l’importanza della dimensione esterna delle migrazioni, Roma rimane convinta che occorra adoperarsi per far progredire anche gli altri elementi del “pacchetto migratorio”, trovando “un giusto equilibrio tra responsabilità e solidarietà”. “È necessario un meccanismo efficace, centrato sulle misure di ricollocazione, per gestire gli arrivi a seguito di operazioni Search and Rescue. Questo aspetto è per noi essenziale”, ha sottolineato il capo della Farnesina. 

Mettendo in luce la centralità dei temi energetici per i due Paesi, il ministro degli Esteri cipriota ha scritto, in una dichiarazione pubblicata al termine dell’incontro con Di Maio: “Indubbiamente, le nostre relazioni bilaterali sono migliorate negli ultimi anni, grazie alla cooperazione energetica della Repubblica di Cipro con la società italiana ENI, che svolge attività nella ZEE di Cipro. Considero una fortunata coincidenza che il nostro incontro di oggi si svolga lo stesso giorno della Riunione ministeriale dell’EastMed Gas Forum (il Forum dell’Energia al Cairo), di cui sia Cipro che l’Italia, insieme ad altri cinque Stati, sono i membri fondatori”. 

Il Forum del gas del Mediterraneo orientale (EMGF), annunciato per la prima volta nell’ottobre 2018, si è costituito nel gennaio 2019 su iniziativa di Italia, Egitto, Giordania, Israele, Cipro, Grecia e Autorità Nazionale Palestinese. Gli Stati fondatori hanno approvato lo Statuto dell’EMGF nella riunione ministeriale del 15 e 16 gennaio 2019. Il testo, ulteriormente emendato, è stato sottoscritto virtualmente nella riunione ministeriale del 22 settembre 2020. Lo Statuto trasforma il Forum in un’organizzazione internazionale regionale con sede al Cairo, finalizzata a  facilitare la creazione di un mercato del gas regionale nel Mediterraneo orientale e ad approfondire la collaborazione e il dialogo strategico tra i paesi produttori, di transito e consumatori di gas naturale, in una zona che si conferma ricca di grandi opportunità. Al Forum non partecipano paesi quali Turchia e Libano a causa, rispettivamente, delle persistenti tensioni con Grecia e Cipro e della presenza di Israele.

 

Parlando di Libia, Christodoulides ha sottolineato che Cipro attribuisce grande importanza al raggiungimento della stabilità nel Paese nordafricano e sostiene gli sforzi delle Nazioni Unite e il processo politico per l’istituzione di un governo provvisorio che condurrà la nazione alle elezioni di dicembre. Come previsto, le parti hanno poi discusso degli sviluppi nel Mediterraneo orientale, soffermandosi sulle attività turche e sulle decisioni dell’UE, in vista soprattutto del prossimo Consiglio europeo, previsto a fine mese. A tal proposito, il ministro cipriota ha dichiarato: “In questo contesto, e sulla base delle pertinenti conclusioni dell’Unione europea, la Turchia dovrebbe dimostrare nella pratica la sua sincera volontà di migliorare le sue relazioni con l’UE e con ogni singolo Stato membro. Qualsiasi decisione di adottare un’agenda positiva nelle relazioni UE-Turchia dipende esclusivamente da Ankara, che deve, tra l’altro, porre fine a qualsiasi attività illegale, sia a terra che in mare, ma deve anche contribuire in modo sostanziale al raggiungimento di una soluzione a un problema prevalentemente europeo, come il problema di Cipro, sulla base delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite e dei principi e dei valori dell’UE”. L’unica soluzione alla questione cipriota sostenuta da Nicosia e in linea con le risoluzioni dell’ONU si basa sull’istituzione di una federazione bizonale e bicomunitaria. “Cipro è e rimarrà un membro dell’UE dopo la riunificazione e, dato il desiderio pubblicamente proclamato della Turchia di rafforzare le relazioni euro-turche, il ruolo dell’UE nei negoziati è, forse più che mai, di importanza cruciale e vitale”, ha concluso il ministro Christodoulides.

L’isola è divisa da una “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro, abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota e facente parte dell’Unione Europea, dall’area amministrata dall’autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord (TRNC), riconosciuta dal solo governo di Ankara e dove vive invece gran parte della comunità turco-cipriota. Tale demarcazione territoriale risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte di nazionalisti greco-ciprioti che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota”, nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo. Ad oggi, la Repubblica di Cipro occupa 2/3 del territorio di Cipro, mentre la parte restante è sotto il controllo della cosiddetta Repubblica Turca di Cipro del Nord.

In passato, i negoziati per risolvere le dispute hanno avuto come obiettivo la riunificazione dell’isola, posizionata nella regione del Mediterraneo orientale. Tuttavia, questa ipotesi sembrerebbe più lontana da quando Ersin Tatar, leader nazionalista di destra vicino ad Erdogan ed ex premier turco-cipriota, è stato eletto presidente dopo essere risultato vincitore al ballottaggio dello scorso 18 ottobre.

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Chiara Gentili

di Redazione

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