Indonesia: la dimensione pubblica e privata della vaccinazione

Pubblicato il 9 marzo 2021 alle 11:25 in Asia Indonesia

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La politica delle vaccinazioni contro il coronavirus in Indonesia è articolata in due programmi separati e concomitanti, di cui uno riguarda le grandi aziende ed è un progetto privato, mentre l’altro coinvolge il resto della popolazione ed è gestito dal governo, come descritto da The Diplomat, il 9 marzo. In totale, Jakarta ha posto l’obiettivo di inoculare vaccini a 181 milioni di persone entro la fine del 2021, su una popolazione che supera i 280 milioni di abitanti.

Per quanto riguarda l’approvvigionamento dei vaccini, l’Indonesia dispone innanzitutto di solide capacità di sperimentazione e produzione a livello nazionale. Oltre a questo, lo stretto legame tra Jakarta e Pechino ha fatto sì che l’Indonesia si sia assicurata forniture copiose di materiali grezzi per la produzione del vaccino Coronavac dell’azienda cinese Sinovac. In particolare, l’azienda a proprietà statale indonesiana che produce vaccini PT Bio Farma ha siglato contratti per realizzare e rendere pronti al consumo vaccini prodotti a partire da ingredienti forniti da Sinovac. Ad, oggi Bio Farma ha ricevuto forniture a sufficienza per produrre 40 milioni di dosi del vaccino cinese che richiede due inoculazioni e, entro il prossimo luglio, tale cifra arriverà a 140 milioni. Oltre a Sinovac, altri fornitori dell’Indonesia sono la anglo-svedese AstraZeneca, che l’8 marzo ha consegnato 1,1 milioni di dosi, e la statunitense Novavax.

Dal punto di vista della programmazione per le inoculazioni, nel corso del mese di febbraio 2021, un forum di 100 amministratori delegati di grandi aziende ha proposto al presidente indonesiano, Joko Widodo un’iniziativa privata di “auto-approvvigionamento dei vaccini”, chiamata Vaksinasi Mandiri e poi ribattezzata Vaksinasi Gotong Royong. Sotto la guida della Camera di commercio indonesiana, nota come Kadin, gli amministratori delegati hanno proposto di gestire in autonomia la vaccinazione degli impiegati e dei dipendenti delle proprie aziende, in cambio del permesso governativo per comprare e importare vaccini in autonomia. Il presidente indonesiano ha accettato tale proposta e il Ministero della salute ha emesso un decreto per definire un quadro di regolamentazione della procedura. Le aziende dovranno ricevere vaccini autorizzati per l’utilizzo di emergenza da Jakarta e diversi da quelli utilizzati nel programma nazionale. Per l’inoculazione, invece, dovranno ricorrere a cliniche private che dovranno essere a loro volta autorizzate dal Ministero della Salute.

La Camera di commercio indonesiana, ha finora registrato 8.300 compagnie per partecipare al progetto e ha programmato di acquistare 40 milioni di dosi per 20 milioni di destinatari. Secondo l’istituzione, la vaccinazione della forza lavoro formale del Paese contribuirà ad una rapida ripresa economica. Per la Camera di commercio, è necessario vaccinare coloro che sono più vulnerabili ed esposti alla trasmissione del virus. Oltre a questo, le aziende indonesiane, pagando autonomamente i vaccini, alleggeriranno la spesa del governo, liberando risorse per la campagna di vaccinazione nazionale.

Secondo The Diplomat, tuttavia, tale piano presenterebbe numerose problematiche. Innanzitutto, gli impiegati delle grandi aziende avrebbero un tenore di vita sostanzialmente superiore rispetto alla popolazione in generale, con cure sanitarie e mezzi migliori per attuare il distanziamento sociale e adottare altre precauzioni. Al contrario, gli indonesiani con un basso reddito vivrebbero spesso in quartieri affollati e farebbero lavori maggiormente a rischio. Oltre a questo, come affermato dallo stesso ministro delle Finanze indonesiano, Sri Mulyani Indrawati, il problema principale della vaccinazione in Indonesia non riguarderebbe i costi ma piuttosto garantirsi approvvigionamenti e organizzare la logistica, data la conformazione geografica del Paese.

Per The Diplomat, se i membri della Camera di commercio indonesiana avessero voluto accelerare la ripresa del Paese avrebbero dovuto seguire l’esempio di altre aziende indonesiane, fornendo assistenza logistica al governo. Con un programma di vaccinazione privato, per la testata, la situazione indonesiana potrebbe al contrario aggravarsi. Innanzitutto l’iniziativa avrebbe sottratto tempo e risorse ai legislatori per redigere due piani separati. Oltre a questo, le aziende dovranno ricevere vaccini da PT Biopharma, già impegnata per soddisfare le richieste del programma nazionale, mentre, la catalogazione dei dati del programma di vaccinazione privato dovrà essere compiuta comunque dal governo. Infine, Jakarta avrebbe altresì compiuto sforzi diplomatici con la Cina per garantire forniture alle sue aziende, impiegando risorse pubbliche.

La dualità del programma di vaccinazione indonesiano potrebbe porre problemi per il governo anche di fronte all’opinione pubblica, fomentando la percezione di un divario sociale.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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